Tether: chi la controlla e perché fa così tanti soldi
Chi controlla Tether e perché guadagna miliardi? Scopri la struttura societaria di Tether, come funziona USDT, dove investe le riserve e perché ha acquistato azioni della Juventus.
Chi controlla Tether e perché questa azienda guadagna miliardi di dollari ogni trimestre? Sono domande che sempre più investitori e appassionati di criptovalute si pongono, soprattutto da quando Tether ha iniziato a muoversi anche fuori dal mondo crypto, acquisendo quote in realtà come la Juventus Football Club. In questo articolo spieghiamo chi c’è dietro Tether, come funziona il suo modello di business e perché genera profitti che farebbero invidia a molte banche tradizionali.
Tether: chi la controlla davvero?
Tether è stata fondata nel 2014 ed è strettamente legata a Bitfinex, uno dei più grandi exchange di criptovalute al mondo. Entrambe le società fanno capo a iFinex Inc., la holding con sede nelle Isole Vergini Britanniche. I principali azionisti e figure di controllo includono Giancarlo Devasini (CFO e co-fondatore) e Jean-Louis van der Velde (CEO). Devasini, in particolare, è considerato l’architetto finanziario del modello che ha reso Tether così redditizia.
La struttura societaria di Tether è volutamente complessa: la sede legale è alle Isole Vergini Britanniche, mentre le operazioni si svolgono in più giurisdizioni. Questo assetto ha sollevato più volte interrogativi da parte di regolatori americani ed europei, che chiedono maggiore trasparenza sulla governance e sulle riserve effettive a garanzia della stablecoin USDT.
Il legame con Bitfinex
Il rapporto tra Tether e Bitfinex non è solo societario: i due soggetti condividono management, infrastrutture e, in passato, hanno condiviso anche le riserve finanziarie. Nel 2019 il procuratore generale di New York aprì un’indagine proprio su questo intreccio, contestando che Bitfinex avesse attinto alle riserve di Tether per coprire perdite operative. La vicenda si chiuse nel 2021 con un accordo da 18,5 milioni di dollari e il divieto di operare nello Stato di New York, senza ammissione di colpa.
Perché Tether fa così tanti soldi?
Il modello di business di Tether è, nella sua essenza, sorprendentemente semplice: l’azienda emette USDT, la sua stablecoin ancorata al dollaro americano, e investe i dollari ricevuti in cambio in attività finanziarie sicure e redditizie. Il risultato? Profitti netti miliardari ogni trimestre, con un numero di dipendenti stimato in meno di cento persone.
Il meccanismo della stablecoin USDT
Quando un utente acquista 1 USDT, versa 1 dollaro a Tether. Tether custodisce quel dollaro (o un equivalente) nelle proprie riserve e lo investe. Quando l’utente vuole riscattare i suoi USDT, Tether restituisce i dollari. Nel mezzo, però, Tether ha guadagnato gli interessi sugli investimenti effettuati con quei fondi. Con una capitalizzazione di mercato di USDT che ha superato i 110 miliardi di dollari, anche un rendimento modesto si traduce in profitti enormi.
Dove investe Tether i suoi miliardi?
La voce principale delle riserve di Tether è rappresentata dai titoli del Tesoro statunitense (T-Bills). Con i tassi di interesse ai livelli attuali, questi strumenti garantiscono rendimenti significativi su masse di capitale elevatissime. Tether si è affermata come uno dei maggiori detentori mondiali di T-Bills, alla pari di paesi sovrani come la Svizzera e la Norvegia. Le riserve complessive hanno superato i 97 miliardi di dollari, con profitti netti che nel solo primo trimestre hanno raggiunto i 4,52 miliardi di dollari.
Oltre ai titoli di Stato americani, Tether investe in:
- Oro fisico e altri metalli preziosi
- Bitcoin e altre criptovalute
- Prestiti garantiti a terze parti
- Partecipazioni azionarie in aziende strategiche
Tether e la Juventus: perché questo investimento?
Il mondo del calcio e quello delle criptovalute si intrecciano in modo sempre più evidente. L’acquisizione del 10,12% della Juventus Football Club da parte di Tether segna un momento di svolta che unisce innovazione tecnologica e tradizione sportiva. Ma perché Tether ha scelto la Juventus?
L’ingresso nel capitale della Juventus rappresenta per Tether molto più di un semplice investimento finanziario. Si tratta di una mossa strategica per ampliare la propria visibilità globale, sfruttando la notorietà di uno dei brand sportivi più iconici al mondo. Inoltre, il calcio si presta perfettamente come terreno di sperimentazione per tecnologie basate su blockchain, come fan token, biglietti digitali e collezionabili NFT, aprendo nuove possibilità di interazione per i tifosi.
👉 Leggi anche: UniCredit: le mosse strategiche che muovono il mercato
Le sfide aperte: trasparenza e regolamentazione
Nonostante il suo impressionante successo, Tether deve ancora affrontare sfide significative, in particolare riguardo alla trasparenza delle sue riserve. L’assenza di un audit completo e indipendente rimane il punto critico più discusso, sollevando interrogativi tra i regolatori finanziari e gli osservatori del mercato in tutto il mondo.
Con l’entrata in vigore del regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets), Tether si trova di fronte a requisiti più stringenti per operare nell’Unione Europea. La normativa impone standard elevati di trasparenza e riserve verificabili, elementi su cui Tether dovrà dimostrare la propria conformità per mantenere l’accesso al mercato europeo.
L’acquisizione della Juventus potrebbe rappresentare anche un banco di prova per dimostrare la solidità e la credibilità del modello di business di Tether agli occhi di un pubblico più ampio e dei regolatori internazionali.

Tether: il segreto del suo successo in sintesi
Il motore del successo di Tether è la sua stablecoin USDT, un asset digitale ancorato al valore del dollaro americano. Questo strumento finanziario consente agli investitori di muoversi agilmente tra valuta fiat e token digitali, garantendo stabilità anche in un mercato caratterizzato da forti fluttuazioni. La capacità di reinvestire in attività sicure e profittevoli ha reso USDT una pietra miliare nel settore delle criptovalute e Tether uno degli operatori finanziari più redditizi al mondo, indipendentemente dal settore.
Questa combinazione di finanza digitale, investimenti tradizionali e incursioni nel mondo dello sport non solo offre un terreno fertile per l’innovazione, ma ridefinisce anche il modo in cui le aziende crypto si posizionano nell’economia globale. In un contesto in cui la tecnologia trasforma ogni aspetto della finanza, Tether si candida a essere uno degli attori più influenti del prossimo decennio.
FAQ su Tether
Chi possiede Tether?
Tether è controllata da iFinex Inc., la stessa holding che controlla l’exchange Bitfinex. Le figure chiave sono Giancarlo Devasini e Jean-Louis van der Velde.
Come guadagna Tether?
Tether guadagna investendo i dollari ricevuti in cambio di USDT principalmente in titoli del Tesoro americano e altri strumenti finanziari. Gli interessi generati su decine di miliardi di dollari producono profitti miliardari ogni trimestre.
USDT è sicura?
USDT è la stablecoin più utilizzata al mondo, ma presenta rischi legati alla trasparenza delle riserve. Tether pubblica attestazioni periodiche, ma non ha ancora completato un audit indipendente completo. Gli investitori devono tenere conto di questo elemento di rischio.
Tether è regolamentata?
Tether opera in un contesto regolatorio in evoluzione. In Europa, il regolamento MiCA impone nuovi requisiti che Tether dovrà soddisfare per continuare a operare nel mercato UE. Negli Stati Uniti, la società ha già raggiunto accordi con le autorità di New York.
Perché Tether ha comprato azioni della Juventus?
L’acquisizione del 10,12% della Juventus rientra nella strategia di Tether di diversificare i propri investimenti e aumentare la visibilità globale del brand, esplorando anche le sinergie tra blockchain e mondo sportivo (fan token, NFT, biglietteria digitale).
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.