Intelligenza Artificiale: talenti concentrati in alcuni paesi e settori, l'Europa rimane indietro

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Valeria Panigada

20 novembre 2019 - 09:58

MILANO (Finanza.com)

I talenti attivi nell’ambito dell'Intelligenza Artificiale sono distribuiti in maniera disomogenea a livello geografico, settoriale e demografico, rendendo l'Europa fanalino di coda in questa nuova rivoluzione. E' ciò che emerge dal nuovo report di LinkedIn dedicato alle ultime tendenze nel mondo del lavoro, volto a dimostrare quanto le giuste politiche in questo settore possono cambiare in positivo lo scenario attuale.

Analizzando alcuni tra i dati principali, emerge che solo tre paesi in Europa ospitano da soli la metà di tutti i professionisti che operano nel settore delle IA, ovvero Regno Unito (24%), Germania (14%) e Francia (12%). Altri paesi che attraggono un buon numero di talenti in questo ambito, sono Irlanda, Finlandia, Cipro, Lussemburgo, Svezia e Paesi Bassi. La ricerca rivela, inoltre, che l'Europa è in evidente ritardo rispetto agli Stati Uniti. Gli USA assumono il doppio delle persone qualificate per le AI rispetto ai paesi membri dell’Unione Europea, nonostante la forza lavoro totale sia solo la metà di quella europea.

Da un punto di vista industriale, è evidente che due terzi delle persone con competenze in materia di IA lavorano nel settore tecnologico (ICT) o in ambito accademico. Le conoscenze e le tecnologie legate all'intelligenza artificiale non sono ancora diffuse in molti segmenti dell'economia europea. Inoltre, è emerso anche che la distribuzione del talento nell’ambito delle Intelligenze Artificiali risulta disomogenea anche a seconda del sesso, del livello d’istruzione e demografico.

La ricerca di LinkedIn (sviluppata in collaborazione con il World Economic Forum) rivela che il pool di talenti nell’ambito delle Intelligenze Artificiali è soggetto al cosiddetto gender gap, al pari delle altre discipline STEM. Solo il 16% di tutti i lavoratori attivi nel campo delle IA in Europa sono donne. Ciò è paragonabile agli Stati Uniti, dove meno del 20% dei lavoratori IA sono donne. E, nonostante alcune variazioni in Europa, la percentuale di donne nella forza lavoro IA non supera mai il 30% in nessuno Stato membro dell'Ue.

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