Rc auto: sinistri crollati del 50%, compagnie risparmiano 41 euro a cliente

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Valeria Panigada

18 giugno 2020 - 13:24

MILANO (Finanza.com)

La riduzione forzata della circolazione nei mesi di lockdown ha avuto un impatto in termini di riduzione della frequenza dei sinistri, che l'Ivass ha stimato in circa il 50%, consentendo di quantificare per le compagnie assicurative un risparmio medio variabile tra 36 e 41 euro per polizza. Molte compagnie hanno fornito prime risposte e adottato misure a sostegno della clientela, tra cui la sospensione o la proroga del pagamento dei
premi, il blocco delle azioni di recupero dei premi non pagati e delle franchigie, l’estensione di garanzie, l’offerta di servizi aggiuntivi e più recentemente la restituzione di una parte del premio Rc auto. "Se i dati confermeranno la riduzione dei sinistri e, quindi, dei costi per le imprese, ci attendiamo che le misure di ristoro agli assicurati si estendano", afferma il presidente Ivass, Daniele Franco.

Il Codacons sottolinea come gli italiani abbiano subito un danno economico abnorme e pari a complessivi 3,9 miliardi di euro nel corso del lockdown legato al coronavirus. Considerato il costo medio di una polizza Rc auto in Italia, ogni assicurato ha perso 33,6 euro al mese di assicurazione a causa delle misure legate all’emergenza Covid, cifra che ovviamente risulta più elevata per i residenti delle città del Sud e per i neopatentati, categorie che arrivano a pagare anche più di 1.000 euro all’anno per l’Rc auto. Se si calcola che in Italia risultano attualmente assicurate 39 milioni di autovetture, il danno economico per l’intera categoria degli automobilisti raggiunge la cifra record di 3,9 miliardi di euro per l’intero periodo di lockdown. Tutto ciò mentre è crollata l’incidentalità sulle strade italiane come conseguenza dei limiti agli spostamenti, con enormi vantaggi economici per le compagnie di assicurazioni.

Intanto è proseguita nel 2019 la tendenza alla discesa dei prezzi: questi ultimi sono diminuiti del 2,7 per cento, portando la flessione complessiva negli ultimi sei anni a circa il 22 per cento. I prezzi si stanno gradualmente avvicinando ai livelli dei paesi europei simili all’Italia per caratteristiche del mercato.

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