Libretto postale cointestato: la Cassazione chiarisce i diritti dei cointestatari

La Cassazione chiarisce i diritti dei cointestatari sul libretto postale cointestato: al superstite spetta il 50%, l'altro 50% va all'asse ereditario. Ecco come funziona.

Pubblicato 5 Novembre 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 07:21

Una volta scomparso uno dei titolari, la spinosa questione della divisione dei depositi su un libretto postale cointestato si ripropone con immancabile frequenza. La recente sentenza della Cassazione ha stabilito che la metà delle somme depositate spetta direttamente al cointestatario superstite, mentre il restante 50% confluisce nell’asse ereditario. Questo orientamento chiarisce un punto che, in passato, era spesso foriero di controversie e lungaggini legate alla disponibilità delle somme, offrendo nuovi spunti per adeguare la prassi degli istituti finanziari e delle Poste Italiane.

Libretto postale cointestato: cosa dice la Cassazione sui diritti dei cointestatari

Il principio fissato dalla Corte di Cassazione è netto: in assenza di accordi specifici tra i cointestatari, si presume che le somme depositate su un libretto postale cointestato appartengano in parti uguali a ciascun titolare. Alla morte di uno di essi, quindi, la quota del 50% rimane di piena proprietà del cointestatario superstite, che può disporne immediatamente, mentre l’altro 50% entra a far parte dell’asse ereditario e segue le ordinarie regole della successione.

Questo orientamento giurisprudenziale costituisce una svolta significativa nel contesto italiano, poiché elimina l’ambiguità che in passato portava spesso al blocco integrale del libretto, con gravi disagi per le famiglie. La Cassazione chiarisce così i diritti dei cointestatari in modo definitivo, promuovendo soluzioni rapide e trasparenti.

La presunzione di ripartizione in quote uguali

La giurisprudenza attuale impone un principio di equità condivisa sui conti e sui libretti cointestati, attribuendo uguale peso a ciascun titolare. Se non emergono accordi specifici documentati, si presume che il deposito sia ripartito in quote paritetiche. Questo elimina incertezze e favorisce la disponibilità immediata della quota rimasta al titolare vivente, evitando lunghe attese o dibattiti giudiziari sul calcolo della percentuale di proprietà.

In pratica, la presunzione opera così:

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  • Quota del superstite (50%): rimane nella piena disponibilità del cointestatario vivente, senza necessità di attendere la chiusura della successione.
  • Quota del defunto (50%): entra nell’asse ereditario e viene ripartita tra gli eredi secondo le norme del Codice Civile o le disposizioni testamentarie.
  • Accordi diversi: se i cointestatari avevano stabilito per iscritto una ripartizione differente (ad esempio 70/30), questa prevale sulla presunzione legale.

Cosa succede in concreto al libretto postale cointestato dopo il decesso

Dal punto di vista operativo, alla morte di un cointestatario il superstite deve comunicare il decesso alle Poste Italiane, presentando il certificato di morte. A quel punto:

  1. Le Poste bloccano temporaneamente le operazioni sul libretto per effettuare le verifiche del caso.
  2. La quota del 50% spettante al superstite viene svincolata e resa disponibile.
  3. La quota del 50% relativa al defunto rimane bloccata fino alla presentazione della documentazione successoria (dichiarazione di successione, atti notarili, ecc.).
  4. Gli eredi del defunto, una volta completata la successione, possono richiedere il pagamento della loro parte.

Questo schema, confermato dalla Cassazione, riduce i riflessi burocratici e libera risorse per il titolare superstite in tempi ragionevoli.

La portata della presunzione di ripartizione: impatto su banche e Poste

Le banche e le Poste Italiane possono ora superare la consueta prassi del blocco integrale dei libretti e dei conti cointestati, spesso gravosa per le famiglie. Questo orientamento consente di ottimizzare procedure e costi, poiché il titolare superstite può accedere subito alla propria parte. Con regole più definite, gli istituti finanziari rafforzano il rapporto di fiducia con la clientela, in un quadro normativo che esige chiarezza e trasparenza nella gestione dei depositi.

In tal modo, si diffonde una cultura giuridica più lineare, orientata alla prevenzione dei contrasti tra eredi e cointestatari, e si riducono i costi legali e i tempi di risoluzione delle controversie.

Strategie per prevenire controversie future sul libretto cointestato

Per evitare discussioni e contenziosi inutili, è opportuno valutare sin dall’apertura di un libretto o conto condiviso se esistano accordi specifici da formalizzare. Ogni dettaglio, dalle condizioni di intestazione fino alla distribuzione dei poteri di firma e alle quote di proprietà, andrebbe concordato per iscritto. Nel caso in cui siano presenti volontà particolari, un testamento può integrare le soluzioni adottate, evitando fraintendimenti. Così, quando subentra un evento luttuoso nella compagine familiare, si ha la certezza di un percorso chiaro, sostenuto da documentazione ineccepibile.

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La chiarezza contrattuale e la pianificazione anticipata rappresentano gli elementi fondamentali per un quadro successorio lineare, capace di tutelare tutte le parti coinvolte, aiutandole a preservare risorse, tempo e serenità.

FAQ: libretto postale cointestato e diritti dei cointestatari secondo la Cassazione

Il cointestatario superstite può prelevare subito dal libretto postale cointestato?

Sì, ma solo per la propria quota del 50%. Dopo aver comunicato il decesso alle Poste e completate le verifiche, il superstite può disporre della metà a lui spettante. L’altra metà rimane bloccata fino alla definizione della successione.

Cosa succede se i cointestatari avevano quote diverse?

Se esiste documentazione scritta che attesta una ripartizione diversa dal 50/50, questa prevale sulla presunzione legale stabilita dalla Cassazione. In assenza di accordi scritti, si applica sempre la divisione in parti uguali.

Gli eredi del defunto possono bloccare l’intero libretto postale cointestato?

No. Secondo l’orientamento della Cassazione, gli eredi hanno diritto solo sulla quota del 50% appartenuta al defunto. Non possono bloccare né rivendicare la quota che era già di proprietà del cointestatario superstite.

È necessaria la dichiarazione di successione per sbloccare la quota del defunto?

Sì. Per ottenere il pagamento della quota ereditaria (il 50% del defunto), gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione e la relativa documentazione alle Poste Italiane. Solo dopo questo passaggio le somme vengono erogate agli aventi diritto.

Il libretto postale cointestato è diverso da un conto corrente cointestato?

Dal punto di vista delle regole successorie, i principi stabiliti dalla Cassazione si applicano in modo analogo sia ai libretti postali cointestati sia ai conti correnti bancari cointestati. Le differenze riguardano principalmente le procedure operative dei singoli istituti (Poste Italiane o banche).

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.