Lotta al contante: quanto costano le carte tra commissioni e canoni?

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Valeria Panigada

12 novembre 2019 - 11:11


MILANO (Finanza.com)

Carte di credito con iban, a rate, a saldo o ricaricabili. Molti italiani potrebbero dover attivare (se non già posseduta) almeno una carta di pagamento elettronico nel corso del 2020, quando entreranno in vigore le nuove misure del piano "Cashless", contenute nel decreto fiscale collegato alla prossima legge di Bilancio, che mirano a scoraggiare i consumatori dall'utilizzo delle banconote. Il governo ha infatti dichiarato guerra all'uso del contante per combattere l'evasione, attraverso una lotteria degli scontrini, l'obbligo del Pos in tutti gli esercizi commerciali e alcuni incentivi fiscali. In vista di questi cambiamenti, quale carta scegliere? I pro e i contro variano in base allo strumento di pagamento. Ecco allora a confronto canoni mensili e commissioni per ciascuna tra le quattro principali tipologie di carta, secondo l'indagine SosTariffe.it.

 

Carta conto con iban: niente conto collegato e commissioni quasi a zero
La carta conto con iban è un tipo di carta che non vincola il titolare all’attivazione di un conto corrente. Il vantaggio è proprio non dover accendere un deposito in un istituto di credito, ma avere comunque a disposizione un codice Iban collegato alla card per fare bonifici o ricevere accrediti. Secondo lo studio, questo tipo di carte si attivano gratis, ma per mantenerle occorre versare un canone mensile di 5,18 euro. I titolari hanno la possibilità di effettuare circa 60 prelievi al mese gratuiti dagli ATM della banca. I successivi prelievi dagli sportelli costa in media 0,20 euro. Diverso invece il discorso per i prelievi da ATM posti all'estero in paesi extracomunitari. In questo caso la commissione sarà pari al 5,20% della somma richiesta. Questo tipo di carta consente di prelevare ogni giorno circa 457 euro. In media ha un plafond di circa 24.167 euro. Commissioni gratuite sui pagamenti tramite POS in Italia e nel resto del mondo.

 

Carta revolving: spese dilazionate e commissioni alle stelle
Le carte a rate, chiamate anche carte revolving, consentono di rateizzare il saldo accumulato nel corso del mese. È un po’ come se l'istituto di credito, tramite la carta, prestasse una somma al cliente. Quest'ultimo, una volta spesa la cifra ottenuta, dovrà poi restituirla a rate con gli interessi. Per procurarsi questo tipo di carta in media si dovrà sostenere un costo di attivazione di 3,30. A cui si andranno ad aggiungere 4,01 euro di canone ogni mese. Questa tipologia di carta presenta generalmente commissioni elevate sul prelievo. Dopo i primi 90 prelievi gratuiti ogni mese dallo sportello ATM, infatti, le commissioni salgono. Prelevando all'ATM della banca stessa si dovrà versare una commissione pari al 3,31% della somma richiesta. Percentuale che sale al 3,45% se lo sportello appartiene a un istituto di credito diverso. In vacanza in un paese Ue la percentuale sale ancora, schizzando al 3,61%. Se il viaggio, infine, è in un paese extra UE la commissione sarà alle stelle: in media il 5,15% dell'importo prelevato. Con le carte revolving ogni giorno si possono attingere in media 456 euro su un plafond complessivo di 10.156. Per fortuna sono gratuite le commissioni per l'acquisto con il POS sia in Italia che nel resto d'Europa. Ma nei paesi extra UE il tasso di interesse sui pagamenti si aggira intorno all'1,35%.

 

Carta a saldo: prelievi costosi ma plafond versatile
La carta di credito a saldo in genere si abbina a un conto corrente bancario o postale di cui l’intestatario è titolare. Si ha a disposizione una cifra mensile da usare che viene detratta dal deposito abbinato senza interessi aggiuntivi entro la prima metà del mese successivo. Questo tipo di carta si attiva pagando 2,57 euro. A questa somma si deve aggiungere un canone mensile medio di 6,30 euro. I titolari di questo tipo di carta possono contare su 90 prelievi ATM gratuiti inclusi ogni mese. Dopodiché dovranno farsi carico di commissioni elevate su ciascun prelievo. Per chi attinge allo sportello della propria banca la commissione si aggira in media intorno al 3,31% della somma prelevata. Percentuale che lievita al 3,54% se l'ATM è di un altro istituto di credito. Si arriva al 3,65% quando si preleva all'estero nei paesi dell'Unione Europea. Mentre chi prova a prelevare in uno Stato al di fuori dell'Ue dovrà versare la bellezza del 5,10% di commissione su ciascun ritiro di denaro. Il massimale giornaliero di prelievo è 607 euro, su un plafond medio complessivo molto ampio, pari a 26.489 euro. Quest'ultimo, spesso personalizzabile, offre vantaggi aggiuntivi rispetto agli altri tipi di tessere elettroniche. Si risparmia però sulle commissioni POS: sono gratuite per gli acquisti in Italia e in Europa. Mentre ammontano al 1,50% se si esce dall'Unione Europea.

 

Carta prepagata o ricaricabile: snella e svincolata dal conto corrente
Le carte prepagate sono strumenti di pagamento agili. Di solito sono indicate per un target giovanile. Uno dei loro principali vantaggi è che non devono essere necessariamente abbinate a un conto corrente. Si ricarica l'importo desiderato volta per volta, a seconda delle proprie necessità di spesa. Il loro costo di attivazione si aggira in media sui 5,57 euro. In compenso il canone mensile è quasi gratuito: 0,61 euro. Sono compresi 75 prelievi gratuiti ogni mese. Superata questa soglia bisognerà farsi carico di commissioni abbastanza elevate. Ad esempio, pagherà 0,43 euro chi preleva allo sportello del proprio istituto. Mentre invece chi attinge dagli ATM di altre banche dovrà versare 1,88 euro di commissione. Un centesimo in meno, pari a 1,87 euro, per chi invece vuole prelevare all'estero in un Paese dell'Unione Europea. Se si è in viaggio fuori dall'Ue, invece le commissioni si aggirano in media intorno all'1,62% della somma prelevata oppure 4,18 euro a prelievo. Per le ricaricabili il massimale di prelievo giornaliero è pari a 567 euro, a fronte di un plafond di 11.316. Per fortuna le commissioni sugli acquisti tramite POS sono gratuite sia in Italia che nel resto d'Europa. Solo se si fa shopping in paesi non aderenti all'Ue si versa una commissione pari all 1,04% della spesa.

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