Bollette luce: tariffe biorarie ancora le più convenienti? In alcuni casi il risparmio è con la monoraria

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Valeria Panigada

11 febbraio 2020 - 08:43


MILANO (Finanza.com)

Aspettare il tramonto per accendere la lavatrice può convenire di meno. La tariffa bioraria dell'energia elettrica, introdotta nel 2010 per favorire il risparmio grazie a prezzi bassi in alcune fasce orarie, oggi consente risparmi inferiori rispetto alla monoraria. Lo ha rilevato uno studio di SosTariffe.it, che ha calcolato la spesa media annua di luce con entrambi i tipi di tariffe per tre distinti profili di consumo (riferiti alla città di Milano). Ciò che emerge è che la monoraria diventa l'opzione più conveniente (costa fino a quasi l'8% in meno) per profili di consumi bassi.


Monoraria vs bioraria: cosa cambia tra le due tariffe
Si definisce monoraria una tariffa di energia elettrica che permette di pagare allo stesso prezzo la luce consumata in qualsiasi momento della giornata. La tariffa bioraria, invece, ha un prezzo dell'energia variabile a seconda dell’ora del giorno, che viene convenzionalmente diviso in tre fasce orarie: la fascia F1 compresa tra le 8 e le 19, la F2 tra le 19 e le 8 nei giorni feriali e la F3 che comprende i weekend e i giorni festivi. La ripartizione in fasce tiene conto della richiesta di energia variabile nell'arco della giornata, statisticamente maggiore nelle ore di urne e inferiore di notte e nei festivi.


Single che vive da solo: con la monoraria un risparmio fino al 7,7%
Il primo profilo di consumo riguarda 1000 kWh all'anno, un fabbisogno energetico annuale pari a quello di una persona che vive sola. Il single dello studio SosTariffe.it, con l'usilio dello strumento di comparazione delle offerte di energia elettrica presenti sul mercato libero, può scegliere tra cinque diverse proposte di tariffa bioraria dal costo medio di 230 euro annui (la più economica costa 216 mentre la più cara quasi 241). Per quanto riguarda le proposte di tariffa monoraria, il loro costo medio è di circa 213 euro, con un prezzo annuale che oscilla tra i 191 e i 222 euro. Di conseguenza la differenza media di prezzi tra la tariffa bioraria quella monoraria è del 7,72%. Pari alla somma che si può risparmiare optando per una tariffa monoraria a prezzo fisso.


Famiglia di 3-4 componenti: con la monoraria un risparmio fino al 4,4%
Il secondo profilo di consumo ipotizzato potrebbe corrispondere a una famiglia di 3-4 componenti, che hanno bisogno ogni anno di circa 2700 kWh di energia elettrica. Anche in questo caso sono sempre cinque le proposte tariffarie esaminate dalo studio. Per la bioraria il costo medio delle promozioni è di 467 euro (mentre la più conveniente costa 456, la più costosa si aggira intorno ai 481 euro). Anche nel caso del nucleo di 3-4 persone la tariffa monoraria permette di spendere meno, in media 447 euro ogni anno. Se teniamo conto infatti che la tariffa più economica ha un costo di 411 euro mentre la monoraria più cara si aggira sui 463, optare per il prezzo fisso nell'arco della giornata permette un risparmio del 4,4%. Si nota dunque come al crescere del fabbisogno energetico, il risparmio possibile optando per una tariffa monoraria conveniente, subisca un decremento.


Famiglia numerosa: la monoraria costa "solo" il 2,6% in meno
Infine il terzo profilo di consumo, con un fabbisogno annuo di 5000 kWh, potrebbe corrispondere a una famiglia molto numerosa, ad esempio un nucleo familiare di sette componenti. Nel caso della famiglia extra large i risparmi possibili sono minimi. Le tariffe biorarie a loro disposizione hanno un costo medio annuale di 840 euro (si va dalla promozione più economica da 818 a quella più dispendiosa da 861 euro). Per quanto riguarda invece le tariffe monorarie, i prezzi si aggirano intorno a una media annuale di 819 euro. Nel loro caso dunque il risparmio, minimo, è solo del 2,6%.

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