Auto: quanto costa mantenerla? Ecco i calcoli per valutare acquisto o noleggio

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Valeria Panigada

29 ottobre 2019 - 12:25


MILANO (Finanza.com)

Avere l'auto è sempre più un lusso in Italia, soprattutto in alcune regioni dove i costi per mantenerla possono superare i 2mila euro ogni anno. Le spese fisse sono infatti aumentate del 6,6% quest'anno, vale a dire circa 99 euro rispetto all'anno scorso. Ecco i calcoli da fare per valutare meglio l'acquisto o il noleggio dell'auto, a seconda anche dell'uso che se ne fa.

 

Le voci di spesa: non solo benzina e assicurazione
Secondo lo studio di SosTariffe.it, mantenere un'auto in Italia costa in media 1.614 euro ogni anno, vale a dire il 6,6% in più dell'anno scorso. La voce di spesa che pesa di più è quella per il carburante, stimata in quasi 900 euro all'anno, ma molto dipende dai chilometri che si fanno. Solo dopo c'è l'assicurazione. La polizza Rc auto, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, costa meno: circa 573 euro. Ma questa voce può variare molto da regione a regione e dalla classe di merito. Bisogna poi sommare bollo e revisione, che insieme portano via almeno 149 euro ogni dodici mesi. Senza contare i costi dal meccanico in caso di eventuali guasti o danni.

 

Costo auto: maglia nera alla Campania
Possedere un'auto è un lusso in particolare in Campania, dove servono addirittura 2.113 euro ogni anno. Qui infatti si paga una Rc auto media di 1.100 euro, la cifra più elevata in tutta Italia. A seguire ci sono altre due regioni meridionali: la Puglia, con 1.864 euro, e la Calabria, dove sono necessari 1.784 euro all'anno.

Avere un proprio veicolo, invece, non nuoce troppo ai portafogli dei conducenti liguri. La Liguria infatti è la regione che spende meno per mantenere l'auto. Qui infatti bastano solo 1.499 euro tra assicurazione, carburante, bollo e revisione.

auto, spese

Rincari in quasi tutte le regioni
Rispetto al 2018 i prezzi di gestione dell'auto sono aumentati in quasi tutte le regioni, salendo del 6,6% in media. Ma anche qui si evidenziano delle divergenze: si va da un minimo incremento dell'1,7% fino al +35% nel caso peggiore. I rincari più significativi si sono registrati in quattro regioni in particolare: Friuli, Valle d'Aosta, Puglia ed Emilia-Romagna.

Nonostante un andamento generalizzato di aumenti, c'è qualche regione che inverte la tendenza. Rispetto allo scorso anno, si risparmia sulla gestione dell'auto in Molise (-19,8%) e in Umbria (-14,2%).

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