Carburanti drop-in, Massimo Romagnoli (DKS): vantaggio competitivo cambia le strategie industriali
Il trasporto pesante affronta la transizione energetica con soluzioni come l’HVO, un diesel sintetico che riduce le emissioni senza modifiche operative o infrastrutturali.
La transizione energetica nel settore dei trasporti sta entrando in una fase in cui le decisioni operative incidono direttamente sui profili di costo, di rischio e di competitività delle imprese. Per le flotte e per gli operatori logistici, la riduzione delle emissioni non è più un obiettivo reputazionale, ma una variabile economica che incide sull’accesso alle commesse, sulla conformità normativa e sulla continuità operativa.
In questo contesto, il nodo centrale non riguarda tanto l’introduzione di nuove tecnologie, quanto la capacità di adattare le infrastrutture esistenti a un mix energetico sempre più articolato.
Per Massimo Romagnoli, imprenditore italiano alla guida di DKS Eliquid GmbH – società impegnata nella distribuzione di idrocarburi e nello sviluppo di soluzioni energetiche sostenibili – “il trasporto pesante resta uno dei settori più complessi da decarbonizzare nel breve periodo, perché l’elettrificazione su larga scala incontra ancora limiti strutturali e le imprese devono confrontarsi con un quadro regolatorio europeo più stringente, che richiede una riduzione misurabile delle emissioni lungo l’intera filiera. In questo scenario, i carburanti “drop-in” stanno assumendo un ruolo crescente, consentendo di intervenire sull’impatto ambientale senza modificare l’assetto industriale.”
L’HVO, Hydrotreated Vegetable Oil, rientra in questa categoria. È un diesel sintetico conforme allo standard EN 15940, ottenuto da oli vegetali esausti e scarti industriali, utilizzabile al 100% in sostituzione del gasolio tradizionale. Dal punto di vista economico, il suo principale vantaggio è l’assenza di investimenti aggiuntivi in veicoli o infrastrutture. Le flotte possono continuare a operare con gli stessi mezzi e gli stessi depositi, riducendo al contempo le emissioni lungo il ciclo di vita del carburante. Questo aspetto rende l’HVO una soluzione particolarmente rilevante per le aziende che devono migliorare rapidamente i propri indicatori ambientali senza interrompere l’operatività.
Accanto al carburante, però, sta emergendo un altro fattore determinante: la logistica. La capacità di stoccare, distribuire e certificare carburanti a basse emissioni richiede reti affidabili, integrate e conformi alle normative europee. La Germania, grazie alla presenza di porti strategici, collegamenti interni efficienti e un sistema industriale orientato alla compliance, si sta affermando come uno dei principali snodi per questo tipo di operazioni. Qui la logistica non è più un servizio accessorio, ma un asset che incide sulla scalabilità delle soluzioni energetiche.
Un ulteriore elemento che sta entrando nelle valutazioni finanziarie delle imprese è la misurazione dell’impatto ambientale. : “sempre più clienti richiedono dati verificabili sulla carbon footprint, non solo per le emissioni dirette, ma anche lungo la catena del valore. La possibilità di calcolare, certificare e rendicontare le emissioni associate ai consumi energetici sta diventando una condizione di accesso a gare e contratti, soprattutto nei settori della logistica e dell’industria manifatturiera.”
“In questo senso – continua Romagnoli – l’energia si trasforma da semplice commodity a servizio integrato, in cui il dato ambientale assume un valore economico.”

Secondo operatori del settore, il mercato dei carburanti nei prossimi anni sarà inevitabilmente ibrido. Il diesel fossile continuerà ad avere un ruolo, affiancato da soluzioni a basse emissioni e da servizi di tracciabilità sempre più sofisticati. In questo quadro, la capacità di offrire continuità di approvvigionamento, conformità normativa e dati affidabili diventa un fattore di differenziazione.
Per il mondo finanziario, la partita non riguarda la contrapposizione tra vecchie e nuove tecnologie, ma la valutazione di modelli in grado di funzionare nel presente e di adattarsi progressivamente al cambiamento. La transizione energetica del trasporto passa anche da qui: dalla capacità di integrare carburanti compatibili, infrastrutture esistenti e strumenti di misurazione, trasformando un obbligo regolatorio in una leva di stabilità economica.
In collaborazione con Cyberlex
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