Arriva l’indice delle città europee più sostenibili, la prima italiana è Milano (al 22° posto)
Arriva il Sustainable European Cities Index di Schroders: la classifica delle 59 città europee più sostenibili. La prima italiana è Milano, al 22° posto. Roma è 45ª, Napoli 44ª, Torino 50ª. Scopri come funziona l'indice e cosa significa per gli investitori.
A dimostrazione di come il cambiamento climatico riguardi sempre più anche il mondo finanziario e degli investimenti, arriva il Sustainable European Cities Index: l’indice delle città europee più sostenibili stilato da Schroders. La prima città italiana in classifica è Milano, al 22° posto su 59 metropoli europee analizzate. Un risultato che racconta molto sullo stato della sostenibilità urbana nel nostro Paese — e su quanto ancora ci sia da fare.
Cos’è il Sustainable European Cities Index di Schroders
Il Sustainable European Cities Index è un indice proprietario sviluppato da Schroders per misurare gli sforzi concreti delle grandi città europee nel raggiungere i target fissati dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite. Non si tratta di un semplice ranking reputazionale: ogni posizione è il risultato di un’analisi quantitativa su politiche già in atto o formalmente pianificate.
L’indice considera esclusivamente le città europee con una popolazione superiore a 1 milione di abitanti, per un totale di 59 città analizzate. Il punteggio finale è determinato dalla media ponderata di 13 categorie tematiche, ciascuna con lo stesso peso specifico.
Come viene misurata la sostenibilità urbana: le 13 categorie
Le 13 aree di valutazione coprono l’intero spettro delle politiche ambientali urbane. Tra i principali indicatori considerati:
- Target di consumo di energia rinnovabile
- Trasporti pubblici green
- Stazioni pubbliche di ricarica per veicoli elettrici
- Politiche sulla plastica monouso
- Qualità dell’aria
- Piani climatici urbani
- Obiettivi di neutralità del carbonio
- Politiche di smaltimento dei rifiuti
Ogni città viene valutata in modo trasparente su ciascuna di queste voci, rendendo il confronto tra realtà urbane molto diverse — da Amsterdam a Napoli — metodologicamente solido e comparabile.
La classifica: Amsterdam prima, Nord Europa domina
In cima al Sustainable European Cities Index si trova Amsterdam, seguita da Londra e Parigi. Le tre metropoli hanno ottenuto punteggi simili in quasi tutte le categorie, grazie soprattutto alla presenza di piani climatici onnicomprensivi e a politiche di lungo periodo già operative.
Il primo quartile della classifica è dominato quasi esclusivamente da città nordiche e dell’Europa occidentale: Copenhagen, Stoccolma, Helsinki e Oslo si confermano modelli di riferimento per la sostenibilità urbana a livello continentale. Le città dell’Europa orientale tendono invece a posizionarsi nella seconda metà della graduatoria, con le eccezioni di Praga e Sofia, che si distinguono positivamente rispetto alle aspettative.
Le città italiane nell’indice: Milano al 22° posto, Roma al 45°
Per l’Italia, il quadro è chiaro ma con ampi margini di miglioramento. Ecco come si posizionano le quattro città italiane presenti nell’indice:
- Milano — 22° posto: unica città italiana nella top 25, è il riferimento nazionale per le politiche di sostenibilità urbana.
- Napoli — 44° posto: nella seconda metà della classifica, ma davanti alla capitale.
- Roma — 45° posto: appena sotto Napoli, un risultato che evidenzia le difficoltà strutturali della gestione ambientale nella città più grande d’Italia.
- Torino — 50° posto: chiude il gruppo delle città italiane, nella parte bassa della graduatoria.
Il distacco tra Milano e le altre città italiane è significativo e riflette le differenze nelle politiche locali, negli investimenti in mobilità sostenibile e nella pianificazione climatica a lungo termine.
Perché questo indice conta anche per gli investitori
Il Sustainable European Cities Index non è solo uno strumento di analisi urbanistica: per Schroders — e più in generale per il settore della finanza sostenibile — rappresenta un indicatore utile per valutare il profilo ESG dei territori in cui operano le aziende e in cui vengono effettuati gli investimenti. Le città più sostenibili tendono ad attrarre capitali, talenti e imprese orientate alla transizione energetica, generando un circolo virtuoso tra politiche pubbliche e rendimenti di lungo periodo.
In questo senso, la posizione di Milano al 22° posto nell’indice delle città europee più sostenibili non è solo un dato ambientale: è anche un segnale rilevante per chi investe nel tessuto economico italiano.
FAQ: le domande più frequenti sull’indice delle città europee più sostenibili
Chi ha creato il Sustainable European Cities Index?
L’indice è stato sviluppato da Schroders, uno dei principali gestori patrimoniali a livello globale, nell’ambito delle proprie attività di ricerca sulla finanza sostenibile e sugli investimenti ESG.
Quante città europee sono incluse nell’indice?
L’indice analizza 59 città europee con una popolazione superiore a 1 milione di abitanti.
Qual è la prima città italiana nell’indice delle città europee più sostenibili?
Milano, che si posiziona al 22° posto nella classifica generale, è l’unica città italiana presente nella top 25.
Quali criteri vengono usati per stilare la classifica?
La classifica si basa su 13 categorie equamente ponderate, che includono energia rinnovabile, trasporti green, qualità dell’aria, piani climatici, obiettivi di neutralità carbonica e politiche sui rifiuti, tra le altre.
Dove si posiziona Roma nell’indice?
Roma si trova al 45° posto, appena sotto Napoli (44°) e ben distante da Milano, evidenziando un ritardo nelle politiche di sostenibilità urbana rispetto alle best practice europee.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.