Pensioni: peggiora lo stato di salute del sistema italiano. Il confronto con gli altri paesi
Il sistema pensionistico italiano è al 31° posto nel ranking globale. Scopri perché peggiora, il confronto con gli altri paesi europei e cosa serve per migliorare.
Il sistema pensionistico italiano continua a perdere terreno rispetto agli altri paesi sviluppati. L’Italia si colloca al 31esimo posto nella classifica globale sulla salute dei sistemi previdenziali, scivolando di una posizione rispetto alla rilevazione precedente. Un segnale che non può essere ignorato: il confronto internazionale mostra chiaramente dove il modello italiano fa fatica e dove, invece, esistono margini di miglioramento.
Il Global Retirement Index: cos’è e come funziona
Il Global Retirement Index di Natixis Investment Managers è uno degli strumenti comparativi più completi per valutare la salute dei sistemi pensionistici a livello mondiale. L’indice analizza 18 indicatori di performance del benessere dei pensionati, raggruppati in quattro sottoindici che misurano le caratteristiche fondamentali che guidano le prospettive di pensionamento nei diversi paesi.
Le quattro aree tematiche analizzate sono:
- Benessere materiale: gli strumenti economici disponibili per vivere agevolmente in età pensionabile;
- Finanze: l’accesso a servizi finanziari di qualità per preservare i risparmi, valorizzare e massimizzare il reddito;
- Salute: l’accesso a servizi sanitari di qualità;
- Qualità della vita: un ambiente sano, sicuro e sostenibile in cui vivere.
L’indice calcola la performance relativa di ogni paese su ciascuno di questi criteri, producendo un punteggio comparativo che consente di valutare la sicurezza previdenziale su scala globale.
La classifica mondiale: chi guida e chi arranca
A livello globale, i primi sette paesi in classifica hanno conservato le stesse posizioni per due anni consecutivi. Islanda, Svizzera e Norvegia rimangono sul podio, seguite da Irlanda, Paesi Bassi, Nuova Zelanda e Australia. La Germania e il Canada hanno invertito i rispettivi piazzamenti, attestandosi all’ottavo e al decimo posto. La Danimarca rimane stabile al nono.
Il Nord America si conferma la macro-area geografica con il punteggio più alto a livello globale (72%), grazie alla leadership nei sottoindici relativi a Finanze e Benessere materiale e al secondo punteggio più alto nelle categorie Salute e Qualità della vita.
Pensioni in Italia: perché il sistema peggiora
Il sistema pensionistico italiano perde un posto nella classifica generale, fermandosi alla 31ª posizione. Il risultato complessivo è in lieve calo rispetto alla rilevazione precedente, per effetto di un peggioramento su più fronti.
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Il calo nel sottoindice Finanze
Sul fronte finanziario, l’Italia registra una riduzione dei punteggi in diversi indicatori chiave:
- Sofferenze bancarie in aumento;
- Dipendenza degli anziani crescente;
- Pressione fiscale elevata;
- Tassi di interesse sfavorevoli;
- Indebitamento pubblico ancora molto alto.
Questi fattori combinati pesano sulla capacità del sistema di garantire una pensione adeguata alle generazioni future.
Il calo nel sottoindice Salute
Anche il sottoindice relativo alla Salute registra un peggioramento, con punteggi più bassi in tutti e tre gli indicatori specifici di questa categoria. In particolare, l’aspettativa di vita in Italia è scesa, passando dal quinto posto al di fuori della top 5 nella classifica relativa. Un dato che colpisce, considerando che l’Italia è storicamente tra i paesi con la maggiore longevità in Europa.
Il calo nella Qualità della vita
Anche nel sottoindice della qualità della vita il punteggio dell’Italia diminuisce leggermente, pur guadagnando una posizione nella classifica relativa. Un segnale ambivalente che suggerisce come il peggioramento italiano sia in parte attenuato dal deterioramento di altri paesi.
Il confronto con gli altri paesi europei: dove perde l’Italia
Il confronto con i principali partner europei evidenzia alcune debolezze strutturali del sistema previdenziale italiano che si ripercuotono direttamente sul benessere dei pensionati:
- Pressione fiscale: l’Italia ha uno dei carichi fiscali più elevati tra i paesi OCSE, riducendo il reddito disponibile dei pensionati;
- Debito pubblico: il rapporto debito/PIL italiano rimane tra i più alti d’Europa, limitando la sostenibilità a lungo termine del sistema;
- Dipendenza demografica: il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati è tra i più squilibrati del continente, con una popolazione che invecchia rapidamente;
- Accesso alla previdenza complementare: rispetto a paesi come Paesi Bassi o Danimarca, la diffusione dei fondi pensione privati in Italia è ancora limitata.
Segnali positivi: cosa funziona nel sistema italiano
Non tutto è negativo. Emergono alcuni segnali incoraggianti che potrebbero indicare una traiettoria di miglioramento nel medio periodo.
«I dati che emergono vedono l’Italia accusare ancora delle code dell’epidemia, ma al tempo stesso si rileva un miglioramento sull’uguaglianza della distribuzione del reddito che prelude a un importante passaggio: l’individuo diventa più attivo nelle decisioni alla base dei propri investimenti» sottolinea Antonio Bottillo, Country Head ed Executive Managing Director per l’Italia di Natixis Investment Managers. «In particolare, diversi sono i segnali che vanno nella direzione di costruirsi una pensione sicura».
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Tra i punti di forza che l’Italia mantiene rispetto alla media globale:
- Una rete sanitaria pubblica ancora solida, nonostante il calo nei punteggi;
- Una crescente attenzione alla previdenza complementare e agli strumenti di risparmio a lungo termine;
- Un miglioramento nella distribuzione del reddito tra le fasce della popolazione anziana.
Cosa serve per migliorare la posizione dell’Italia
Per risalire la classifica globale sulla salute del sistema pensionistico, l’Italia dovrebbe agire su più livelli contemporaneamente:
- Ridurre il debito pubblico per garantire la sostenibilità delle pensioni future;
- Incentivare la previdenza complementare, aumentando la diffusione dei fondi pensione tra i lavoratori;
- Contrastare l’invecchiamento demografico con politiche attive per l’occupazione giovanile e femminile;
- Alleggerire la pressione fiscale sui redditi da pensione, in particolare per le fasce medio-basse;
- Investire nella sanità preventiva per mantenere alta l’aspettativa di vita in buona salute.
FAQ: domande frequenti sullo stato delle pensioni in Italia
In che posizione si trova l’Italia nella classifica globale dei sistemi pensionistici?
L’Italia occupa il 31° posto nel Global Retirement Index di Natixis Investment Managers, in calo di una posizione rispetto alla rilevazione precedente.
Quali paesi hanno il sistema pensionistico più solido al mondo?
I primi tre paesi sono Islanda, Svizzera e Norvegia, seguiti da Irlanda, Paesi Bassi, Nuova Zelanda e Australia. In Europa, i sistemi pensionistici nordici e olandese sono considerati i più efficienti e sostenibili.
Perché il sistema pensionistico italiano è in difficoltà?
Le principali criticità riguardano l’alto debito pubblico, la pressione fiscale elevata, lo squilibrio demografico tra lavoratori attivi e pensionati e la scarsa diffusione della previdenza complementare rispetto agli altri paesi europei.
Cosa misura il Global Retirement Index?
L’indice analizza 18 indicatori raggruppati in quattro aree: Benessere materiale, Finanze, Salute e Qualità della vita. Fornisce un quadro comparativo della sicurezza previdenziale in oltre 40 paesi nel mondo.
Esistono segnali positivi per le pensioni italiane?
Sì: si registra un miglioramento nella distribuzione del reddito tra i pensionati e una crescente consapevolezza sull’importanza della previdenza complementare. Tuttavia, le sfide strutturali rimangono significative e richiedono interventi di lungo periodo.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.