Bonus in busta paga a settembre per chi ritarda la pensione
Bonus in busta paga a settembre per chi ritarda la pensione: come funziona il bonus Maroni/Giorgetti, chi può richiederlo, quanto vale e come presentare domanda all'INPS.
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Chi matura i requisiti per la pensione anticipata ma decide di restare al lavoro può ottenere un bonus direttamente in busta paga: si tratta dell’incentivo al posticipo del pensionamento, noto come bonus Maroni (e ribattezzato bonus Giorgetti a partire dal 2026), che trasforma i contributi previdenziali normalmente a carico del lavoratore in un aumento netto dello stipendio mensile. Un vantaggio concreto, esente da tassazione, che vale la pena conoscere nel dettaglio.
Cos’è il bonus in busta paga per chi ritarda la pensione
Il meccanismo è semplice: il lavoratore che ha maturato il diritto alla pensione anticipata — tramite Quota 103 o i requisiti della legge Fornero — ma sceglie volontariamente di non andare in pensione, può richiedere che la quota di contributi previdenziali a suo carico (pari a circa il 9,19% della retribuzione lorda) venga accreditata direttamente in busta paga anziché versata all’INPS.
Il risultato è un incremento immediato dello stipendio netto, senza che quella somma aggiuntiva concorra alla formazione del reddito imponibile IRPEF. In altre parole: più soldi in tasca ogni mese e nessuna tassazione aggiuntiva su di essi.
Bonus in busta paga a settembre: cosa cambia e per chi
Settembre è uno dei mesi in cui molti lavoratori verificano la propria posizione contributiva e valutano se richiedere l’incentivo per i mesi restanti dell’anno. È importante sapere che:
- La domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, non esiste una finestra temporale unica.
- Una volta accettata dall’INPS, la comunicazione viene trasmessa al datore di lavoro, che inizia a erogare il bonus a partire dalla prima busta paga utile.
- Chi presenta domanda a settembre può quindi vedere il beneficio già nella busta paga di settembre o ottobre, a seconda dei tempi di lavorazione.
- Il bonus rimane valido per tutto il periodo in cui si mantiene il rapporto di lavoro, anche in caso di cambio di azienda.
A chi spetta: i requisiti per ottenere il bonus
Possono accedere all’incentivo i lavoratori dipendenti del settore privato che soddisfano almeno uno dei seguenti requisiti pensionistici, ma scelgono di non esercitare il diritto:
- Quota 103: almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi.
- Pensione anticipata Fornero: 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) oppure 41 anni e 10 mesi (donne), indipendentemente dall’età anagrafica.
A partire dal 2026, la platea si è ampliata rispetto agli anni precedenti: il bonus Giorgetti copre ora anche chi matura i requisiti della legge Fornero, non solo quelli di Quota 103, rendendo lo strumento accessibile a un numero significativamente maggiore di lavoratori.
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Quanto vale il bonus in busta paga: un esempio pratico
L’importo del bonus varia in base alla retribuzione lorda individuale. A titolo esemplificativo:
- Con una retribuzione lorda di 2.000 euro mensili, il bonus corrisponde a circa 184 euro netti al mese (9,19% × 2.000).
- Con una retribuzione lorda di 3.000 euro mensili, il beneficio sale a circa 276 euro netti al mese.
Moltiplicato per i mesi restanti fino alla pensione, si tratta di una somma tutt’altro che trascurabile — e completamente esente da IRPEF.
Il rovescio della medaglia: meno contributi versati, pensione più bassa?
È giusto mettere sul piatto anche l’aspetto critico: scegliere il bonus significa non versare quei contributi all’INPS, riducendo il montante contributivo accumulato. Questo si traduce, in linea teorica, in un assegno pensionistico leggermente inferiore rispetto a quello che si otterrebbe continuando a versare regolarmente.
Tuttavia, molti lavoratori ritengono che il vantaggio immediato in busta paga — soprattutto se esente da tassazione — superi la riduzione marginale della futura pensione, specie se il periodo di posticipo è limitato a uno o due anni. La valutazione resta personale e dipende dalla proiezione del reddito pensionistico atteso.
Come presentare la domanda all’INPS
La procedura è snella e interamente digitale. Ecco i passaggi:
- Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS.
- Cercare la sezione dedicata all’“Incentivo al posticipo del pensionamento”.
- Compilare e inviare la domanda online.
- Attendere la comunicazione di accettazione da parte dell’INPS.
- L’istituto trasmette automaticamente l’esito al datore di lavoro, che provvede all’erogazione del bonus in busta paga.
Non sono previsti oneri aggiuntivi né documentazione cartacea. Il beneficio decorre dal mese successivo all’accettazione della domanda.
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Il bonus rimane anche se si cambia lavoro
Un aspetto spesso sottovalutato: il diritto al bonus non si perde in caso di cambio di datore di lavoro. Il lavoratore che ha già ottenuto l’incentivo e cambia azienda mantiene il beneficio, che viene semplicemente trasferito al nuovo rapporto di lavoro. Questo rende lo strumento particolarmente flessibile e adatto anche a chi sta valutando una transizione professionale prima del pensionamento definitivo.
Domande frequenti (FAQ)
Il bonus in busta paga per chi ritarda la pensione è tassato?
No. L’importo aggiuntivo riconosciuto in busta paga non concorre alla formazione del reddito imponibile IRPEF: è completamente esente da tassazione ordinaria.
Posso richiedere il bonus anche a settembre o in corso d’anno?
Sì. Non esiste una scadenza annuale fissa: la domanda si può presentare in qualsiasi momento. Chi la invia a settembre può ricevere il bonus già nelle buste paga di settembre o ottobre, a seconda dei tempi di elaborazione dell’INPS.
Il bonus Maroni e il bonus Giorgetti sono la stessa cosa?
Sostanzialmente sì: si tratta dello stesso incentivo al posticipo del pensionamento. Il nome “bonus Giorgetti” è stato adottato a partire dal 2026 per indicare la versione aggiornata e ampliata della misura, che ora include anche chi matura i requisiti della pensione anticipata Fornero.
I lavoratori del settore pubblico possono accedere al bonus?
No. L’incentivo è attualmente riservato ai lavoratori dipendenti del settore privato. I dipendenti pubblici seguono regole previdenziali differenti e non rientrano nella platea dei beneficiari.
Quanto dura il bonus?
Il bonus viene erogato per tutto il periodo in cui il lavoratore mantiene un rapporto di lavoro dipendente pur avendo maturato i requisiti pensionistici. Cessa automaticamente al momento del pensionamento effettivo.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.