Partite IVA, congedo di maternità e paternità INPS: cosa cambia

Partite IVA, congedo di maternità e paternità INPS: cosa cambia, chi può richiederlo, importi, durata e come presentare domanda online. Guida aggiornata per iscritti alla Gestione Separata e co.co.co.

Pubblicato 29 Settembre 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 08:03

Partite IVA, congedo di maternità e paternità INPS: cosa cambia è una domanda che riguarda centinaia di migliaia di lavoratori autonomi, liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi. L’INPS ha esteso e aggiornato le tutele legate alla genitorialità per chi opera fuori dal lavoro dipendente, introducendo nuovi diritti, procedure semplificate e — in alcuni casi — il principio di automaticità delle prestazioni. Il risultato è un sistema di protezione finalmente più vicino a quello riconosciuto ai dipendenti, pensato per chi deve bilanciare attività lavorativa autonoma e responsabilità familiari.

Di seguito una guida completa e aggiornata su requisiti, importi, durata e modalità di richiesta dell’indennità di maternità e paternità per le Partite IVA iscritte alla Gestione Separata INPS e per i titolari di contratti co.co.co.

Chi può accedere: Partite IVA e co.co.co. iscritti alla Gestione Separata

Le tutele si applicano a due categorie principali:

  • Liberi professionisti e lavoratori autonomi con Partita IVA iscritti alla Gestione Separata INPS (non iscritti ad altra cassa previdenziale obbligatoria).
  • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) con contratto attivo al momento dell’evento.

Il requisito fondamentale è essere in regola con i contributi versati alla Gestione Separata. Tuttavia, per i co.co.co., vale il principio di automaticità delle prestazioni: l’indennità spetta anche se il committente non ha versato correttamente i contributi, tutelando il lavoratore da inadempienze altrui.

Cosa cambia per le Partite IVA: le novità più importanti

Le modifiche più rilevanti introdotte dall’INPS riguardano:

  • Estensione della platea: sempre più categorie di autonomi rientrano nel perimetro delle tutele, riducendo le esclusioni storiche.
  • Automaticità per i co.co.co.: il diritto all’indennità non decade per mancato versamento contributivo da parte del committente.
  • Semplificazione digitale: tutta la procedura di domanda avviene online tramite il portale INPS, con accesso via SPID, CIE o CNS.
  • Chiarimento sui termini di prescrizione: il diritto a presentare domanda si prescrive dopo un anno dal termine del periodo indennizzabile, offrendo un margine adeguato anche in caso di imprevisti.

Indennità di maternità per Partite IVA: durata e importo

Le madri con Partita IVA o contratto co.co.co. hanno diritto a cinque mesi complessivi di indennità di maternità, così distribuiti:

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  • 2 mesi prima del parto (o della data presunta).
  • 3 mesi dopo il parto.

È possibile optare per la flessibilità del congedo, posticipando parte del periodo pre-parto al post-parto, previa certificazione medica che attesti l’assenza di rischi per la salute.

Come si calcola l’importo

Per le iscritte alla Gestione Separata, l’indennità è calcolata sull’80% del reddito imponibile dichiarato nell’anno precedente, diviso per 365 e moltiplicato per i giorni indennizzabili. L’INPS verifica d’ufficio i dati contributivi, ma è consigliabile controllare la propria posizione prima di presentare domanda.

Congedo di paternità per Partite IVA: quando spetta

I padri con Partita IVA o co.co.co. possono accedere all’indennità di paternità in situazioni specifiche e tassativamente previste:

  • Decesso o grave infermità della madre.
  • Abbandono del neonato da parte della madre.
  • Affidamento esclusivo del figlio al padre.
  • Madre non lavoratrice: il padre ha diritto ai 3 mesi successivi al parto non fruiti dalla madre.

In ciascun caso, l’indennità copre il periodo non goduto dalla madre, garantendo continuità di tutela per il neonato e per il nucleo familiare. Questo approccio riconosce il ruolo paterno e promuove una condivisione più equa delle responsabilità genitoriali.

Come fare domanda all’INPS: procedura passo per passo

La richiesta di indennità di maternità o paternità per Partite IVA e co.co.co. si presenta esclusivamente online. Ecco i passaggi:

  1. Accedere al portale INPS.it con SPID (livello 2), CIE o CNS.
  2. Cercare il servizio «Indennità di maternità/paternità per lavoratori iscritti alla Gestione Separata».
  3. Compilare il modulo digitale inserendo i dati anagrafici, il codice fiscale e le informazioni sul contratto o sulla Partita IVA.
  4. Allegare la documentazione medica attestante la gravidanza (certificato del medico o della struttura ospedaliera).
  5. Comunicare la data effettiva del parto non appena avvenuto, aggiornando la domanda se necessario.
  6. Inviare la domanda e conservare la ricevuta con il numero di protocollo.

In alternativa, è possibile rivolgersi a un CAF o a un patronato per assistenza nella compilazione.

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Scadenze da rispettare

Il diritto a presentare la domanda si prescrive entro un anno dal termine del periodo indennizzabile. È comunque consigliabile presentare la richiesta il prima possibile — idealmente prima del parto per la quota pre-parto — per evitare ritardi nell’erogazione.

Maternità e Partita IVA: si può continuare a lavorare?

A differenza delle lavoratrici dipendenti, le libere professioniste con Partita IVA non hanno l’obbligo di astenersi dal lavoro durante il periodo di maternità. Possono quindi continuare a svolgere la propria attività e percepire contemporaneamente l’indennità INPS. Questo rappresenta una differenza sostanziale rispetto al congedo obbligatorio previsto per le dipendenti, e offre maggiore flessibilità nella gestione del periodo perinatale.


FAQ — Domande frequenti su maternità, paternità e Partite IVA

Le Partite IVA iscritte a casse professionali (es. avvocati, ingegneri) rientrano in queste tutele?

No. Le tutele descritte si applicano esclusivamente agli iscritti alla Gestione Separata INPS. Chi è iscritto a una cassa previdenziale di categoria deve fare riferimento alle regole specifiche della propria cassa.

Quanti mesi di contributi servono per avere diritto all’indennità?

Per le iscritte alla Gestione Separata, è necessario aver versato almeno 3 mesi di contribuzione nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile. L’INPS verifica d’ufficio il requisito.

L’indennità di maternità è compatibile con altri redditi da lavoro autonomo?

Sì, per le Partite IVA l’indennità è compatibile con la prosecuzione dell’attività professionale, a differenza di quanto previsto per le lavoratrici dipendenti.

Cosa succede in caso di adozione o affidamento?

Anche in caso di adozione nazionale o internazionale e di affidamento preadottivo, i genitori iscritti alla Gestione Separata hanno diritto all’indennità per i periodi equiparati alla maternità/paternità biologica, secondo le disposizioni INPS vigenti.

Il padre con Partita IVA può richiedere il congedo parentale facoltativo?

Il congedo parentale facoltativo per i padri autonomi iscritti alla Gestione Separata è previsto in misura ridotta rispetto ai dipendenti. È opportuno verificare le condizioni aggiornate direttamente sul portale INPS o tramite un patronato, poiché le disposizioni possono essere soggette ad aggiornamenti normativi.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.