Forum Ambrosetti presenta i 10 principi per la parità di genere. Tra le proposte Gender Bond, stop a stereotipi e a divario salari
Il Forum Ambrosetti presenta i 10 principi per la parità di genere: dai Gender Bond allo stop agli stereotipi, fino alla chiusura del divario salariale del 20% nei Paesi del G20. Tutti i dettagli del manifesto.
Il Forum Ambrosetti — uno degli appuntamenti più attesi del calendario economico europeo — ha messo al centro del dibattito la parità di genere, presentando un manifesto con 10 principi concreti per liberare l’energia e il talento delle donne in tutti i Paesi del G20. Tra le proposte più innovative spiccano i Gender Bond, lo stop agli stereotipi di genere e misure decise per chiudere il divario salariale. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Forum Ambrosetti a Cernobbio: il contesto
La 47ª edizione del Forum annuale The European House-Ambrosetti “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive” si è svolta nella suggestiva cornice di Villa d’Este a Cernobbio, con tre giorni di lavori intensi dedicati alle grandi sfide economiche e sociali del nostro tempo.
Nel discorso di apertura, Valerio De Molli, amministratore delegato e managing partner di The European House-Ambrosetti, ha presentato un doppio contributo: un decalogo di 10 proposte per il Governo italiano e un manifesto internazionale per la parità di genere, già sottoscritto da numerosi capi azienda, intitolato “Usare solo la metà dell’energia e del talento delle persone non è una buona idea: Women Empowerment”.
I 10 principi per la parità di genere: il manifesto del Forum Ambrosetti
Il manifesto presentato al Forum Ambrosetti individua dieci aree di intervento prioritarie per raggiungere la parità di genere a livello globale. Ogni principio è accompagnato da dati concreti e indicazioni operative per governi e imprese.
1. NO VISION, NO FUTURE
Definire una visione a 360° verso il raggiungimento dell’empowerment delle donne, progettando un piano strategico a lungo termine con priorità condivise, risorse dedicate, obiettivi, responsabilità e indicatori chiari.
2. WITHOUT DATA EQUALITY THERE CAN BE NO GENDER EQUALITY — YOU GET WHAT YOU MEASURE
Migliorare la raccolta di dati sulla parità di genere per misurare gli impatti e monitorare i progressi, facendo leva anche sulla trasparenza e la divulgazione pubblica.
3. OVERCOMING GENDER STEREOTYPES
Incoraggiare un cambiamento culturale promuovendo nuovi modelli femminili e maschili, che superino i persistenti stereotipi di genere nella società e sul posto di lavoro, anche attraverso il ruolo dei media.
4. IF YOU CAN IMAGINE IT, IT BECOMES POSSIBLE
Cambiare la percezione del ruolo delle donne nell’economia e nella società a partire dall’educazione nella scuola primaria e promuovendo un linguaggio inclusivo e neutrale rispetto al genere.
5. EDUCATION IS PARAMOUNT
Rimuovere gli ostacoli che impediscono la parità di accesso all’istruzione e alla formazione e promuovere l’alfabetizzazione economica e finanziaria e l’accesso alle discipline STEM. Un dato su tutti: solo il 14% delle donne nei Paesi del G20 sceglie percorsi STEM. Il settore privato è chiamato a fare la sua parte.
6. WALKING SIDE BY SIDE
Garantire che le donne non siano sottorappresentate nella politica e definire un rapporto minimo uomo/donna nelle politiche di assunzione a tutti i livelli. Il dato è impietoso: meno di 2 dirigenti su 10 sono donne.
7. INVESTING IN FUTURE GENERATIONS
Introdurre iniziative per sostenere la maternità e riequilibrare le attività di cura tra uomini e donne. In Europa una donna su tre non lavora a causa delle responsabilità di cura domestica, contro il solo 5% degli uomini.
8. ACCESS TO CAPITAL IS KEY TO ENSURE WOMEN’S INDEPENDENCE
Sviluppare programmi di finanziamento pubblico con accesso preferenziale alle donne e progettare strumenti finanziari innovativi — in primo luogo i Gender Bond — per migliorare l’imprenditorialità femminile e l’accesso al credito.
9. FAIR WAGE HAS NO GENDER
Chiudere il divario salariale di genere, che nei Paesi del G20 vale in media il 20%, promuovendo la trasparenza retributiva in tutti i settori. Una disparità che non è solo ingiusta, ma rappresenta un freno alla crescita economica complessiva.
10. ZERO-TOLERANCE AGAINST VIOLENCE
Definire un piano a lungo termine per prevenire la violenza di genere e sostenere le aziende nell’introduzione di iniziative preventive. Nel G20 il 30% delle donne subisce violenza, ma solo il 5% lo segnala: un sommerso enorme che richiede interventi strutturali.
Gender Bond: cosa sono e perché sono una novità importante
Tra le proposte del manifesto, i Gender Bond rappresentano forse lo strumento più innovativo dal punto di vista finanziario. Si tratta di obbligazioni — emesse da istituzioni pubbliche o private — i cui proventi sono destinati specificamente a finanziare progetti che promuovono l’empowerment femminile: accesso al credito per imprenditrici, formazione professionale, sostegno alla maternità in azienda.
Sul modello dei Green Bond per la sostenibilità ambientale, i Gender Bond puntano a mobilitare capitali privati verso obiettivi di equità sociale, rendendo la parità di genere anche una opportunità di investimento misurabile e rendicontabile.
Stop al divario salariale: le misure proposte
Il principio “Fair Wage Has No Gender” è uno dei più urgenti. Il Forum Ambrosetti propone un approccio su più livelli:
- Trasparenza retributiva obbligatoria per le aziende sopra una certa soglia dimensionale
- Pubblicazione periodica dei dati sul gender pay gap per settore e per fascia di inquadramento
- Incentivi fiscali per le imprese che raggiungono obiettivi certificati di riduzione del divario
- Sanzioni progressive per chi non rispetta gli standard minimi di equità salariale
Con un gap medio del 20% nei Paesi del G20, colmare questa differenza non è solo una questione di giustizia: secondo le stime, porterebbe un incremento significativo del PIL in tutti i Paesi coinvolti.
L’Osservatorio permanente: il monitoraggio anno per anno
“Questi principi — ha dichiarato Valerio De Molli nel discorso di apertura — vogliono essere lo stimolo ai Paesi del G20 per ridisegnare tutte le politiche che possano consentire di non sprecare la metà dell’energia e del talento che hanno a disposizione. Come think tank leader in Italia e in Europa, offriremo il nostro contributo lanciando un Osservatorio annuale permanente di monitoraggio dei passi avanti compiuti da ogni Paese: sono benvenute adesioni”.
L’Osservatorio rappresenta un impegno concreto: non un documento di principi destinato a restare sulla carta, ma uno strumento di accountability che misurerà anno per anno i progressi reali di ciascun Paese del G20 verso la parità di genere.
FAQ — Le domande più frequenti sul manifesto del Forum Ambrosetti
Cos’è il Forum Ambrosetti?
Il Forum Ambrosetti — organizzato da The European House-Ambrosetti — è uno dei principali think tank e forum di discussione economica in Europa. Si tiene ogni anno a Cernobbio, sul Lago di Como, e riunisce leader politici, imprenditori e accademici di livello internazionale.
Cosa sono i Gender Bond proposti dal Forum Ambrosetti?
I Gender Bond sono strumenti finanziari — obbligazioni — i cui proventi vengono destinati esclusivamente a iniziative che promuovono l’empowerment femminile e la parità di genere: accesso al credito per imprenditrici, formazione, welfare aziendale. Funzionano sul modello dei Green Bond per la sostenibilità ambientale.
Qual è il divario salariale di genere nei Paesi del G20?
Secondo i dati presentati al Forum Ambrosetti, il gender pay gap medio nei Paesi del G20 è del 20%: le donne guadagnano in media un quinto in meno degli uomini a parità di ruolo e settore.
Quante donne subiscono violenza nel G20?
Il manifesto del Forum Ambrosetti cita una cifra allarmante: nel G20 il 30% delle donne subisce violenza, ma solo il 5% lo segnala. Per questo il decimo principio chiede un piano strutturale di lungo periodo, non interventi emergenziali.
Quante donne scelgono percorsi STEM nel G20?
Solo il 14% delle donne nei Paesi del G20 sceglie percorsi di studio nelle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica), un dato che il manifesto indica come uno degli ostacoli principali alla piena partecipazione femminile all’economia digitale e dell’innovazione.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.