TIM pronta a dare il timone a Labriola, intanto KKR cerca alleati e bussa al fondo sovrano saudita

TIM nomina Pietro Labriola amministratore delegato mentre KKR cerca alleati e contatta il fondo sovrano saudita per rafforzare l'offerta di acquisizione da 12,2 miliardi.

Pubblicato 11 Gennaio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:07

Il futuro di TIM (Telecom Italia) si gioca su più fronti contemporaneamente: la guida operativa dell’azienda, il destino della rete fissa e l’interesse di grandi capitali internazionali. TIM è pronta a dare il timone a Pietro Labriola, mentre KKR cerca alleati strategici e bussa al fondo sovrano saudita per rafforzare la sua offerta di acquisizione. Ecco il quadro completo della situazione.

TIM pronta a dare il timone a Labriola: chi è e perché è il favorito

Molti sono i temi ancora aperti su Telecom Italia, a cominciare dalla nomina del nuovo amministratore delegato. Come riportano diverse fonti, è visto come favorito Pietro Labriola, che potrebbe prendere il posto di Luigi Gubitosi ancor prima del consiglio di amministrazione dedicato alla presentazione del piano aziendale.

Secondo quanto anticipato da Radiocor, sarebbe stato convocato un Cda straordinario di Telecom per nominare il nuovo CEO. In pole position resta l’attuale direttore generale, Pietro Labriola, che è al lavoro sul nuovo business plan della società. Una prima presentazione informale del piano ai membri del board è prevista in anticipo rispetto all’assemblea plenaria del Cda.

Labriola è considerato la figura più adatta a traghettare TIM in una fase di profonda trasformazione, grazie alla sua conoscenza diretta dei processi interni e alla sua visione strategica sulla separazione della rete.

KKR cerca alleati e bussa al fondo sovrano saudita

Mentre si definisce la governance interna, sul fronte esterno KKR prosegue nello sviluppo della sua offerta per Telecom Italia. Secondo quanto riporta Bloomberg, il fondo americano avrebbe contattato il fondo sovrano dell’Arabia Saudita — presieduto dal principe ereditario Mohammed bin Salman — per cercare coinvestitori disposti ad affiancarsi nella proposta di acquisizione.

I fondi patrimoniali sovrani stanno giocando un ruolo sempre più rilevante nel supporto alle operazioni di private equity su scala globale. KKR, attratto in particolare dalla rete fissa di TIM, aveva presentato una proposta da 12,2 miliardi di euro per l’acquisizione di Telecom Italia. In caso di successo, l’accordo si classificherebbe come uno dei maggiori acquisti mai effettuati nel settore delle telecomunicazioni da parte di una società di private equity.

Perché KKR cerca coinvestitori?

La ricerca di alleati da parte di KKR risponde a una logica precisa:

  • Ridurre il rischio finanziario su un’operazione di dimensioni straordinarie.
  • Aumentare la credibilità dell’offerta agli occhi del mercato e degli azionisti TIM.
  • Portare capitali pazienti tipici dei fondi sovrani, adatti a investimenti infrastrutturali di lungo periodo come la rete in fibra.

L’ostacolo Vivendi: perché l’accordo non è ancora chiuso

Il più grande ostacolo alla riuscita dell’accordo è rappresentato da Vivendi, che ritiene l’offerta di KKR non in linea con il fair value di Telecom Italia e non ha intenzione di vendere la sua partecipazione alle condizioni attuali. Il gruppo francese è il primo azionista privato di TIM e il suo consenso è di fatto indispensabile per qualsiasi operazione straordinaria.

Come fanno notare gli analisti di Equita, manca ancora un piano definito e fare valutazioni approfondite è prematuro: il Cda deve tenere conto della posizione di tutti gli stakeholder prima di esprimersi sull’offerta.

La partnership TIM-Fastweb e il progetto FiberCop

Nel frattempo, sul piano industriale, la partnership strategica tra TIM e Fastweb per la realizzazione di una rete FTTH nazionale continua a fare passi avanti. Il CEO di Fastweb, Calcagno, ha espresso apprezzamento per il progetto FiberCop, la società veicolo creata per gestire la rete secondaria in fibra ottica.

Calcagno prevede un piano di investimenti in capitale fisso (capex) da 3 miliardi di euro destinato alla copertura in fibra FTTH, FWA e 5G, oltre allo sviluppo di cloud e cybersecurity. Un segnale che, al di là delle manovre finanziarie, lo sviluppo infrastrutturale del Paese resta una priorità concreta.

La posizione degli analisti e l’andamento in Borsa

Gli analisti di Equita mantengono un giudizio Hold (

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.