Finanza Notizie Mondo ESG: contro l’iperinflazione vincono le aziende che favoriscono il benessere sociale

ESG: contro l’iperinflazione vincono le aziende che favoriscono il benessere sociale

Tra i tre pilastri della sostenibilità per l’Unione Europea che compongono l’acronimo ESG (Environment, Social e Governance), gli investitori sono soliti porre enfasi sull’impatto delle aziende sull’ambiente (“E”), perché più facilmente quantificabile. Ma è altrettanto importante che pensino al modo in cui la produzione e i consumi influiscono sul benessere sociale, nonostante non sia semplice individuare i principali rischi e costi extrafinanziari associati alla dimensione “S”.

A tal proposito, secondo Chris Iggo, CIO Core Investments di AXA Investment Managers, le dimensioni di cui tenere conto sono tre: la comprensione dei rischi e delle efficienze individuabili sulla curva dei costi; la valutazione della potenziale accelerazione della crescita dei ricavi grazie all’interesse sociale dei beni e servizi offerti; e la considerazione dei contributi extrafinanziari per il benessere della società in senso lato.

Curva dei costi

Bisogna innanzitutto valutare come un’impresa gestisce i collaboratori, una risorsa chiave per qualsiasi azienda. Aree quali le politiche retributive, l’attribuzione di benefit, le condizioni contrattuali e l’attività di sviluppo dei collaboratori ci dicono molto sulla qualità del management, ma anche sui potenziali rischi. Un’azienda che paga un salario minimo, applica contratti “a zero ore” e offre benefit minimali ai dipendenti, come l’indennità di malattia obbligatoria, avrà probabilmente una manodopera meno produttiva di un’azienda concorrente che dia più valore al suo capitale umano. Le ripercussioni sui costi potrebbero essere determinate da livelli elevati di turnover, scioperi o vertenze sindacali”, ha spiegato Iggo in merito al primo fattore da vagliare per chi voglia investire all’insegna di una vera sostenibilità.

Questo vale ancor di più durante momenti di alta inflazione come quello attuale (+7,7% negli Stati Uniti e +10,7% in Europa), che rende negativa la crescita dei salari reali. Infatti le aziende devono far fronte a costi di produzione crescenti, che le portano a dover decidere se aumentare i prezzi di vendita rivalendosi sui clienti o variando i salari impattando sui dipendenti. Se il management considera le implicazioni sociali delle sue decisioni in un contesto del genere potrebbe essere premiato dalla preferenza che gli accorderanno sia i clienti che gli investitori.

Nell’era post-Covid-19 è probabile che i lavoratori apprezzino un approccio più flessibile in termini di numero di ore lavorate, di sede di lavoro e di benefit, e che attribuiscano grande importanza all’equità di trattamento. Inoltre, nel mezzo dell’attuale crisi che colpisce il costo della vita, gli investitori dovrebbero considerare il modo in cui le aziende gestiscono le proprie politiche di prezzo, specialmente in settori rivolti alla soddisfazione di bisogni primari, come alimentari, energia, edilizia abitativa. La quota di mercato a lungo termine potrebbe, in qualche misura, dipendere da come l’azienda tratta i suoi clienti in periodi di difficoltà congiunturale, con l’ovvia esigenza di conciliare questa attenzione alla sostenibilità commerciale dell’azienda stessa”, ha aggiunto Iggo.

Anche il tema salute e sicurezza, forse più evidente nel settore manifatturiero dove i lavoratori possono essere esposti a rischi fisici, è una leva che le aziende potrebbero usare per il vantaggio competitivo in prospettiva sostenibile. Questa, oltre a migliorare la produttività, riduce il rischio di contenziosi, non soltanto per il personale che lavora direttamente in azienda, ma anche a livello di capitale umano lungo la filiera.

“Gli investitori devono considerare quanto le aziende promuovono la diversità come fattore valorizzante per l’organizzazione, come incoraggiano l’innovazione e lo sviluppo di idee, quanto le loro strategie di gestione delle risorse umane consentono di identificare eventuali forze contrarie all’inclusione e all’apertura. Sono disponibili delle metriche per giudicare la qualità della gestione del capitale umano, ma è importante anche mantenere un dialogo diretto con le imprese sui temi della cultura aziendale. Un management team che dialoga costantemente con i dipendenti, che promuove la diversità a tutti i livelli e che incoraggia lo sviluppo delle risorse dovrebbe correre meno rischi di chi presta meno attenzione a questi aspetti, e potrebbe essere favorito da una maggiore capacità di attrazione e fidelizzazione dei talenti”, ha specificato il CIO di AXA IM.

Interesse sociale dei beni e servizi offerti

In prospettiva sociale non è importante soltanto il modo in cui le società gestiscono i propri collaboratori, ma anche l’impatto che i loro prodotti e le loro attività d’impresa hanno sulla società civile. La sicurezza degli alimenti, i contenuti dei social media, gli standard edilizi, le politiche generali di prezzo e la qualità del servizio al cliente sono solo alcuni dei molti modi con cui prodotti, servizi e attività d’impresa possono influire sullo stato generale di benessere della società civile.

Sembra facile, ma le società che trattano bene i dipendenti e minimizzano i costi sociali delle loro attività saranno quelle che riusciranno a crescere offrendo prodotti e servizi che contribuiscono al miglioramento delle condizioni sociali, anche a beneficio degli investitori. Gli investitori dovrebbero considerare fattori come la responsabilità di prodotto, i potenziali rischi per la salute, la riservatezza dei dati e la responsabilità finanziaria. Si tratta di questioni di ampio respiro che impongono un approccio attivo all’investimento responsabile”, ha concluso Iggo.