Finanza Notizie Italia Piazza Affari ancora giù: tonfo per Unicredit, corre Banco Bpm dopo i conti

Piazza Affari ancora giù: tonfo per Unicredit, corre Banco Bpm dopo i conti

Ennesima chiusura in calo per Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib che ha terminato la giornata in flessione dello 0,45% a 20.538,85 punti. Si tratta della quarta seduta consecutiva di cali. A pesare sull’andamento della Borsa di Milano l’avvio in forte calo di Wall Street. Sui mercati sale, infatti, l’avversione al rischio (alimentata dai timori di una recessione) che sta mettendo sotto pressione i rendimenti dei Treasury Usa.

Per quanto riguarda l’Italia, l’attenzione rimane rivolta all’attività di governo. Oggi il Senato ha respinto la mozione del M5S sulla Tav, che intendeva bloccare il progetto sulla linea ferroviaria Torino-Lione, e ha votato a favore della realizzazione dell’opera, approvando le mozioni presentate dal Partito Democratico, Forza Italia e Fratelli d’Italia, con l’appoggio della Lega. Si apre così una spaccatura all’interno del governo in vista delle legge di bilancio 2020. Una situazione che non sta tuttavia impattando sul mercato obbligazionario italiano, con lo spread Btp-Bund che anzi si è portato sotto la soglia dei 200 punti base nella seconda parte della giornata.

Sotto i riflettori Banco Bpm, miglior titolo del Ftse Mib con un rialzo del 4,72%, all’indomani della pubblicazione dei risultati finanziari che hanno visto l’utile salire oltre le attese. Il titolo del gruppo guidato da Giuseppe Castagna ha incassato anche la promozione di alcune case d’affari, tra cui Hsbc e Kepler. Spunti interessanti sono arrivati anche dalla conference call con gli analisti, durante la quale l’a.d. Castagna ha dichiarato che dopo le azioni di derisking “ora siamo liberi di concentrarci sulla redditività” che sarà al centro del nuovo piano. Non solo, Castagna ha sottolineato che Banco Bpm potrebbe “ricominciare a pensare alla distribuzione dei dividendi”. Tra i migliori del listino anche Amplifon (+2,77%) e Bper (+1,91%) che comunica i conti al 30 giugno a mercati chiusi.

Sul fondo del Ftse Mib è invece finita Unicredit che ha chiuso la giornata sotto la soglia di 10 euro (-4,94%). Il gruppo guidato da Jean Pierre Mustier ha riportato nel secondo trimestre dell’anno utili in forte rialzo, ma non abbastanza da centrare le attese degli analisti. Nel trimestre la banca ha visto l’utile netto contabile attestarsi a 1,85 miliardi di euro, in rialzo dell’81% su base annua, ma al di sotto del consensus Bloomberg che indicava utili per 2,2 miliardi. Il balzo è stato sostenuto da alcune componenti eccezionali, come la vendita della quota in Fineco. A deludere è anche la revisione al ribasso della stima sui ricavi per il 2019: adesso Unicredit si attende un fatturato per l’esercizio 2019 a 18,7 miliardi di euro da 19 miliardi.
Sotto pressione i titoli petroliferi, con una chiusura in deciso calo per Saipem (-3,44%) ed Eni (-1,42%) dopo i forti ribassi dal petrolio.