Finanza Inflazione morde il carrello della spesa: ecco la classifica dei maggiori rincari

Inflazione morde il carrello della spesa: ecco la classifica dei maggiori rincari

L’olio aumenta del 55,6%, mentre il burro alla cassa costa il 42,8% in più: questi, in estrema sintesi, sono gli effetti dell’inflazione della spesa delle famiglie. A stilare la classifica degli aumenti è stata l’Unione Nazionale Consumatori, che basandosi sui dati elaborati ad ottobre dall’Istat, ha preparato la classifica dei prodotti, che hanno subito i maggiori rialzi. In questo particolare elenco ci sono finiti sia i prodotti alimentari che quelli non alimentari.

Il primo posto, in questa particolare lista dei maggiori rialzi, spetta all’olio diverso da quello di oliva, che ha registrato un aumento del 55,6%. Segue il burro, che è aumentato del 42,8%. Al terzo posto si classifica lo zucchero, con un buon +38,8%, che però ha vinto la gara per i rincari alimentari mensili, avendo registrato un aumento del 17% rispetto al mese di settembre 2022.

Inflazione, il prezzo della spesa aumenta

Andando a dare un’occhiata al carrello della spesa delle famiglie, un po’ tutti i prodotti alimentari hanno pagato dazio all’inflazione. Subito dopo lo zucchero, i maggiori aumenti li hanno registrati i vegetali (come peperoni, zucchine e melanzane), che hanno registrato un aumento del 38,7%, ma sono stati quelli che hanno registrato il secondo maggiore aumento (dopo lo zucchero) a livello mensile, registrando un +13%. A seguire arrivano cavoli e riso, che aumentano entrambi del 30,7%. I successivi maggiori aumenti sono registrati da questi prodotti:

  • latte conservato: +29,6%;
  • margarina: +28,5%;
  • pasta secca e fresca: +26,8%;
  • insalata: +24,95;
  • farina: +23,7%;
  • formaggi freschi: +22,9%;
  • pane confezionato: +22,7%;
  • formaggi fusi: +22,4%;
  • pomodori: +19,8%.

Prodotti non alimentari

L’inflazione incide direttamente anche sui prodotti non alimentari. Al primo posto, tra i rincari, vi è quello dell’energia elettrica del mercato libero, i cui prezzi sono quadruplicati rispetto a quelli del mese di ottobre 2021 (+329%). Il costo dell’energia elettrica nel mercato tutelato è aumentato di tre volte e messo (+91,5%). Crescono, inoltre, i seguenti costi:

  • voli nazionali: +40%;
  • gasolio per riscaldamento: +36,4%;
  • film in dvd e download film: +27,6%;
  • Gpl e metano: +27,2%;
  • macchine fotografiche: +25%;
  • combustibili solidi: +24,7%.

Questi dati dimostrano che il Governo deve rinviare non solo la scadenza del mercato tutelato del gas come ha fatto con il Dl aiuti quater, ma anche quella della luce che, come da noi denunciato, per le parti comuni dei condomìni non finisce il 10 gennaio 2024, ma tra 1 mese e mezzo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Secondo Coldiretti, per effetto delle difficoltà economiche e del caro prezzi nel carrello della spesa gli italiani hanno tagliato gli acquisti di frutta e verdura, che sono crollati nel 2022 del 9% in quantità rispetto allo scorso anno, ai minimi da inizio secolo.