Musk ultima la vendita di azioni e Tesla torna nel 1$ Trillion Club
Elon Musk ultima la vendita del 10% delle sue azioni Tesla: ceduti 13,5 milioni di titoli, il titolo rimbalza del 6,63% e Tesla torna nel 1$ Trillion Club. Tutti i dettagli.
Elon Musk ha ultimato la vendita di circa il 10% della sua quota in Tesla, portando a termine un’operazione che aveva tenuto i mercati con il fiato sospeso per settimane. Il risultato immediato è stato un rimbalzo deciso del titolo, che ha superato la soglia simbolica dei 1.000 dollari per azione e ha riportato Tesla nel ristretto club delle aziende con capitalizzazione superiore al trilione di dollari — il cosiddetto 1$ Trillion Club.
Musk ultima la vendita: quante azioni ha ceduto e perché
Secondo i documenti depositati ufficialmente da Tesla, Musk ha venduto complessivamente 13,5 milioni di azioni, di cui 8,06 milioni destinate a coprire le imposte legate all’esercizio di stock option. L’ultima tranche ha riguardato 583.611 azioni, che hanno portato il totale all’80% circa dell’obiettivo dichiarato.
In un’intervista rilasciata al sito satirico Babylon Bee, Musk ha però confermato di aver raggiunto il suo obiettivo del 10%, lasciando intendere che ulteriori vendite — non ancora comunicate ufficialmente — siano già avvenute o siano imminenti.
Vale la pena ricordare come tutto sia iniziato: il 6 novembre Musk aveva annunciato su Twitter che avrebbe venduto il 10% della sua partecipazione se i follower avessero votato a favore. Il sondaggio si è concluso con una maggioranza di «sì», e Musk ha mantenuto la parola.
Tesla torna nel 1$ Trillion Club: il rimbalzo del titolo
Con la notizia che la fase di vendita massiccia si stava concludendo, le azioni Tesla hanno reagito con forza: +6,63% a 1.001 dollari per azione, riportando la capitalizzazione di mercato sopra la soglia del trilione di dollari. Il titolo aveva perso fino a oltre un quarto del proprio valore nelle settimane precedenti, proprio a causa dell’incertezza legata alle vendite di Musk.
Il rientro nel Trillion Dollar Club è un segnale importante per gli investitori: Tesla si riconferma tra le pochissime aziende al mondo — insieme a nomi come Apple, Microsoft e Alphabet — in grado di raggiungere e mantenere quella soglia di valorizzazione.
Le stock option ancora in mano a Musk
Nonostante le vendite, la posizione complessiva di Musk in Tesla non si è ridotta in modo netto. Grazie all’esercizio delle opzioni, il fondatore ha in realtà aumentato la propria partecipazione netta durante questo periodo. Restano inoltre in suo possesso oltre 3 milioni di stock option in scadenza nell’agosto del prossimo anno, un elemento che gli analisti tengono d’occhio per valutare eventuali future pressioni sul titolo.
Le tasse: Musk pagherà oltre 11 miliardi di dollari
Sul fronte fiscale, Musk ha dichiarato pubblicamente su Twitter che nel corso di quest’anno pagherà più di 11 miliardi di dollari di imposte — una cifra record per un singolo contribuente. Gran parte delle vendite azionarie è stata motivata proprio dalla necessità di far fronte alle tasse legate all’esercizio delle opzioni.
Non a caso, Musk ha colto l’occasione per tornare a criticare la California: «Era la terra delle opportunità e ora sta diventando sempre più la terra di un’eccessiva regolamentazione, contenzioso e tassazione». Il CEO di Tesla e SpaceX si era già trasferito in Texas, dove non è prevista alcuna imposta statale sul reddito. In California, la sua aliquota effettiva — sommando imposte federali e statali — avrebbe superato il 50%.
Musk sul metaverso: «Solo una parola d’ordine»
Nella stessa intervista, Musk ha espresso scetticismo sul metaverso, uno dei temi più discussi nel mondo tech: «È una parola d’ordine tecnologica che si riferisce agli ambienti virtuali condivisi, ma non mi convince. Certo, puoi metterti una TV sul naso. Penso che siamo lontani dallo scomparire nel metaverso».
Una posizione netta, che contrasta con gli investimenti miliardari di altri big tech nel settore della realtà virtuale e aumentata.
Il contesto: la variante Omicron e i mercati
Le vendite di Musk si sono consumate in un periodo di forte volatilità sui mercati globali, alimentata anche dall’emergere della variante Omicron. Uno studio del National Institute for Communicable Diseases del Sudafrica aveva rilevato che i soggetti contagiati con Omicron avevano l’80% in meno di probabilità di essere ricoverati in ospedale rispetto ad altri ceppi. Un dato che, pur con le dovute cautele metodologiche — non era ancora chiaro se il merito fosse della minore virulenza del virus o della maggiore immunità della popolazione — aveva contribuito a ridurre il pessimismo sui mercati.
FAQ: Musk, Tesla e la vendita del 10%
Perché Musk ha venduto le azioni Tesla?
Per due ragioni principali: rispettare l’impegno preso pubblicamente su Twitter di cedere il 10% della sua quota, e coprire le imposte dovute sull’esercizio di stock option in scadenza.
Quante azioni ha venduto in totale?
Circa 13,5 milioni di azioni, di cui 8,06 milioni destinate al pagamento delle tasse. L’ultima tranche comunicata ufficialmente è stata di 583.611 azioni.
Tesla è tornata nel Trillion Dollar Club?
Sì. Con il rimbalzo del +6,63% a quota 1.001 dollari per azione, la capitalizzazione di Tesla ha superato nuovamente il trilione di dollari, riportando l’azienda tra le più grandi al mondo per valore di mercato.
Musk ha ancora azioni e opzioni Tesla?
Sì. Nonostante le vendite, Musk detiene ancora una partecipazione significativa e possiede oltre 3 milioni di stock option in scadenza nell’agosto del prossimo anno.
Perché Musk critica la California?
Musk ritiene che la California abbia un regime fiscale e regolatorio eccessivamente oneroso. Dopo essersi trasferito in Texas — dove non esiste imposta statale sul reddito — stima che in California avrebbe pagato un’aliquota effettiva superiore al 50%.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.