Oltre 5,7 milioni di italiani in povertà, record tra i minori

Oltre 5,7 milioni di italiani in povertà assoluta: record storico tra i minori con 1,3 milioni di bambini coinvolti. I dati ISTAT, la distribuzione territoriale e le soluzioni possibili.

Pubblicato 15 Ottobre 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 07:32

Oltre 5,7 milioni di italiani vivono in povertà assoluta: è il dato che emerge dall’ultimo rapporto ISTAT e che fotografa una situazione sempre più critica per il tessuto sociale del Paese. L’8,4% delle famiglie italiane non riesce a soddisfare i bisogni essenziali, mentre il 9,8% dell’intera popolazione si colloca al di sotto della soglia di sussistenza. Un record che non può essere ignorato, soprattutto alla luce dei dati sui minori.

Il dato più allarmante riguarda proprio i più giovani: il 13,8% dei minori — circa 1,3 milioni di bambini e adolescenti — vive in condizioni di povertà assoluta. Si tratta di un record storico che mette in discussione l’efficacia degli strumenti di welfare esistenti e impone una riflessione urgente sulle politiche di sostegno alle famiglie.

Povertà in Italia: i numeri del record tra i minori

Il fenomeno della povertà minorile in Italia ha raggiunto livelli senza precedenti. Con 1,3 milioni di minori in povertà assoluta, il nostro Paese si confronta con una sfida generazionale che rischia di compromettere il futuro di intere fasce della popolazione. Le cause sono molteplici:

  • Famiglie numerose con redditi insufficienti a coprire le spese essenziali
  • Precarietà lavorativa dei genitori, spesso impiegati in settori a bassa retribuzione
  • Accesso limitato ai servizi educativi, che perpetua il ciclo della povertà intergenerazionale
  • Concentrazione geografica nel Mezzogiorno, dove le opportunità sono strutturalmente più ridotte

Questi fattori si combinano in modo da rendere la povertà minorile non solo un’emergenza economica, ma anche una questione di equità sociale e di prospettive future per il Paese.

La fotografia della distribuzione e dell’intensità della povertà

Vale la pena sottolineare come la distribuzione territoriale della povertà confermi un forte divario tra Nord e Sud. Nell’area meridionale, il 10,5% delle famiglie versa in condizioni critiche, seguito dal Nord-Ovest (8,1%), dal Nord-Est (7,6%) e infine dal Centro con il 6,5%. Questa concentrazione al Sud si intreccia con un’intensità della povertà, compresa tra il 17,6% e il 19%, che risulta comunque piuttosto omogenea nelle diverse aree.

Per quanto riguarda l’anello più debole per fascia d’età, è allarmante vedere come i profili più colpiti rientrino tra i giovani tra 18 e 34 anni (11,7%) e gli adulti tra 35 e 64 anni (9,5%), mentre gli anziani oltre i 64 anni risultano meno esposti (6,4%).

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L’impatto sui gruppi più vulnerabili

Non stupisce che le famiglie composte da stranieri raggiungano addirittura il 30,4% di incidenza della povertà assoluta, in netto contrasto con il 6,2% delle famiglie composte esclusivamente da italiani. Si tratta di una forbice che indica come l’inclusione sociale e le opportunità di integrazione possano risultare ancora fortemente limitate.

La precarietà educativa incide in maniera profonda: quando il livello di istruzione è basso, il 14,4% delle famiglie rischia di trovarsi sotto la soglia di povertà, mentre tra diplomati e laureati questa percentuale si riduce drasticamente al 4,2%. È evidente come il titolo di studio giochi un ruolo cruciale per la mobilità economica e per uscire dal circolo vizioso della povertà.

Chi è più a rischio: la mappa della vulnerabilità

Categoria Incidenza povertà assoluta
Famiglie con stranieri 30,4%
Minori (under 18) 13,8%
Giovani 18-34 anni 11,7%
Famiglie in affitto 32,3%
Basso livello di istruzione 14,4%
Famiglie italiane proprietarie di casa 6,1%

I fattori che proteggono e le possibili soluzioni

Tra i principali fattori protettivi identificati dai ricercatori vi è la proprietà dell’abitazione: solo il 6,1% dei proprietari si trova in condizioni di disagio estremo, a fronte di un 32,3% di chi paga l’affitto. Questo dato evidenzia quanto l’accesso alla casa rappresenti una leva fondamentale per la stabilità economica delle famiglie.

Interventi di sostegno mirato, capaci di accompagnare la persona nella ricerca di un’abitazione e nell’investimento in istruzione, potrebbero segnare la differenza. In quest’ottica, le misure più efficaci per contrastare la povertà — e in particolare la povertà minorile — includono:

  • Rafforzamento delle politiche di inclusione sociale con misure strutturali e non emergenziali
  • Programmi di accesso al credito per famiglie a basso reddito, con mutui agevolati e incentivi all’acquisto della prima casa
  • Investimenti nell’istruzione e nella formazione professionale, con particolare attenzione alle aree del Mezzogiorno
  • Sostegno al reddito familiare attraverso strumenti fiscali mirati, come l’assegno unico universale potenziato
  • Riduzione del divario territoriale tra Nord e Sud, con politiche di sviluppo economico locale

Un rafforzamento coordinato di questi strumenti restituirebbe dignità e prospettive a chi si trova in difficoltà, allentando il crescente divario socio-economico e ridando ossigeno alla crescita complessiva del Paese.

Cosa si sta facendo: le risposte delle istituzioni

Il governo e le istituzioni europee hanno avviato diversi programmi per affrontare l’emergenza povertà in Italia. Tra gli strumenti attivi figurano il Supporto per la Formazione e il Lavoro, misure di sostegno alle famiglie con minori e i fondi strutturali europei destinati alle regioni più svantaggiate. Tuttavia, gli esperti sottolineano che la risposta istituzionale deve essere più rapida e capillare, soprattutto per raggiungere le famiglie con bambini che vivono in condizioni di povertà assoluta.

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Il dato record di oltre 5,7 milioni di italiani in povertà — con il primato negativo tra i minori — impone che il tema torni al centro del dibattito politico ed economico con la stessa urgenza con cui si affrontano le grandi questioni fiscali e finanziarie del Paese.

FAQ: povertà in Italia, le domande più frequenti

Quanti italiani vivono in povertà assoluta?

Secondo i dati ISTAT più aggiornati, oltre 5,7 milioni di persone in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta, pari al 9,8% della popolazione totale.

Qual è la situazione dei minori in povertà in Italia?

Il 13,8% dei minori — circa 1,3 milioni di bambini e adolescenti — vive in povertà assoluta. Si tratta del dato più alto mai registrato, un vero e proprio record negativo che riguarda la fascia più vulnerabile della popolazione.

Dove è più diffusa la povertà in Italia?

La povertà è più concentrata nel Sud Italia, dove il 10,5% delle famiglie vive in condizioni di indigenza, rispetto al 6,5% del Centro e a percentuali tra il 7,6% e l’8,1% al Nord.

Quali famiglie sono più a rischio povertà?

Le famiglie più esposte sono quelle composte da stranieri (30,4%), quelle in affitto (32,3%), quelle con basso livello di istruzione (14,4%) e quelle con minori a carico.

Cosa si può fare per ridurre la povertà minorile in Italia?

Gli esperti indicano come prioritari gli investimenti in istruzione, il sostegno al reddito familiare, l’accesso agevolato alla casa e politiche di sviluppo economico nelle aree più svantaggiate, in particolare nel Mezzogiorno.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.