Quanto costano i centri migranti in Albania?
I centri migranti in Albania costano 653 milioni di euro complessivi. Scopri i numeri: 74,2 milioni per Gjadër, 153.000 euro per posto letto.
Fonte immagine: Pexels.com
Quanto costano i centri migranti in Albania? È la domanda che sempre più cittadini, contribuenti e osservatori si pongono di fronte a un progetto che ha impegnato centinaia di milioni di euro di denaro pubblico. Nel cuore del dibattito sulle politiche migratorie e sulla gestione dei flussi di persone in cerca di protezione, emerge una realtà controversa che riguarda i centri migranti realizzati in Albania. Stando a un recente rapporto, il progetto finanziato con 600 milioni di euro in cinque anni prometteva strutture efficienti per l’accoglienza, ma i risultati dipingono uno scenario ben diverso.
Queste strutture, spesso fuori mano e senza un’adeguata pianificazione, ospitano un numero esiguo di persone rispetto alla loro capienza. Ciò genera un dibattito acceso su come conciliare sicurezza e accoglienza, soprattutto quando i dati rivelano una gestione poco trasparente e costi esorbitanti, distanti dal modello di solidarietà auspicato.
Quanto costano i centri migranti in Albania: i numeri chiave
Per rispondere con precisione alla domanda sul costo dei centri migranti in Albania, è utile partire dai dati concreti emersi dall’analisi condotta da ActionAid e dall’Università di Bari. Il quadro che emerge è il seguente:
- Budget complessivo del protocollo Italia-Albania: 653 milioni di euro
- Costo previsto nei primi cinque anni: circa 600 milioni di euro
- Quota destinata alle trasferte del personale: 252 milioni di euro
- Costo del centro di Gjadër: 74,2 milioni di euro per 400 posti
- Costo medio per posto letto a Gjadër: oltre 153.000 euro
- Spesa giornaliera operativa stimata: 114.000 euro
A titolo di confronto, il costo medio per posto letto nel centro di Porto Empedocle, in Sicilia, si attesta intorno ai 21.000 euro: sette volte in meno rispetto alla struttura albanese.
Analisi dei costi e discrepanze di investimenti
Secondo l’analisi condotta da ActionAid e dall’Università di Bari, i costi operativi dei centri di Gjadër e di altre strutture similari superano di gran lunga quelli italiani. Basti pensare al caso emblematico del centro di Gjadër, per cui sono stati spesi 74,2 milioni di euro per soli 400 posti: una media di oltre 153.000 euro a posto letto, a fronte dei 21.000 euro registrati a Porto Empedocle, in Sicilia. Inoltre, nonostante la spesa giornaliera di 114.000 euro, la struttura ha accolto appena 20 migranti in cinque giorni di attività, un dato che solleva interrogativi sulla reale efficacia di questa strategia.
Costo per migrante: quanto spende l’Italia per ogni persona ospitata
Il dato forse più significativo riguarda il costo per singolo migrante ospitato. Con soli 20 migranti accolti nei primi cinque giorni di operatività del centro di Gjadër, e una spesa giornaliera di 114.000 euro, il costo pro capite giornaliero ha raggiunto livelli difficilmente giustificabili. Questo squilibrio tra capacità dichiarata (400 posti) e utilizzo reale (poche decine di persone) è al centro delle critiche mosse da associazioni e ricercatori.
Confronto con i centri di accoglienza in Italia
Il confronto con le strutture italiane rende ancora più evidente la sproporzione:
- Porto Empedocle (Sicilia): circa 21.000 euro per posto letto
- Gjadër (Albania): oltre 153.000 euro per posto letto
- Differenza: +630% rispetto al costo medio italiano
Questi numeri alimentano il dibattito sull’opportunità di esternalizzare la gestione dei flussi migratori in paesi terzi, con costi strutturali e logistici molto più elevati rispetto alle soluzioni interne.
Dubbi sulla sostenibilità e impatto sociale
All’interno del più ampio protocollo Italia-Albania, il budget complessivo ha toccato 653 milioni di euro, di cui 252 milioni destinati esclusivamente alle trasferte del personale. Tale squilibrio mette in discussione la sostenibilità finanziaria di un piano che sembra più incentrato sulla logistica che sull’assistenza umanitaria. Molti osservatori evidenziano come la disparità tra investimenti effettivi e struttura organizzativa generi una percezione di spreco di risorse, soprattutto se si considera l’esiguo numero di persone effettivamente ospitate in questi centri. Numeri così elevati rischiano di distogliere l’attenzione da soluzioni alternative, capaci di coniugare una gestione trasparente e un’attenzione autentica all’accoglienza.
Riflessioni sul futuro della gestione migratoria
Alla luce di questi dati, ActionAid ha definito l’intera iniziativa come
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.