Tutela gas: come valutare le tariffe placet variabili e i potenziali rischi
Come valutare le tariffe placet variabili del gas e i potenziali rischi: struttura dei costi, volatilità del mercato, confronto con il prezzo fisso e consigli pratici per gli ex clienti della maggior tutela.
Il servizio di maggior tutela del gas è stato chiuso definitivamente, lasciando spazio al mercato libero. Complessivamente, solo per il gas, sono oltre 3,5 milioni di utenti che non hanno ancora scelto un’offerta nel mercato libero e si trovano oggi a dover fare i conti con una nuova struttura tariffaria: le placet variabili. Capire come valutare le tariffe placet variabili e i potenziali rischi è diventato essenziale, soprattutto in un contesto energetico ancora instabile, segnato da tensioni geopolitiche e oscillazioni imprevedibili dei prezzi delle materie prime.
A fare il punto è l’ultimo Osservatorio di Switcho, che analizza la situazione degli ex clienti della tutela e offre indicazioni pratiche per orientarsi.
Che cos’è la tariffa placet variabile per il gas?
Quando il servizio di maggior tutela del gas è stato chiuso, gli ex clienti che non avevano ancora scelto un fornitore nel mercato libero sono stati automaticamente trasferiti su un’offerta placet (acronimo di Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela). Si tratta di un’offerta definita “in deroga”, pensata appositamente per questa categoria di utenti uscenti.
Le tariffe placet esistono in due versioni:
- A prezzo fisso: il costo della materia prima è bloccato, solitamente per 12 mesi.
- A prezzo variabile: il costo della materia prima cambia ogni mese, agganciato alla media del prezzo all’ingrosso del metano sulla borsa italiana (PSV).
Le tariffe placet – spiega Redi Vyshka, co-founder e COO di Switcho – sono offerte con una struttura semplice, pensate dall’Autorità per aiutare gli utenti ad avvicinarsi al mercato libero. Ne esistono di due tipologie: a prezzo fisso e a prezzo variabile. Nelle prime, il costo della materia prima è bloccato, solitamente per 12 mesi. Le seconde invece, che sono le nuove tariffe degli ex-clienti del mercato tutelato gas, prevedono due componenti di costo: una quota fissa mensile, indipendente dai consumi e decisa dal fornitore, e una quota variabile mensilmente basata sulla media del prezzo all’ingrosso del metano sulla borsa italiana (PSV).
Gli utenti interessati dalla placet variabile sono quindi gli ex clienti del servizio di tutela, ma anche gli utenti vulnerabili rimasti nel mercato tutelato e buona parte di chi ha già un contratto nel mercato libero con indicizzazione al PSV.
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Come valutare le tariffe placet variabili e i potenziali rischi
Per valutare correttamente una tariffa placet variabile occorre considerare almeno tre fattori chiave: il livello attuale dei prezzi all’ingrosso, la volatilità storica del mercato e la propria capacità di assorbire eventuali rincari in bolletta.
1. Il livello attuale dei prezzi del gas
L’osservatorio Switcho evidenzia che al momento il prezzo della materia prima gas risulta sostanzialmente stabile e contenuto. Chi ha una tariffa variabile sta ricevendo bollette relativamente basse. Tuttavia, questa situazione può cambiare rapidamente.
2. La volatilità storica: un rischio concreto
Il principale rischio delle tariffe placet variabili è proprio la loro natura: il prezzo che si paga oggi potrebbe non avere nulla a che fare con quello del mese prossimo. Nel corso del mese di agosto 2022, ad esempio, il prezzo del gas naturale all’ingrosso ha registrato picchi pari a 9 volte i livelli pre-crisi. A pesare su quegli aumenti erano principalmente la guerra russo-ucraina e la ridotta produzione di energia da fonti rinnovabili e nucleare.
Abbiamo già assistito ad aumenti improvvisi e quasi imprevedibili – continua Vyshka –. Basterebbe un inasprimento delle relazioni con un Paese fornitore o un suo alleato. Se per esempio i conflitti in Medio Oriente peggiorassero, potremmo assistere a un aumento del prezzo del gas e, di conseguenza, tutti gli utenti con una tariffa variabile pagherebbero molto di più.
Il costo del metano, insomma, potrebbe raddoppiare, triplicare o quadruplicare in pochi giorni, come già accaduto in passato. Chi ha una placet variabile non ha alcuna protezione da questi scenari.
3. Quota fissa e quota variabile: cosa guardare in bolletta
La struttura della placet variabile prevede due voci distinte:
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- Quota fissa mensile: stabilita dal fornitore, indipendente dai consumi. Va confrontata tra offerte diverse.
- Quota variabile: agganciata al PSV mensile. È la componente più rischiosa e quella su cui concentrare l’attenzione.
Per valutare il rischio reale, è utile simulare quanto si spenderebbe se il PSV tornasse ai livelli di picco registrati negli ultimi anni, applicando quei valori ai propri consumi abituali.
I prezzi del gas e il contesto attuale
A pesare sulle quotazioni del gas sono principalmente le tensioni geopolitiche internazionali e l’andamento della produzione energetica globale. Pur avendo trovato una certa stabilità rispetto ai picchi del passato, i prezzi non si trovano ancora in un contesto pre-crisi. L’osservatorio Switcho sottolinea che la situazione rimane fragile e che qualsiasi shock esterno — un’escalation militare, una crisi diplomatica con un Paese fornitore, un inverno particolarmente rigido — potrebbe far risalire rapidamente le quotazioni.
Come proteggersi: prezzo fisso vs prezzo variabile
Come proteggersi dall’incertezza dell’andamento del costo della materia prima? La risposta dipende dalla propria propensione al rischio e dalla capacità di monitorare il mercato.
Premettendo che non è possibile prevedere l’evolversi del mercato, in queste condizioni il prezzo fisso può offrire sicurezza per 12/24 mesi – spiega Vyshka –. Attualmente, le tariffe a prezzo fisso sono mediamente più care, ma sono le uniche che permettono di bloccare il costo della materia prima e proteggere da possibili rincari.
Chi ha scelto una tariffa a prezzo fisso in momenti favorevoli — con basse quotazioni della materia prima — ha goduto di risparmi significativi rispetto a chi è rimasto su una variabile. La famiglia tipo che è riuscita a bloccare le tariffe di luce e gas per 24 mesi a settembre 2021, ovvero a ridosso dei primi rincari, avrebbe speso nei due anni oltre 2.500 euro in più se avesse invece mantenuto una tariffa variabile.
In sintesi:
- Tariffa variabile (placet inclusa): conveniente quando i prezzi all’ingrosso sono bassi, ma esposta a rincari improvvisi e imprevedibili.
- Tariffa a prezzo fisso: mediamente più cara nel breve periodo, ma offre certezza di spesa e protezione dagli shock di mercato per 12-24 mesi.
Cosa fare se si è su una placet variabile
Se ci si trova su una tariffa placet variabile e si vuole valutare se cambiare, ecco i passi consigliati:
- Verificare il proprio contratto: controllare se si è su una placet variabile o fissa, e quali sono le condizioni economiche applicate.
- Confrontare le offerte del mercato libero: utilizzare comparatori ufficiali (come il Portale Offerte di ARERA) per valutare alternative a prezzo fisso.
- Simulare i consumi a prezzi di picco: calcolare quanto si spenderebbe se il PSV tornasse ai livelli massimi storici.
- Valutare i costi di uscita: alcune offerte prevedono penali in caso di recesso anticipato; verificarle prima di cambiare.
- Agire nei momenti di mercato favorevole: bloccare un prezzo fisso quando le quotazioni sono basse massimizza il potenziale risparmio.
FAQ: tutela gas e tariffe placet variabili
- Cosa succede se non scelgo un’offerta nel mercato libero?
- Gli utenti che non hanno scelto un fornitore vengono automaticamente assegnati a un’offerta placet variabile, che segue le quotazioni mensili del gas all’ingrosso (PSV).
- La tariffa placet variabile è sempre svantaggiosa?
- Non necessariamente. Quando i prezzi all’ingrosso sono bassi, la placet variabile può risultare conveniente. Il rischio è l’esposizione a rincari improvvisi, che possono essere molto significativi.
- Posso passare dalla placet variabile a un’offerta a prezzo fisso?
- Sì. Gli utenti in placet variabile possono cambiare fornitore o tariffa in qualsiasi momento, scegliendo un’offerta a prezzo fisso nel mercato libero. Non sono previste penali per il recesso dalla placet.
- Come si calcola il prezzo variabile nella placet?
- Il prezzo della materia prima viene aggiornato ogni mese sulla base della media del PSV (Punto di Scambio Virtuale), la borsa italiana del gas naturale. A questa si aggiunge una quota fissa mensile stabilita dal fornitore.
- Il prezzo fisso conviene sempre rispetto alla placet variabile?
- Non sempre: dipende dal momento in cui si sottoscrive il contratto e dall’andamento futuro dei mercati. In periodi di prezzi bassi e stabili, la variabile può essere più economica. In periodi di incertezza o tensione geopolitica, il fisso offre una protezione importante.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.