Finanza Personale Pensioni Pensioni minime a 600 euro. Ma non è ancora chiaro da quando

Pensioni minime a 600 euro. Ma non è ancora chiaro da quando

Dal prossimo anno le pensioni minime potrebbero arrivare a 600 euro. È almeno questa l’intenzione di parte del Governo, che spinge per dare un po’ più di respiro a molte famiglie, strangolate dal caro bollette e dall’inflazione galoppante.

La pensione minima, nel 2022, è stata pari a 525 euro: grazie alla rivalutazione del 7,3%, l’assegno previdenziale arriverebbe a toccare 563 euro. L’Esecutivo, però, ha stabilito che per le pensioni integrate al minimo, la perequazione debba essere al 120%: questo, in estrema sintesi, porterebbe l’indicizzazione all’8,7%. L’importo mensile, quindi, arriverebbe a 572 euro.

L’ipotesi allo studio, in questo momento, però è di portare l’importo a 600 euro, in modo da raggiungere, in qualche modo, l’obiettivo dei 1.000 euro, previsto per fine legislatura. L’aumento più consistente coinvolgerebbe, però, unicamente i pensionati con un’Isee al di sotto di una determinata soglia e solo chi ha più di 75 anni.

Pensioni minime, quali sono le ultime novità

Senza dubbio una delle ipotesi più importanti allo studio del nuovo esecutivo è quello legato alle pensioni minime, che potrebbero essere portate a 600 euro. Su questo capitolo è intervenuto Alessandro Cattaneo, capogruppo azzurro, il quale ha spiegato che “sull’innalzamento delle pensioni minime siamo fiduciosi. Milioni di anziani vivono con 540 euro, le abbiamo portate a 570, chiediamo di fare uno sforzo per arrivare almeno a 600”.

Sulle pensioni minime, tra l’altro, la mediazione sarebbe già pronta. Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera spiega che “ci vuole una copertura pari a un miliardo di euro. Si sta valutando di far decorrere questa misura da una certa età, cioè 75 anni”.

Da quando ci sarà l’aumento delle pensioni

A questo punto, però, la domanda più difficile da rispondere è quando ci saranno questi aumenti delle pensioni?

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, vuole garantire l’aumento già dal mese di gennaio 2023. Berlusconi parla di una certa apertura, in questo senso, da parte di Palazzo Chigi. Giancarlo Giorgetti, Ministro dell’Economia, frena e sottolinea come sia necessario calcolare l’età di partenza dell’aumento, che potrebbe scattare da 75 o da 80 anni.

Senza dubbio per la Legge di Bilancio 2023, l’ostacolo delle pensioni sembra essere quello più difficile da superare. Il nuovo governo ha degli obiettivi sul lungo termine: si lavora, infatti, per superare la Legge Fornero entro il prossimo autunno. L’idea è quella di inaugurare la riforma delle pensioni entro il 2024 e completarla definitivamente entro la fine della legislatura.

Pensioni, una rivalutazione che non accontenta nessuno

Certamente il meccanismo attraverso il quale vengono rivalutate le pensioni produrrà molti scontenti. Stando ai calcoli che sono stati effettuati da Spi Cigil, i pensionati potrebbero arrivare a percepire fino a 1.200 euro in meno all’anno rispetto alle previsioni.

Superata la soglia dei 2.100 euro lordi al mese, che corrispondono a circa 1.700 euro netti circa, la rivalutazione cala molto rapidamente all’aumentare degli importi. Con incrementi meno generosi rispetto al previsto non solo per le fasce alte, ma anche per pensioni medie e medio-alte.