Decreto aiuti: ok al bonus una tantum da 200 euro per dipendenti, autonomi e pensionati
Decreto Aiuti: approvato il bonus una tantum da 200 euro per dipendenti, autonomi e pensionati con redditi fino a 35.000 euro. Chi ne ha diritto, come funziona e come viene finanziato.
Il Decreto Aiuti ha stanziato circa 14 miliardi di euro a supporto di famiglie e imprese per far fronte agli aumenti di energia, carburanti e materie prime. Tra le misure più attese spicca il bonus una tantum da 200 euro per dipendenti, autonomi e pensionati: ecco tutto quello che c’è da sapere su chi ne ha diritto, come funziona e come viene finanziato.
Decreto Aiuti: cos’è e cosa prevede
Il Consiglio dei ministri ha approvato due decreti legge che mettono in campo risorse significative per contrastare il caro vita. Le misure spaziano dal taglio delle accise sui carburanti ai crediti d’imposta per le imprese energivore, fino al contributo straordinario per i lavoratori e i pensionati. Di seguito le principali novità.
Taglio delle accise e agevolazioni energetiche
Tra le misure approvate, gli analisti di Equita sottolineano in primo luogo il prolungamento del taglio delle accise su benzina, gasolio e GPL per autotrazione. Viene inoltre introdotta la riduzione delle accise anche sul metano, una misura che vale circa 2,1 miliardi di euro. Sono previste anche:
- Agevolazioni per le società gasivore, con aumento del credito d’imposta per l’acquisto di gas naturale dall’attuale 20% al 25% per tutto il secondo trimestre;
- Nuove semplificazioni per le procedure di impatto ambientale e paesaggistico, finalizzate ad accelerare i tempi di autorizzazione dei nuovi impianti rinnovabili;
- Un fondo ristori da 200 milioni di euro per le PMI che realizzano oltre il 20% del fatturato tra Ucraina, Russia e Bielorussia e che hanno registrato un incremento dei costi delle materie prime di almeno il 30% e un calo del fatturato inferiore al 30% nell’ultimo trimestre.
Bonus una tantum da 200 euro: a chi spetta
La misura più discussa del Decreto Aiuti è il contributo una tantum di 200 euro destinato a dipendenti, autonomi e pensionati con redditi fino a 35.000 euro. Si tratta di un sostegno diretto al potere d’acquisto, pensato per rispondere alle richieste dei sindacati di tutelare salari e pensioni dall’erosione dell’inflazione.
Il bonus riguarda complessivamente 28 milioni di italiani e vale oltre 6 miliardi di euro di spesa pubblica.
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Chi riceve il bonus da 200 euro
Hanno diritto al contributo una tantum:
- Lavoratori dipendenti con reddito fino a 35.000 euro annui;
- Lavoratori autonomi con reddito fino a 35.000 euro annui;
- Pensionati con reddito fino a 35.000 euro annui.
Come viene erogato il bonus
Per i lavoratori dipendenti, il bonus viene erogato direttamente in busta paga dal datore di lavoro, che poi recupera l’importo tramite compensazione fiscale. Per i pensionati, l’accredito avviene attraverso l’INPS direttamente sulla pensione. I lavoratori autonomi devono invece presentare apposita domanda all’INPS, autocertificando il rispetto dei requisiti reddituali.
Come viene finanziato il bonus una tantum
Per coprire i 6 miliardi necessari al bonus da 200 euro, il Decreto Aiuti introduce un aumento della tassa sugli extraprofitti delle imprese energetiche: l’aliquota sul maggior valore aggiunto prodotto da questi soggetti sale dal 10% al 25%. Si tratta di un prelievo straordinario sugli utili eccezionali generati dal rincaro dell’energia, con l’obiettivo di redistribuire parte di quei proventi alle fasce di popolazione più esposte al caro vita.
Le reazioni: il bonus è sufficiente?
Il provvedimento ha ricevuto giudizi articolati. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha commentato: «Giusta l’analisi sulle cause dell’inflazione, ossia il rincaro dei beni energetici. Per quanto apprezziamo molto l’idea di un contributo per affrontare il caro vita, un provvedimento che va finalmente nella giusta direzione, non possiamo però che evidenziare che 200 euro una tantum, per quanto apprezzabili, siano del tutto insufficienti, considerato che l’inflazione al 6,2% significa un aumento del costo della vita, per una famiglia media, pari a 1.796 euro su base annua, ossia 9 volte di più».
Dona ha aggiunto: «Se consideriamo una coppia con 2 figli, dove entrambi i genitori lavorano e hanno un reddito inferiore a 35.000 euro, avranno un contributo complessivo di 400 euro, ma l’inflazione determina una stangata da 2.224 euro su base annua, 5 volte e mezza di più. Va ricordato, infine, che anche se l’inflazione a breve potrà calare ed essere temporanea, non vuol dire che i prezzi in valore assoluto scenderanno e quindi l’impoverimento proseguirà. Ecco perché bisogna fare di più sul fronte caro energia».
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FAQ sul bonus una tantum da 200 euro del Decreto Aiuti
Il bonus da 200 euro è tassabile?
No. Il contributo una tantum da 200 euro è esente da imposte e non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF.
Il limite di 35.000 euro si riferisce al reddito lordo o netto?
Il limite di 35.000 euro si riferisce al reddito lordo annuo percepito nell’anno precedente, così come risulta dalla dichiarazione dei redditi o dalle comunicazioni dell’INPS.
Chi è escluso dal bonus una tantum?
Sono esclusi coloro che hanno un reddito superiore a 35.000 euro annui e i soggetti che già beneficiano del Reddito di Cittadinanza, per i quali sono previste misure separate.
Il bonus spetta anche ai lavoratori part-time?
Sì. I lavoratori part-time con reddito complessivo annuo fino a 35.000 euro hanno diritto all’intero importo del bonus da 200 euro, senza riduzioni proporzionali all’orario di lavoro.
Cosa succede se si percepisce sia reddito da lavoro sia pensione?
Il bonus una tantum spetta una sola volta, indipendentemente dal numero di fonti di reddito. Non è cumulabile: chi percepisce sia reddito da lavoro sia pensione riceve il contributo da una sola delle due categorie.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.