Generali si spacca su riconferma Donnet, verso due liste e conta in assemblea

Generali si spacca sulla riconferma di Donnet: il cda è a maggioranza favorevole al terzo mandato, ma Caltagirone e Del Vecchio preparano una lista alternativa. Verso la conta in assemblea.

Pubblicato 15 Settembre 2021 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:22

Generali si spacca sulla riconferma di Donnet: il Leone di Trieste si avvia verso una delle assemblee più combattute della sua storia recente, con la prospettiva concreta di due liste contrapposte e una conta decisiva tra gli azionisti. La maggioranza del board di Assicurazioni Generali è pronta a sostenere la ricandidatura di Philippe Donnet alla guida del gruppo assicurativo per un altro triennio, ma il fronte degli oppositori — guidato dal magnate delle costruzioni Francesco Gaetano Caltagirone e dal fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio — è determinato a bloccarla.

Il cda si spacca: maggioranza pro-Donnet, ma non è unanimità

Gli amministratori non esecutivi della società, riuniti in assemblea, hanno preso atto della disponibilità di Donnet per un terzo mandato e la maggior parte di loro si è dichiarata favorevole alla sua inclusione nella lista per il prossimo consiglio di amministrazione. Come si legge nella nota ufficiale del gruppo triestino:

«I consiglieri non esecutivi a maggioranza hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto e i risultati conseguiti da Philippe Donnet, accogliendo favorevolmente tale disponibilità in vista, nel caso in cui il Consiglio uscente proceda alla presentazione di una lista per il rinnovo del Consiglio, di una sua inclusione nella citata lista con il ruolo di Amministratore Delegato anche per il prossimo mandato.»

Il voto, però, non è stato unanime. La Fondazione Crt si è astenuta, segnale che il fronte interno non è compatto come il comunicato ufficiale potrebbe far sembrare.

Verso due liste: lo scenario del muro contro muro

Lo scenario che si prospetta è quello di un muro contro muro sul nome di Donnet, con la presentazione da parte di Del Vecchio e Caltagirone di una lista concorrente. Due fronti contrapposti, due liste, e la prospettiva di una conta decisiva nell’assemblea dei soci.

Caltagirone e Del Vecchio insieme possiedono circa l’11% di Generali e hanno già stretto un patto di sindacato per lavorare verso «una gestione più redditizia ed efficace» dell’assicuratore. I due imprenditori sono apertamente insoddisfatti della gestione sul fronte M&A, della crescita della compagnia e dell’andamento del titolo in Borsa. Il loro obiettivo dichiarato è duplice:

  • Sostituire l’amministratore delegato Philippe Donnet;
  • Allentare la presa di Mediobanca, principale azionista di Generali.

Il passaggio chiave: il cda decide se presentare la propria lista

Il prossimo nodo cruciale è la riunione del consiglio di amministrazione, chiamato a decidere se presentare o meno una propria lista di candidati. Bisognerà capire se il cda sceglierà di procedere anche in assenza di un voto unanime, oppure se preferirà fare un passo indietro. La direzione attuale sembra quella della presentazione della lista, il che renderebbe lo scontro in assemblea praticamente inevitabile.

Nella riunione è emerso il pieno sostegno a Donnet da parte della maggioranza dei membri del cda, che hanno sottolineato:

  • I due piani industriali portati a compimento;
  • I dividendi distribuiti agli azionisti;
  • La solidità patrimoniale raggiunta.

In questi anni Donnet ha tagliato i costi, puntato sulla digitalizzazione e si è espanso in aree di prodotto più redditizie, consolidando la presenza di Generali nel mercato interno attraverso l’acquisizione della rivale Cattolica Assicurazioni. Il gruppo ha inoltre accettato di acquistare le attività assicurative di AXA SA in Malesia.

Generali in Borsa durante l’era Donnet: i numeri

Uno degli argomenti centrali del dibattito è la performance del titolo. Ma Generali in Borsa come si è realmente comportata nei cinque anni e mezzo della gestione di Donnet? Il ritorno complessivo per gli azionisti è stato dell’86%: oltre il 35% di apprezzamento del titolo, a cui si sommano i dividendi distribuiti.

Nel confronto con i principali competitor europei:

  • Zurich (guidata da Mario Greco, ex Generali): +162% — la migliore del gruppo;
  • Generali: +86%;
  • Allianz: +80,8%;
  • AXA: +50,4%.

Dati che il board utilizza come argomento a favore della continuità, ma che gli oppositori ritengono insufficienti rispetto al potenziale inespresso del Leone di Trieste.

La posta in gioco: chi decide il futuro di Generali

Con Generali che si spacca sulla riconferma di Donnet e le due liste sempre più probabili, la conta in assemblea diventa il vero campo di battaglia. Il peso specifico di ogni azionista sarà determinante: Mediobanca, i fondi istituzionali internazionali e i piccoli azionisti saranno chiamati a scegliere tra continuità gestionale e discontinuità strategica. Una decisione che avrà ripercussioni non solo sul futuro del gruppo triestino, ma sull’intero panorama del capitalismo italiano.

FAQ: le domande più frequenti su Generali e la riconferma di Donnet

Perché Generali si spacca sulla riconferma di Donnet?
Perché una parte rilevante degli azionisti — in particolare Caltagirone e Del Vecchio con circa l’11% del capitale — ritiene che la gestione Donnet non abbia massimizzato il valore del gruppo, soprattutto sul fronte delle acquisizioni e della crescita. Il cda, invece, difende i risultati ottenuti in termini di solidità, dividendi e performance di Borsa.
Cosa significa la presentazione di due liste per l’assemblea di Generali?
Significa che gli azionisti saranno chiamati a votare tra due visioni strategiche opposte per il futuro del gruppo. La lista del cda uscente punta sulla continuità con Donnet; la lista alternativa di Caltagirone e Del Vecchio proporrà un nuovo management e una nuova direzione.
Chi sono i principali azionisti di Generali?
Mediobanca è il principale azionista con una quota rilevante. Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio (tramite i rispettivi veicoli societari) detengono complessivamente circa l’11% e hanno stretto un patto di sindacato. La Fondazione Crt è un altro azionista istituzionale di rilievo.
Qual è stata la performance di Generali in Borsa con Donnet?
Il ritorno totale per gli azionisti nell’era Donnet è stato dell’86%, tra rivalutazione del titolo (oltre +35%) e dividendi distribuiti. Un risultato superiore ad Allianz e AXA, ma inferiore a Zurich nello stesso periodo.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.