Emergenti: ecco perché si candidano a essere i maggiori beneficiari della fine della trade war  

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Daniela La Cava

15 ottobre 2019 - 16:59

MILANO (Finanza.com)

Michael Biggs, investment manager delle strategie obbligazionarie local emerging market di Gam Investments, osserva che le aspettative della Federal Reserve (Fed) sulla crescita a lungo termine sono rimaste sostanzialmente invariate dal 2016, ma nell'ultimo anno le sue previsioni sui tassi a lungo termine sono scese di 50 punti base. In sostanza, la Fed ritiene di poter raggiungere gli stessi obiettivi di crescita e di inflazione di prima, ma con un tasso di interesse neutro inferiore. "Si tratta di un cambiamento profondo che, a nostro avviso, dovrebbe far salire tutti i prezzi degli asset", commenta l'esperto che si concentra sull’andamento dei mercati e i relativi impatti della guerra commerciale Stati Uniti-Cina. 


"L'impatto atteso sui prezzi degli asset si è mostrato nel corso dell’estate - afferma Michael Biggs -, con i rendimenti obbligazionari che sono calati, le azioni che si sono riprese e il credito che ha registrato una buona performance nonostante gli spread relativamente stabili. Il rischio per i prezzi è che le aspettative di crescita siano riviste al ribasso e le aspettative per tassi di interesse fatichino a tenere il passo, o che i tassi di interesse salgano senza un miglioramento delle prospettive di crescita". Secondo l'esperto, il rischio di rialzo sarebbe legato a un miglioramento del corso della guerra commerciale e l'impatto dello stimolo in Cina. In questo scenario, il dollaro statunitense potrebbe indebolirsi e i tassi d'interesse si appiattirebbero o si modificherebbero creando, secondo la view di Gam, un migliore contesto sia per il credito ad alto rendimento (HY) che per i mercati emergenti. Nel breve termine, continua l'esperto, la riduzione delle aspettative di crescita sarà il rischio principale, legate alla probabilità di una recessione negli Stati Uniti. L'inversione della curva dei rendimenti ha aumentato i timori di una recessione, e i bassi livelli di disoccupazione e la diminuzione dei margini delle società confermano l'opinione che gli Stati Uniti siano in uno stadio avanzato del ciclo.


Tuttavia, Biggs non considera imminente una recessione spiegando che "i nuovi livelli di finanziamento sono troppo bassi per una possibile recessione, gli standard di credito non si sono irrigiditi, le richieste iniziali non sono aumentate, l'occupazione nei servizi sanitari temporanei continua a crescere; i dati sui salari indicano una crescita del reddito familiare superiore al 4% in termini nominali". 


Guardando al breve termine, l'esperto di Gam Investments auspica un miglioramento delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. In questa contingenza, lo stimolo cinese dovrebbe spronare la crescita globale, che a sua volta potrebbe portare a un aumento dei rendimenti USA e a un dollaro stabile o leggermente più debole. Tale contesto sarebbe spinoso per i treasury ma buono per le azioni. Il credito high yield sovraperfromare l'investment grade, e il debito in valuta locale dei mercati emergenti potrebbe superare quello dei mercati emergenti in valuta forte. Nell'ambito azionario, il miglioramento del corso della guerra commerciale e l'impulso positivo cinese al credito andrebbero molto probabilmente a vantaggio dell’azionario emergente.


 

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