Itinerari previdenziali: canalizzare l’investimento verso l'economia reale

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Alessandro Piu

8 settembre 2016 - 11:22

MILANO (Finanza.com)


Il Terzo rapporto annuale sugli Investitori istituzionali italiani mette in luce una realtà a un punto di svolta, costretta a cambiare dallo scenario demografico-economico. Potrebbe essere anche una grande opportunità




Sono 448 gli Investitori istituzionali operanti in Italia a cui si aggiungono i fondi pensione aperti e i pip, che assommano a 128 fondi, e le casse e forme di assistenza sanitaria integrative (300 nell’ultimo censimento 2014). È questo il primo dato della fotografia scattata dal Centro studi e ricerche di Itinerari Previdenziali nel terzo report annuale sugli investitori istituzionali italiani. 


Nel presentarlo il presidente del Centro studi Alberto Brambilla ha sottolineato come alla diminuzione di numero rispetto all’anno precedente "dovuta ad alcune fusioni e integrazioni” faccia riscontro la crescita del patrimonio totale a 216,35 miliardi di euro da 207,738, "nonostante la situazione economica non sia stimolante”. Il 2016 dovrebbe proseguire su questo sentiero di crescita: "Stimiamo un flusso poco superiore ai 10 miliardi di euro” ha indicato Brambilla. 


Rendimenti in calo 


Qual è il risultato portato a casa dagli investitori istituzionali per i 7,22 milioni (6,44 nel report precedente) di iscritti alle varie tipologie di fondi complementari? "Buono – lo definisce il report – superiore ai rendimenti obiettivo costituiti da inflazione, media quinquennale del Pil e Tfr”. Tuttavia in calo: "Anche nel primo semestre 2016 prosegue la discesa dei rendimenti e dopo molti anni alcuni fondi performano meno dei parametri obiettivo. L’ulteriore appiattimento dei tassi, spesso negativi sul breve periodo, che proseguirà anche nei prossimi mesi è la grande volatilità dei mercati finanziari, spintono i responsabili istituzionali alla ricerca di nuove asset class”. 

Inversione di tendenza

"Occorre un’inversione di tendenza” ha esortato Brambilla, per fermare il calo dei rendimenti. Una svolta a cui sono quasi costretti i gestori e i responsabili dei fondi di investimento. Nella indagine annuale sui Livelli di soddisfazione e prospettive su performance, investimenti, diversificazione dei patrimoni e rapporti con gestori e advisor il 90,48% degli intervistati ha risposto di prevedere una revisione dell’asset allocation con il probabile inserimento di investimenti alternativi e una modificazione dei mandati, sempre meno generici e sempre più a ritorno totale e multi asset.

Risparmio ed economia reale


Attivare un circolo virtuoso tra investimento nell’economia reale, nelle infrastrutture e nei progetti per il Paese ora che le risorse pubbliche sono scarse consentirebbe di impegnare la liquidità abbondante in maniera più efficiente. Una opportunità che si dice pronto a sfruttare il presidente di Enasarco Gianroberto Costa ma che, al momento, è resa complicata da regolamentazioni restrittive e politiche pro-cicliche che non favoriscono l’investimento di lungo termine. "Questo processo di variazione dell’asset allocation – spiega il report di Itinerari Previdenziali – è tuttavia piuttosto lento anche per le complesse procedure di governance di fondi e casse. Tuttavia i risultati del primo semestre 2016 dovrebbero accelerare queste variazioni anche in previsione di scenari incerti legati alla conclusione del Qe e ai fattori geopolitici”. 



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