Investimenti: le regole del gioco sono cambiate per le obbligazioni inflation-linked

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Riccardo Designori

7 ottobre 2015 - 18:51

MILANO (Finanza.com)


Di seguito pubblichiamo un commento di Marion Le Morhedec, Lead Fund Manager AXA WF Global Inflation Bonds. L’esperta della società di asset management nella sua analisi prende in considerazione in particolar modo il mercato obbligazionario. Se il dibattito su inflazione/deflazione è in continua evoluzione, per Le Morhedec le obbligazioni inflation-linked sono ben posizionate nell’attuale contesto macroeconomico per offrire agli investitori protezione verso il rischio d’inflazione di lungo periodo.



Fino ad oggi, il 2015 è stato un anno di interventi inattesi ed alquanto consistenti delle banche centrali, con l’inflazione sempre al centro della loro attenzione. I cambiamenti delle politiche monetarie globali, ed il loro impatto sull’inflazione sia locale che globale, tra loro interdipendenti, hanno cambiato le regole del gioco per i titoli inflation-linked.



Ciò che fino ad oggi si sapeva delle dinamiche inflattive di lungo periodo non è più rilevante, con nuovi modelli in discussione ed in corso di sviluppo, come dimostrato dalla rilevanza attribuita al tema nel recente Jackson Hole Economic Symposium. Il dibattito su inflazione/deflazione è in continua evoluzione, visto anche il recente calo significativo dei timori sia di una persistente deflazione che di iperinflazione.



Venti favorevoli per l’asset class

Crediamo che le obbligazioni inflation-linked siano ben posizionate nell’attuale incerto contesto macroeconomico per offrire agli investitori protezione verso il rischio d’inflazione di lungo periodo. Vari fattori sono attualmente positivi per la categoria: il Quantitative Easing (QE) in Europa, come in passato negli US, è una manovra inflattiva per la regione. Inoltre l’Europa è un mercato in espansione per questi titoli, con volumi e partecipanti in continuo aumento.



Possiamo anche essere rassicurati circa le azioni della Fed e l’impatto di queste sul mercato delle obbligazioni legate all’inflazione. Mentre all’inizio dell’anno un rialzo dei tassi US avrebbe potuto essere considerato una fonte di gravi preoccupazioni, è ora chiaro che le dinamiche inflattive sono uno degli elementi chiave alla base delle decisioni della banca centrale US, e che qualsiasi rialzo dei tassi seguirà un processo graduale.



Aumenta l’interesse degli investitori

Anche se globalmente nel mercato rimangono molte incertezze, crediamo che gli investitori alla ricerca di stabilità in questi tempi volatili possono guardare alle obbligazioni inflation-linked come ad una possibile soluzione. Attualmente rappresentano un’opzione a basso costo per proteggersi dall’inflazione nel lungo periodo.



Essendo un’asset class poco volatile con un orizzonte temporale lungo, le obbligazioni legate all’inflazione sono state scelte da investitori istituzionali sin dai tempi della prima implementazione del QE delle banche centrali nel 2008.



Da inizio 2015 anche altre tipologie di investitori hanno mostrato un rinnovato interesse, viste le caratteristiche principali dell’asset class: offre diversificazione, performance stabile e protezione contro il rischio d’inflazione nel lungo. Il più grande timore nei mercati obbligazionari è che i tassi si muovano in alto. La storia ha mostrato che questi non salgono senza un’accelerazione dell’inflazione.

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