Gli investitori esteri ancora a caccia di occasioni

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Redazione Finanza

20 giugno 2014 - 17:41

MILANO (Finanza.com)


Enrico Vaccari, fund manager di Consultinvest Asset Management, commenta il rinnovato interesse degli investitori internazionali verso il nostro Paese




I recenti record conseguiti dalla quota dei fondi comuni, per quel che riguarda il risparmio gestito, rappresentano un segnale di interesse verso l’Italia. Gli investitori, nazionali ed esteri, stanno tornando a investire mentre l’attenzione per il nostro Paese sta aumentando progressivamente. E continuerà a farlo nella misura in cui l’Italia sarà in grado di portare a termine le riforme. Nel frattempo osserviamo un aumento della domanda, principalmente verso i titoli di stato, ovvero il primo approdo dei grandi investitori. Ora, questo incremento sta coinvolgendo anche la Borsa. Non è un caso, infatti, che Piazza Affari sia la migliore d’Europa: dopo aver lasciato l’Italia nel 2011-2012, gli investitori internazionali ritornano a mostrare interesse per il nostro Paese, dai BTP al mercato azionario. E questo favorisce anche le imprese.

La Borsa è vissuta dalle società di piccola e media capitalizzazione come una valida alternativa al credito bancario, che in una fase di credit crunch è venuto meno al sostegno alle imprese. Le aziende hanno avviato un processo di richiesta di quotazione – rivolto in modo particolare al mercato dell'AIM – per poter sostenere i loro piani di sviluppo; un meccanismo che negli altri Paesi è già attivo da tempo. Sostanzialmente si tratta di un recupero dell’Italia rispetto agli altri mercati, e il fenomeno non coinvolge soltanto l’AIM. È infatti correlato al momento positivo che sta vivendo il risparmio gestito in generale: c’è una crescita del bacino potenziale degli investitori, quindi si cerca di sfruttare quello che è un aumento della domanda. Alla quale, d’altro canto, si tenta di offrire nuove opportunità. Insomma, le due cose coincidono.

I settori che stanno trainando il listino sono principalmente quelli finanziari, che hanno subito il più grande processo di ristrutturazione. Se poi la ripresa, come riteniamo, si materializzerà nei mesi a venire, ne beneficeranno anche i settori legati alla ripresa ciclica: quelli industriali e quelli legati ai consumi ciclici, che possono beneficiare di influssi positivi nel passaggio dalla recessione che ha caratterizzato l’Italia e l’Europa fino a qualche mese fa a una crescita economica che oggi, comunque, è ancora latente.

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