News Finanza Indici e quotazioni Wall Street paga alert ambasciatrice Usa all’Onu: ‘Invasione Russia in Ucraina imminente’. Draghi: ‘no episodi di de-escalation’

Wall Street paga alert ambasciatrice Usa all’Onu: ‘Invasione Russia in Ucraina imminente’. Draghi: ‘no episodi di de-escalation’

Ucraina, Fed e trimestrali condizionano la sessione odierna di Wall Street.

Sulla questione Ucraina occhio alle dichiarazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi che, al termine del Consiglio europeo informale dedicato alla crisi che sta tenendo il mondo intero con il fiato sospeso, ha detto che “per il momento episodi di de escalation sul terreno non si sono visti”, aggiungendo che “l’obiettivo è ora far sedere al tavolo il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky”. Spaventa in particolare la dichiarazione dell’ambasciatrice Usa all’Onu Linda Thomas-Greenfield, che ha parlato di “prove sul terreno secondo cui la Russia si starebbe muovendo verso una invasione imminente” dell’Ucraina. Arriva anche la notizia della decisione russa di espellere il vice ambasciatore americano a Mosca, Bart Gorman (agenzia Ria Novosti).

Alle 16 circa ora italiana, il Dow Jones perde più di 460 punti a 34.477 punti; lo S&P 500 cede l’1,31% a 4.417, mentre il Nasdaq va giù dell’1,28% a 13.941.

The VanEck Russia exchange-traded fund, which tracks shares of companies tied to the country, fell more than 4%.

Nelle ultime ore già la Nato aveva accusato la Russia di aver aumentato il numero dei soldati schierati al confine ucraino, contraddicendo le dichiarazioni di Mosca, che aveva annunciato invece ieri di aver iniziato a ritirare alcune delle unità militari presenti nell’area.

“Sappiamo ora che è falso”, ha detto un funzionario della Nato, aggiungendo che non solo il ritiro non è avvenuto, ma che almeno 7.000 forze russe si sono unite alle 150.000 già vicine al confine. “La Russia continua a dire che desidera una soluzione diplomatica, ma le sue azioni indicano un’altra cosa. Spero che le cose cambino prima che inizi una guerra che porti a una catastrofe di distruzione e morti”. L’alleanza militare ha definito quella dell’Ucraina “la crisi di sicurezza più grave degli ultimi decenni che stiamo affrontando in Europa”.

Tra l’altro, nelle ultime ore è arrivata la notizia secondo cui l’esercito ucraino avrebbe sparato colpi di mortaio e granate in quattro località dell’autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk. L’agenzia di stampa russa Tass ha riportato inoltre le dichiarazioni dei ribelli filo-russi dell’altra autoproclamata Repubblica di Donetsk nel Donbass: “L’esercito ucraino continua a bombardare infrastrutture e palazzi residenziali” a Donetsk, hanno detto i ribelli, aggiungendo di aver risposto al fuoco.

Intanto il ministero della Difesa russo avrebbe detto che “le unità del Distretto Federale Meridionale, che hanno completato la loro partecipazione alle manovre tattiche nelle basi della penisola di Crimea, stanno tornando alle loro basi su rotaia”.

I mercati cercano di digerire anche i nuovi toni hawkish della Fed di Jerome Powell confermati dalle minute relative all’ultima riunione del Fomc del 25-26 gennaio (in cui i tassi sui fed funds sono stati lasciati fermi al range compreso tra lo zero e lo 0,25%). Ormai si scommette su un ciclo di rialzo dei tassi caratterizzato da fino a sette strette nel corso del 2022. A tal proposito, gli economisti di JP Morgan si sono uniti a quelli di Goldman Sachs e di Bank of America annunciando di stimare ora, così come i colleghi, fino a sette rialzi dei tassi, nel corso di quest’anno:

“Abbiamo rimosso le due precedenti pause previste”, hanno spiegato, ricordando che fino a oggi il loro outlook era stato di cinque strette.

Attenzione anche alle dichiarazioni arrivate ieri dal segretario al Tesoro Usa ed ex numero uno della Fed Janet Yellen, che ha commentato gli ultimi dati – l’indice dei prezzi al consumo viaggia al record degli ultimi 40 anni – sottolineando che l’inflazione, a questi livelli, “non è accettabile”, e aggiungendo che la Fed comunque “agirà in modo appropriato”, al fine di contenere la fiammata dei prezzi, assicurando al contempo che la ripresa dell’economia Usa continui.

“Ho fiducia nel fatto che la Fed..continuerà a dispiegare tutti gli attrezzi che ha a disposizione in modo appropriato per garantire che la ripresa faccia il suo corso, gestendo allo stesso tempo le pressioni in eccesso che stanno provocando l’inflazione”, ha detto Yellen.

Il segretario al Tesoro Usa ha lanciato anche l’alert sul rischio di una ulteriore “ricaduta globale” dell’economia, che si verificherebbe nel caso in cui l’Occidente andasse avanti con i suoi piani per punire la Russia riguardo alla crisi Ucraina con ulteriori sanzioni. Se le sanzioni verranno imposte, ha detto, “ovviamente vogliamo che il costo più alto venga sostenuto dalla Russia. Ma riconosciamo che ci saranno alcune ripercussioni globali con la loro imposizione”.

Dal fronte societario, attenzione al boom di buy che sta interessando DoorDash dopo la pubblicazione del bilancio e di una guidance che è piaciuta al mercato. Il titolo vola di oltre +22%.

Nel quarto trimestre del 2021, il gruppo leader del food delivery ha sofferto una perdita per azione di 45 centesimi, più ampia della perdita di 25 centesimi per azione attesa dal consensus. Tuttavia il fatturato, pari a $1,3 miliardi, è stato migliore degli $1,28 miliardi attesi dagli analisti. DoorDash ha diffuso inoltre una guidance che ha battuto le attese, dichiarando di prevedere un valore lordo degli ordinativi nel range compreso tra $11,4 e $11,8 miliardi, con il punto medio di $11,6 miliardi che è superiore agli $11,4 miliardi previsti dagli analisti intervistati da FactSet.

Bene anche Wal-Mart, che ha annunciato di aver riportato nel quarto trimestre del 2021 un utile netto di $3,56 miliardi, o $1,28 per azione, rispetto alla perdita di $2,09 miliardi, o 74 centesimi per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente. Escludendo le voci straordinarie di bilancio, il colosso delle catene di discount ha guadagnato un utile per azione di $1,53 su base adjusted, meglio degli $1,50 per azione attesi dal consensus degli analisti. Il fatturato è stato pari a $152,87 miliardi, meglio dei $151,53 miliardi previsti. Il gigante ha detto di prevedere per il nuovo anno fiscale una crescita dell’eps su base adjusted tra il 5-6%, superiore alla media dell’outlook del consensus.

Il titolo Nvidia è invece sotto pressione dopo che il colosso produttore di chip ha pubblicato la propria trimestrale, che in realtà ha battuto le attese.

L’eps del quarto trimestre del 2021 si è attestato a $1,32 su base adjusted, in crescita del 69% su base annua, meglio degli $1,22 per azione attesi, a fronte di un fatturato salito del 53% su base annua a $7,64 miliardi, rispetto ai $7,42 miliardi stimati. Il gruppo ha dichiarato di prevedere per il primo trimestre un fatturato di $8,1 miliardi, superiore ai $7,29 miliardi stimati dagli analisti, con il ceo Jensen Huang che ha parlato di una domanda “eccezionale”, facendo notare che i chip di Nvidia sono utili per l’intelligenza artificiale e altre applicazioni. Un articolo della Cnbc motiva il calo del titolo con i timori legati ai margini e all’esposizione della società verso il mercato crypto. Il titolo perde più del 7%.

Il mercato guarda invece con favore al bilancio di Cisco, con le quotazioni che mettono a segno un rally di oltre il 4,5%: in questo caso l’utile per azione su base adjusted ha battuto le attese di tre centesimi per azione, a 84 centesimi per azione.

Migliore delle previsioni anche il fatturato, così come positiva è stata la guidance, grazie alla forte domanda da parte delle società di cloud computing di cui il colosso ha parlato.

Occhio a Tesla, dopo la lettera contro la Sec inviata dalla società stessa e dal fondatore Elon Musk:

La SEC è stata accusata di “raffreddare” il diritto alla libertà di parola di Musk:

“La SEC sembra prendere di mira il signor Musk e Tesla per indagini inesorabili soprattutto perché il signor Musk rimane un critico esplicito del governo; gli sforzi smisurati della SEC sembrano calcolati per raffreddare il suo esercizio dei diritti del Primo Emendamento piuttosto che per far rispettare le leggi generalmente applicabili in modo imparziale”, ha scritto Alex Spiro, un avvocato di Musk e Tesla. “Quando è troppo è troppo.” Tesla perde a Wall Street l’1,6% circa.

L’attenzione degli operatori continua a essere rivolta alle banche centrali.

A Wall Street il focus è appunto sulle minute del Fomc.

Dalle minute è emerso che “i partecipanti (del Fomc) hanno osservato che, alla luce dell’attuale elevato livello delle partecipazioni detenute dalla Federal Reserve, sarebbe appropriato ridurre in modo significativo la dimensione del bilancio”.

Dai verbali della Fed guidata da Jerome Powell è emerso anche che qualche esponente del Fomc ha dichiarato di “essere favorevole a terminare il programma di acquisti netti di asset (QE-Quantitative easing, la cui scadenza è attesa al momento per il mese di marzo) prima del previsto, per inviare un segnale più forte sull’intenzione della Commissione a far scendere l’inflazione”.

Ancora: “I partecipanti (del Fomc) hanno rimarcato che i recenti dati sull’inflazione hanno continuato a eccedere in modo significativo gli obiettivi di più lungo termine della Commissione e che l’inflazione elevata sta persistendo per un tempo più lungo di quanto avessero anticipato, riflettendo gli squilibri tra la domanda e l’offerta legati alla pandemia e alla riapertura dell’economia”.

Alcuni esponenti del Fomc – si legge ancora – “hanno anticipato che sarebbe appropriato alzare presto i tassi sui fed funds”.

“I partecipanti hanno riconosciuto che l’inflazione elevata è un peso per le famiglie, soprattutto per chi è meno capace di pagare i prezzi più elevati per i beni e i servizi essenziali”.

Ancora, i funzionari hanno fatto notare che l’inflazione sta iniziando a diffondersi oltre a quei settori direttamente colpiti dalla pandemia Covid, e dunque nell’intera economia.