News Finanza Indici e quotazioni Wall Street: nessuna ripresa dal venerdì nero post Fed, futures Dow Jones -260 punti. Nasdaq giù di oltre -1%

Wall Street: nessuna ripresa dal venerdì nero post Fed, futures Dow Jones -260 punti. Nasdaq giù di oltre -1%

Wall Street non riesce a riprendersi dal sell off brutale che ha caratterizzato la sessione di venerdì scorso e che è stato scatenato dalle dichiarazioni del presidente della Fed, Jerome Powell.

Alle 14 ora italiana, i futures sul Dow Jones capitolano di oltre 260 punti – ma avevano perso fin oltre -300 punti nelle ultime ore -; i futures sullo S&P 500 cedono lo 0,93%; i futures sul Nasdaq arretrano dell’1,18%.

Venerdì scorso Jerome Powell ha confermato la determinazione della banca centrale Usa a fermare l’inflazione, ammettendo che la Fed continuerà ad aumentare i tassi di interesse in un modo tale da causare “una certa sofferenza” all’economia statunitense.

“La stabilità dei prezzi è responsabilità della Federal Reserve e funge da fondamento della nostra economia”, ha dett Jerome Powell, nel suo discorso a Jackson Hole. “Senza stabilità dei prezzi, l’economia non funziona per nessuno”, ha aggiunto.

Risultato: il sell off brutale che si è accanito contro Wall Street ha portato il Dow Jones a crollare di 1.008 punti, poco più del 3%, soffrendo la sessione peggiore dal mese di maggio.

Lo S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno riportato tonfi rispettivamente del 3,4% e del 3,9%, concludendo la seduta peggiore dal mese di giugno.

Gli smobilizzi hanno cancellato i guadagni che tutti e tre gli indici azionari Usa avevano riportato nel mese di agosto, che si avvia ormai alla conclusione.

Le parole che il numero uno della Fed Jerome Powell ha proferito in occasione del simposio di Jackson Hole non potevano non avere un effetto sul mercato dei titoli di stato Usa, oltre che sull’azionario.

I tassi dei Treasuries a 10 anni salgono oltre il 3,12%, avanzando fino a +8 punti base nelle contrattazioni dei mercati asiatici: ma è il trend dei tassi dei Treasuries a 2 anni – i rendimenti rispecchiano maggiormente le aspettative sulla politica monetaria della banca centrale Usa – che si mette in evidenza, con un balzo fino al 3,45%, al valore massimo dal novembre del 2007, e in concomitanza con le brusche vendite che si stanno abbattendo sull’azionario asiatico (e non solo) dopo il discorso proferito da Jerome Powell.

In crescita anche i tassi Usa a 30 anni, al 3,2%, così come toccano il 3,2% anche i tassi dei Treasuries a 5 anni.