News Finanza Notizie Mondo Wall Street incerta dopo i dati sull’occupazione, Nasdaq sulla parità

Wall Street incerta dopo i dati sull’occupazione, Nasdaq sulla parità

Avvio cauto per gli indici di Wall Street, con il Dow Jones (+0,5%) e l’S&P500 (+0,3%) in frazionale rialzo mentre il Nasdaq è sostanzialmente invariato (-0,05%).

I non farm payrolls di dicembre hanno evidenziato la creazione di 223 mila nuovi impieghi, superiori ai 203 mila previsti dagli analisti. La rilevazione di novembre è stata rivista al ribasso da 263 mila a 256 mila unità. Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,5%, rispetto al 3,7% atteso, dal 3,6% del mese precedente (rivisto da 3,7%). I salari medi orari hanno registrato un incremento dello 0,3% su base mensile (consensus +0,4%, novembre +0,4% rivisto da +0,6%) e del 4,6% tendenziale (stima +5,0%, novembre +4,8% rivisto da +5,1%).

Dati in chiaroscuro, che si sommano a quelli di ieri sull’occupazione nel settore privato e sui sussidi di disoccupazione. Da un lato, infatti, il mercato del lavoro resta solido, con un numero di buste paga superiore alle aspettative e una disoccupazione contenuta; dall’altro, la crescita dei salari inferiore alle attese è un segnale di raffreddamento parziale delle pressioni inflazionistiche. Quest’ultimo fattore potrebbe essere interpretato positivamente dalla Federal Reserve in ottica di politica monetaria, riducendo la necessita di ulteriori strette marcate sui tassi di interesse.

In ogni caso la banca centrale proseguirà l’inasprimento monetario, come indicato a più riprese dai suoi funzionari. Il presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, ha chiarito che resta “molto lavoro da fare” per domare l’inflazione. James Bullard della Fed di St. Louis, che non è più un membro votante del Fomc, ha però affermato che il costo del denaro si sta avvicinando a una zona sufficientemente restrittiva e che le aspettative di inflazione sono diminuite. Al momento, le previsioni segnalano un picco dei tassi oltre il 5% entro la metà dell’anno.

Rendimenti in calo sull’obbligazionario, con il decennale al 3,7% e il biennale, più sensibile alle aspettative sulla politica monetaria, in diminuzione di 5 bp al 4,4%. Sul Forex, cambio euro/dollaro poco mosso a 1,051.