News Finanza Indici e quotazioni Wall Street futures in ribasso in attesa Fed, Nasdaq dimezza perdite -1%. ‘Merito dei Buy The Dip’

Wall Street futures in ribasso in attesa Fed, Nasdaq dimezza perdite -1%. ‘Merito dei Buy The Dip’

I futures sugli indici azionari Usa rimangono in ribasso, ma recuperano dai minimi: quelli sul Dow Jones scendono alle 11.15 ora italiana dello 0,31%, a 34.154 punti, dopo essere crollati fino a 350 punti.

I futures sul Nasdaq arretrano dell’1,17% a 14.336,50 punti, dopo essere scivolati fino a -2,2% circa. I futures sullo S&P 500 perdono lo 0,76% a 4.371 punti.

Ieri, alla fine della sessione, il Dow Jones ha chiuso in rialzo di 99 punti (o dello 0,3%), dopo sei sessioni consecutive di ribassi, e dopo aver perso nei minimi intraday fino a -3,25%; lo S&P 500 è salito dello 0,28%, dopo aver ceduto quasi il 4% nelle ore precedenti, a un livello inferiore del 10% rispetto alla sua chiusura record del 3 gennaio scorso (entrando dunque in territorio di correzione). Il Nasdaq ha chiuso in progresso dello 0,6%, dopo un tonfo pari a -4,9% durante la seduta.

Occhio al commento di Lindsey Bell, chief money e strategist di mercato di Ally:

“I buyer stanno tornando con il Buy The Dip”. D’altronde, “i mercati sono un po’ in fase oversold e dunque non c’è niente di sorprendente. Questo non significa che siamo al sicuro….ci sono molte cose che accadranno questa settimana”.

Bell ha detto inoltre di ritenere che la volatilità continuerà a persistere fino a quando la Fed non inizierà ad alzare i tassi.

Da segnalare che, nonostante il recupero della borsa Usa della giornata di lunedì, lo S&P 500 rimane in calo del 7,5% a gennaio: è la perdita, su base mensile, peggiore dal marzo del 2020, dunque dall’inizio della pandemia Covid.

Oggi inizia la prima riunione dell’anno del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed. Il meeting si concluderà domani, mercoledì 26 gennaio, con l’annuncio sulle decisioni di politica monetaria.

Un nulla di fatto è previsto per il meeting di questa settimana, che dovrebbe confermare il costo del denaro nel range compreso tra lo zero e lo 0,25%, a fronte di un processo di tapering già iniziato, e anche velocizzato, tanto che si è parlato di turbo tapering.

Occhio alle stime di David Mericle, economista di Goldman Sachs, che ha detto di prevedere che la diffusione della variante Omicron alimenterà una ulteriore pressione rialzista sull’inflazione, fattore che potrebbe costringere la Fed di Jerome Powell ad alzare i tassi sui fed funds più di quattro volte, nel corso del 2022.