News Finanza Indici e quotazioni Wall Street futures giù: crollo Snap rovina party Tesla sull’hi-tech. Nasdaq -0,80%, giù Alphabet e Twitter

Wall Street futures giù: crollo Snap rovina party Tesla sull’hi-tech. Nasdaq -0,80%, giù Alphabet e Twitter

Effetto Snap sui futures Usa che, dopo la sessione positiva della giornata di ieri, scontano la pessima trimestrale pubblicata dalla società a cui fa capo l’APP di messaggistica SnapChat. Il titolo crolla di oltre -26% nelle contrattazioni dell’afterhours della borsa Usa, dopo la comunicazione dei conti del secondo trimestre, e affossa anche Big Tech del calibro di Meta Platforms, Alphabet, Twitter e Pinterest e, in generale, il settore dei social media. Alle 8.25 ora italiana, i futures sul Dow Jones cedono lo 0,15%, quelli sullo S&P 500 arretrano dello 0,46%, quelli sul Nasdaq cedono più dello 0,80%.

Titoli hi-tech sotto pressione dopo che, nella giornata di ieri, l’indice Nasdaq Composite ha riportato la sua terza sessione consecutiva in territorio positivo, beneficiando del risultato di bilancio di Tesla. Le quotazioni del colosso di Elon Musk sono volate alla vigilia di quasi +10%. Il Nasdaq ha concluso la sessione di ieri in rialzo dell’ 1.36% a 12,059.61, lo S&P 500 è salito dello 0.99% a 3,998.95, il Dow Jones Industrial Average è avanzato di 162,06, o +0.51%, a 32,036.90.

Il Dow Jones è orientato a concludere la settimana in crescita del 2,4% su base settimanale, mentre lo S&P e il Nasdaq sono prossimi a incassare guadagni settimanali rispettivamente pari a +3,5% e +5,3%.

In calo i tassi sui Treasuries, con quelli a 10 anni che sono tornati di nuovo sotto la soglia del 3%, al 2.893%. Confermata l’inversione della curva dei rendimenti dei Treasuries Usa nel tratto 2-10 anni, con i tassi a 2 anni che rimangono superiori rispetto a quello a 10 anni, al 3,093%. Il fenomeno viene spesso considerato segnale che anticipa l’arrivo di una recessione negli Stati Uniti. A questo punto rimane l’attesa per la riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed di Jerome Powell, in calendario la prossima settimana, che culminerà nell’annuncio sui tassi di mercoledì 27 luglio. Il dubbio è se i tassi Usa – al momento nel range tra l’1,5% e l’1,75% saranno alzati di 75 punti base o di 100 punti base, per contrastare l’inflazione.