News Finanza Indici e quotazioni Wall Street: futures confermano solidi rialzi, Netflix boom +13% post utili. Occhio ai rumor su Apple

Wall Street: futures confermano solidi rialzi, Netflix boom +13% post utili. Occhio ai rumor su Apple

I futures Usa confermano il trend positivo, sulla scia dell’effetto Netflix, che balza del 13% nel pre-market di Wall Street, dopo la diffusione di una trimestrale che ha battuto le attese degli analisti.

Il titolo Netflix è stato immediatamente premiato dagli analisti di JP Morgan, che hanno migliorato il rating da “neutral” a “overweight”, alzando il target price da 240 a 330 dollari. Le quotazioni del gruppo viaggiano al record degli ultimi mesi.

In generale a Wall Street il sentiment rimane positivo, anche se sullo sfondo diverse banche d’affari stanno rivedendo le loro proiezioni sugli utili della corporate America al ribasso.

Intervistato dalla Cnbc Gene Goldman, responsabile investimenti di Cetera Investment Management, ha sottolineato che, sebbene sia possibile una recessione moderata, il mercato potrebbe comunque far fatica ad accettare i downgrade sugli utili delle società quotate in Borsa:

“Le stime sulla crescita degli utili delle società quotate sullo S&P 500, prevista a un ritmo compreso tra il 7% e il 9% su base annua, sono un po’ troppo alte. Il rallentamento della crescita economica e l’aumento dei tassi da parte della Fed metteranno probabilmente sotto pressione gli utili. E visto che gli utili condizionano i corsi azionari, per un po’ di tempo la loro revisione al ribasso potrebbe mettere sotto pressione i mercati”.

Ieri un’altra seduta all’insegna dei buy per Wall Street, che ha visto il Dow Jones Industrial Average balzare di 337,98 punti, +1,12%, per chiudere a 30.523,80 punti; lo S&P 500 ha guadagnato l’1,14% a 3.719,98, mentre il Nasdaq Composite è salito dello 0,90%, a 10.772,40.

Alle 13 circa ora italiana, i futures sul Dow Jones salgono di 337 punti (+1,12%); quelli sullo S&P 500 avanzano dell’1,14% e quelli sul Nasdaq Composite mettono a segno un balzo dello 0,90%.

A scatenare i buy a Wall Street continuano a essere le notizie positive che arrivano dal fronte della corporate America, nel vivo della stagione degli utili.

Dopo la fine della sessione di ieri sono arrivati i conti del colosso di video streaming Netflix, che ha annunciato di aver riportato nel terzo trimestre un fatturato pari a $7,93 miliardi, decisamente superiore ai $7,85 miliardi attesi e un eps su base adjusted di $3,10, ben superiore ai $2,22 previsti dal consensus degli analisti intervistati da Bloomberg. Su base netta il numero degli abbonati è cresciuto di 2,41 milioni, contro l’aumento di 1 milione atteso.

La crescita degli abbonati su base netta è stata la prima di quest’anno: nel primo e nel secondo trimestre, Netflix aveva perso infatti rispettivamente 200.000 e 970.000 abbonati.

Ancora prima, durante la sessione, erano arrivati i conti del colosso bancario americano Goldman Sachs che, nel terzo trimestre, ha riportato utili e un fatturato in calo su base annua, ma a livelli migliori delle attese.

In particolare, l’eps di Goldman Sachs è sceso da $14,93 dello stesso periodo del 2021 a quota $8,25, meglio comunque dei $7,75 attesi dagli analisti intervistati da FactSet.

Il fatturato complessivo della banca Usa è sceso da $13,61 miliardi del terzo trimestre del 2021 a quota $11,98 miliardi, meglio degli $11,42 miliardi previsti dal consensus.

Attesi oggi i risultati di bilancio di Tesla e di IBM. Nell’attesa, il titolo Tesla sale dello 0,60%: anche IBM mette a segno un rialzo di mezzo punto percentuale circa.

Il boom del titolo Netflix contagia i titoli del settore streaming: in premercato Roku, Disney avanzano del 2,5% circa.

Gli investitori guardano anche alle indiscrezioni poco confortanti su Apple. Stando ad alcuni rumor, la Big Tech avrebbe chiesto a un fornitore di fermare la produzione di un componente dell’iPhone 14 Plus, in un momento in cui rivaluta il trend della domanda per i suoi prodotti.

Il sito The Information ha reso noto nello specifico che uno dei fornitori di Apple in Cina avrebbe ricevuto l’ordine di fermare immediatamente la produzione, a meno di 15 giorni dal debutto del nuovo smartphone, e che ad altri due fornitori Apple avrebbe chiesto di procedere a forti tagli. In Asia i titoli dei fornitori di Apple hanno fatto dietrofront, mentre a Wall Street le quotazioni del gigante americano scendono dello 0,35% in pre-mercato.