News Notiziario Notizie Italia Stellantis, Ceo Tavares: “Possibili nuove chiusure di impianti”

Stellantis, Ceo Tavares: “Possibili nuove chiusure di impianti”

Il Ceo di Stellantis, Carlos Tavares, ha affermato che verranno chiusi altri stabilimenti automobilistici se i prezzi elevati dei veicoli elettrici (EV) causeranno una contrazione dei mercati dei veicoli rispetto ai livelli pre-pandemia. Le dichiarazioni sono state rilasciate in occasione del CES – Consumer Electronic Show – di Las Vegas, in cui è stato presentato il concept del RAM 1500 BEV.

“Se non ottimizziamo la nostra struttura dei costi, non possiamo assorbire il costo aggiuntivo dell’elettrificazione”, che rischia di comportare prezzi delle auto elevati. “Se il mercato si restringe, non abbiamo bisogno di tanti impianti. Bisognerà prendere alcune decisioni impopolari”, ha spiegato Tavares.

“Stellantis non ha altra scelta che continuare a tagliare i suoi fissi, le spese variabili e di distribuzione per rimanere competitiva e per rendere i veicoli elettrici più convenienti per le classi medie”, ha aggiunto il Ceo, sottolineando che bisogna adattare “continuamente la capacità alle esigenze.”

Lo scorso mese aveva Stellantis aveva annunciato lo stop a tempo indeterminato delle attività nell’impianto di Belvidere in Illinois (che produce solo Jeep Cherokee) dal 28 febbraio. La decisione, motivata dagli elevati costi dei veicoli elettrici, comporterà licenziamenti di un numero imprecisato di lavoratori. Decisioni simili “ci saranno ovunque finché vedremo un’elevata inflazione dei costi variabili”, ha detto Tavares. Tuttavia, in caso di un rimbalzo, Stellantis potrebbe nuovamente “adattare” la sua strategia.

“Queste dichiarazioni non ci sorprendono ritenendo ci sia ancora molto da fare, considerando che la fusione FCA-PSA è efficace solamente da 2 anni e che l`utilizzo della capacità produttiva in parecchi impianti è sicuramente sub-ottimale”, commentano gli analisti di Equita SIM. “Il piano comunicato in occasione dell’annuncio della fusione prevedeva 4 miliardi di oneri non ricorrenti; l’obiettivo originario consisteva nel raggiungere 5 miliardi di sinergie, che riteniamo verranno nettamente superate.”