News Finanza Notizie Italia Piazza Affari sotto le vendite con venti di guerra: soffre comparto finanziario, giù anche Telecom Italia

Piazza Affari sotto le vendite con venti di guerra: soffre comparto finanziario, giù anche Telecom Italia

Vendite diffuse a Piazza Affari con i venti di guerra che tengono in scacco i listini globali dopo l’annuncio da parte della Russia del riconoscimento di due regioni separatiste dell’Ucraina. L’indice Ftse Mib ha aperto la seduta in flessione e ora cede oltre il 2% a quota 25.443,63. Prosegue così la striscia negativa: ieri il listino principale di Milano ha ceduto l’1,7% finendo in area 26.000 punti.

Osservando l’andamento dei singoli titoli del Ftse Mib, non c’è nessun segno positivo. Soffre il comparto finanziario a Piazza Affari che vede UniCredit cedere oltre il 4%. Ieri la banca guidata da Orcel ha comunicato che l’assemblea ordinaria e straordinaria è stata convocata per il prossimo 8 aprile. Ribassi di oltre il 3% per Banca Generali e Bper Banca. Quest’ultima sarebbe invece al centro delle indiscrezioni di Bloomberg. Nexi è in trattative avanzate con la banca emiliana per acquisire l’unità dei pagamenti dell’istituto emiliano per una cifra pari a circa 350 milioni di euro. Resta in territorio negativo ma recupera terreno rispetto allo scivolone dei primissimi minuti di scambi Telecom Italia che ora viaggia in calo di circa il 3% a 0,3833 euro (minimo toccato in avvio a 0,3658 euro).

Le tensioni geopolitiche restano in primissimo piano, con il presidente russo Vladimir Putin che ha annunciato ieri sera il riconoscimento dell’indipendenza delle due repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, nel Donbass dell’Ucraina, e ordinato alle truppe russe di effettuare un’operazione di “peacekeeping”, per garantire la pace. Ma per l’Occidente si tratta solo del preludio di una vera invasione russa dell’Ucraina.

Gli Stati Uniti sono pronti a sferrare nuove sanzioni contro la Russia nella giornata di oggi, come ha preannunciato l’ambasciatrice americana all’Onu Linda Thomas-Greenfield, che ha detto che l’annuncio di Putin rappresenta una minaccia diretta non solo per l’Ucraina, ma per ogni stato sovrano che faccia parte delle Nazioni Unite. In questo clima, i futures sul petrolio schizzano al rialzo scontando la prospettiva di maggiori sanzioni contro la Russia, tra i principali produttori di petrolio al mondo. Sebbene, il contesto geopolitico dominerà largamente il trend dei mercati oggi, gli investitori guarderanno anche al fronte macro, dove è atteso l’indice Ifo del clima di affari in Germania, previsto in crescita con il miglioramento della situazione sanitaria.