News Finanza Notizie Italia Piazza Affari non si ferma dopo rally di ieri, grande attesa per inflazione Usa

Piazza Affari non si ferma dopo rally di ieri, grande attesa per inflazione Usa

Piazza Affari continua la sua corsa dopo il balzo del 2,7% della vigilia che ha riportato il Ftse Mib di slancio sopra i 27mila punti. L’indice guida milanese segna +0,46% a 27.253 punti dopo i primi scambi. Ieri sera chiusura positiva per Wall Street con i rendimenti dei Treasury in ulteriore ritracciamento che hanno offerto sponda al rally dei titoli growth.

Tra le big di Piazza Affari si segnala il +0,5% circa di Enel che torna in area 6,50 euro. Tiene banco il discorso caro bollette con il Governo che starebbe lavorando alle ulteriori misure a favore della riduzione del costo energetico. Stando a quanto riporta Il Sole 24 Ore, si delinea un intervento da 5-7 mld con l’emergere dell’ipotesi di `scambio` per gli industriali che a fronte del beneficio di circa 25TWh di energia rinnovabile consegnata al GSE (Regolatore renewables) e da questo trasferita agli industriali a prezzi calmierati, questi si impegnerebbero a realizzare 12 GW fotovoltaico e 5GW di eolico attraverso contratti di lungo termine (PPA), contribuendo alla decarbonizzazione e al raggiungimento dei target green.

Tra le banche +2,3% di Bper, che ieri era rimasta indietro con accoglienza fredda del mercato ai conti 2021. In cima al Ftse Mib spicca invece Telecom Italia (+2,9% a 0,428 euro) con le ultime indiscrezioni riportate da Bloomberg che vedono Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che possiede il 10% della tlc italiana con quota in carico a 82 centesimi di euro per azione, riluttante ad accettare l’offerta di 50,5 centesimi del fondo di private equity KKR & Co. La francese Vivendi, che possiede circa il 24% dell’ex monopolio telefonico, ha già affermato che l’offerta di KKR non riflette adeguatamente il valore dell’azienda.

Oggi focus sull’inflazione statunitense (consensus +7,2% a gennaio dal +7% precedente) che rappresenta l’evento chiave della settimana. “Un altro forte aumento di questa lettura potrebbe esercitare ancora una volta pressione alimentando le le preoccupazioni per una politica monetaria più restrittiva degli Stati Uniti”, argomentano stamattina gli esperti di IG.