News Notiziario Notizie Italia Piazza Affari in cerca di una direzione: Atlantia svetta sul Ftse Mib, Ubi debole

Piazza Affari in cerca di una direzione: Atlantia svetta sul Ftse Mib, Ubi debole

Per Piazza Affari l’ultima ottava di luglio comincia senza verve. Gli investitori appaiono ancora divisi tra i timori per le tensioni Usa-Cina e l’evoluzione della pandemia e le speranze di un piano di rilancio americano. Intanto sale l’attesa per le numerose trimestrali societarie previste in questi giorni, tra cui spiccano anche quelle di Saipem, Enel, Generali, Leonardo e Fca. In questo clima di incertezza e di attesa il Ftse Mib ha iniziato la seduta sotto la parità, mostrando in questo momento una flessione dello 0,04% a 20.067 punti.

Tra gli migliori titoli del listino tricolore Atlantia (+3,02%) e aggancia nuovamente la soglia di 14 euro. Secondo le ultime indiscrezioni Cassa Depositi e prestiti entrerebbe in Aspi solo quando la società sarà scorporata da Atlantia e avverrà l’Ipo. Intanto nei giorni scorsi l’agenzia di rating Moody’s, in relazione ai recenti sviluppi comunicati a valle del consiglio dei ministri dello scorso 15 luglio, nel riconfermare il merito di credito “Ba2” del gruppo Atlantia e “Ba3” di Atlantia (holding) e Autostrade per l’Italia ha posto l’outlook a developing (da negative). Sotto la lente anche Italgas che diffonderà i conti del secondo trimestre 2020.

Spunti positivi anche per Intesa Sanpaolo (+0,84%) in attesa che si chiuda domani l’offerta su Ubi Banca (-2,56%). Le adesioni all’Ops del gruppo guidato da Carlo Messina su Ubi hanno raggiunto, alla data di venerdì scorso, una quota pari al 32,6% rispetto al 26,4% del giorno precedente.

“A due giorni dalla scadenza le adesioni sono superiori alla media delle più recenti Ops – sottolineano da Equita – come in tutte le precedenti operazioni, l’ultimo giorno di offerta vedrà l’adesione di investitori istituzionali e arbitraggisti che determineranno il superamento della soglia obiettivo di offerta”. Da oggi gli analisti della sim milanese si attendono che i titoli Ubi “comincino a cessare di incorporare i termini dell’offerta di Intesa, inclusa la componente cash di 0,57 euro per azione (16% del valore del titolo) e il premio implicito nel concambio”. Vendite anche per Telecom Italia e Leonardo che lasciano sul parterre poco meno del 2 per cento.