News Finanza Indici e quotazioni Piazza Affari chiude positiva, denaro su Exor e FCA

Piazza Affari chiude positiva, denaro su Exor e FCA

L’allentarsi delle tensioni internazionali permette al listino milanese di chiudere, in linea con le principali piazze europee, in territorio positivo. In agenda macro il dato relativo il sentiment dei consumatori, salito da 115,7 a 117,5 punti. Segno meno invece per il dato relativo le imprese, con l’indice composito passato da 108,5 a 106.

L’intonazione positiva degli asset maggiormente legati alla propensione al rischio ha permesso al rendimento del decennale italiano di scendere all’1,87% e al differenziale di rendimento con i bund di portarsi sotto i 137 punti. Questa mattina il Ministero dell’Economia ha collocato Bot semestrali per 6 miliardi di euro a un rendimento medio del -0,430%, -2,7 centesimi rispetto a un mese fa. La domanda ha superato il quantitativo offerto di 1,63 volte. Sul valutario, eurodollaro in calo a 1,24 (-0,37%).

Sul paniere principale di Piazza Affari, che ha terminato in rialzo dello 0,9% a 22.209,75 punti, solo cinque titoli hanno terminato in territorio negativo: Banca Generali (-0,08%), Ferragamo (-1,12%), Mediobanca (-0,65%), Snam (-0,53%) e Terna (-0,42%). In evidenza, dopo i cali di ieri, il comparto bancario, con il +0,09% di Intesa Sanpaolo, il +0,98% di Banco BPM, il +1,28% di UBI e il +0,7% di UniCredit. Stando alle indiscrezioni circolate nel corso della seduta, l’Ad Jean Pierre Mustier sarebbe tra i candidati, insieme a Richard Gnodde di Goldman Sachs e a Bill Winter di Standard Chartered, a sostituire John Cryan alla guida di Deutsche Bank.

Tra i titoli della galassia Agnelli, Exor ha segnato un +2,41% il day-after i conti mentre Fiat Chrysler Automobiles ha guadagnato l’1,67%. Continua a tenere banco l’operazione di scorporo di Magneti Marelli, che potrebbe essere valutata fino a 5,5 miliardi di euro.

Tra le società che hanno presentato i conti, +3,45% di Cairo, che, al 26 marzo, ha registrato un incremento dei ricavi pubblicitari televisivi del 3,4% annuo, e +7,82% di Unieuro, che ha archiviato l’esercizio 2017-2018 con ricavi consolidati preliminari in crescita del 12,8% a 1,87 miliardi.