News Finanza Notizie Italia Piazza Affari apre l’ottava senza vigore, male UBI Banca e Fca

Piazza Affari apre l’ottava senza vigore, male UBI Banca e Fca

Incipit della nuova settimana con segno meno per Piazza Affari che era reduce dal sospiro di sollievo arrivato nelle ultime sedute a seguito della risoluzione della crisi politica che ha evitato lo spettro di nuove elezioni. In chiusura l’indice Ftse Mib ha ceduto xxxx. Dopo lo scatto iniziale, hanno perso verve le banche con lo sgonfiarsi delle sirene di M&A. Unicredit ha chiuso a -0,83% dopo il balzo in avvio di oltre il 4% sotto la spinta delle indiscrezioni riportate dal Financial Times di un possibile merger con SocGen. Unicredit starebbe considerando l’opzione di una fusione con la banca francese Société Générale con l’AD Jean-Pierre Mustier al lavoro da mesi su quest’ipotesi. La banca francese ha però smentito e molti analisti hanno sottolineato i possibili ostacoli politici a un’operazione del genere.

Sempre tra i bancari, inizio di ottava difficile per Ubi Banca (-3,16%) con Banca Imi che ha ridotto il giudizio sul titolo ad Add dal precedente Buy; il prezzo obiettivo è stato invece confermato a 3,9 euro. “Ubi presenta una valutazione bassa”, argomenta Banca IMI che indica la necessità di tempi abbastanza lunghi per vedere il titolo avvicinare il prezzo obiettivo indicato viste anche le incertezze sulla situazione politica italiana.

Si è mossa bene invece Poste Italiane (+0,56%) con gli analisti che non vedono a rischio i target 2018-2019 nonostante l’elevata esposizione ai titoli di Stato italiani. Equita sim rimarca infatti come la sensitivity di Poste all’aumento dello spread è inferiore a quanto implicito nella guidance fornita durante la conference call di presentazione dei dati del primo trimestre (-500 mln mark to market per 10bps di aumento dello spread sui 2,8 mld di capital gain impliciti) grazie ad alcuni effetti mitiganti. La sim milanese ha quindi reiterato Buy su Poste Italiane con prezzo obiettivo a 9,3 euro.

Giornata da incorniciare invece per il settore utility, tra i più penalizzati a maggio con l’acuirsi della crisi dello spread. In particolare Italgas ha segnato un balzo nell’ordine del 2,79% circa con l’avvicinarsi della presentazione del nuovo piano in programma settimana prossima. Bene anche la big Enel con un rialzo superiore all’1%.

Fiat Chrysler (-3,63%) ha proseguito il movimento ribassista iniziato venerdì a seguito della presentazione del nuovo piano al 2022. Nella serata di venerdì sono inoltre arrivati deboli dati sulle immatricolazioni, diffusi a mercato chiuso. A maggio le immatricolazioni in Italia sono scese del 2,78%, Fca ha fatto peggio con -8,2%.

Senza sprint anche Saipem caduta del 2,7% nonostante la maxi-commessa E&C Offshore in Medio Oriente del valore di circa 1,3 miliardi di dollari. Nel dettaglio, il contratto prevede le attività di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione (EPCI) relative a due condotte di esportazione da 32 pollici, due condotte di interconnessione da 24 pollici in lega anti-corrosione (CRA), riser, elementi di raccordo tra le condotte e varie strutture sottomarine.