News Notiziario Notizie Altri paesi Europa NS Partners: transizione energetica ancora troppo lenta

NS Partners: transizione energetica ancora troppo lenta

Nel 2022 il caldo anomalo, la guerra in Ucraina, la carenza di energia e l’inflazione hanno contribuito a spingerci sempre di più verso fonti energetiche “pulite” e alternative ai combustibili fossili. Si è stimato che le energie rinnovabili potranno riuscire a ridurre le emissioni di carbonio di oltre il 90% e a limitare l’emissione di CO2 nell’aria entro il 2040. Tuttavia, rimane ancora un problema sostiene Giacomo Calef, country manager di NS Partners secondo cui “il processo verso energie più pulite non è abbastanza rapido per contrastare gli impatti del cambiamento climatico e raggiungere la “neutralità climatica”, ovvero emissioni di CO2 pari a zero, nel 2050; in tutto il mondo crescono i progetti di fotovoltaico, eolico e di altre tecnologie a basse emissioni, ma non così rapidamente. Dal 2000 si è infatti verificato un aumento della quota di energie “pulite” del 13% a livello mondiale, rispetto a tutte le altre fonti di energia”.

Come riuscire a risolvere il problema e accelerare il processo si chiede l’esperto. “Sicuramente la politica e i governi “giocano” un ruolo fondamentale. Essi sono tenuti a promuovere l’accelerazione del processo di transizione, aumentando per esempio gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili. L’Agenzia internazionale dell’energia prevede investimenti senza precedenti per l’espansione delle infrastrutture per la transizione energetica entro il 2050. Durante l’ultima conferenza globale contro il cambiamento climatico tenutasi in Egitto, la Cop27, si è stimato che per arrivare a zero emissioni nette nel 2050 sarà indispensabile investire fino al 2030 circa 4.000 miliardi di dollari all’anno in rinnovabili e altri 4 o 6.000 miliardi di dollari in economia a base emissioni. Il documento nota “con seria preoccupazione” che non è stato ancora istituito il fondo da 100 miliardi all’anno dal 2020 previsto dall’Accordo di Parigi per aiutare i Paesi meno sviluppati nelle politiche climatiche. Inoltre oltre a promuovere gli investimenti, i governi dovrebbero aumentare anche le sovvenzioni per chi utilizza tecnologie “sostenibili”, nonché ridurre le sovvenzioni verso i combustibili fossili; tali sovvenzioni nel 2021 ammontavano a 700 miliardi di dollari” conclude.