News Notiziario Notizie Italia Mps, via al settimo aumento di capitale, Consob ha già avvertito: ‘fortemente diluitivo, rischio volatilità azioni’. Cosa c’è da sapere

Mps, via al settimo aumento di capitale, Consob ha già avvertito: ‘fortemente diluitivo, rischio volatilità azioni’. Cosa c’è da sapere

Parte oggi, lunedì 17 ottobre, l’aumento di capitale di Mps-Monte dei Paschi di Siena-Monte di Stato, con cui la banca senese punta a raccogliere 2,5 miliardi di mezzi freschi. Si tratta del settimo aumento di capitale in 14 anni da parte di una banca che ha bruciato in questo arco di tempo 22 miliardi di euro, di cui 4,8 miliardi dello Stato, tra Antonveneta, il crac di Lehman Brothers, la crisi dei BTP e dello spread, le regole dell’Unione europea e il giogo degli NPL-crediti deteriorati.

Nel dare l’ok alla ricapitalizzazione di Mps, la Consob ha avvertito venerdì scorso che l’aumento di capitale “presenta caratteristiche di forte diluizione” e che “tale circostanza determina il rischio che durante il periodo di offerta in opzione delle nuove azioni si verifichi una forte volatilità del prezzo delle azioni dell’emittente, inclusa una sopravvalutazione del prezzo di mercato rispetto al suo valore teorico. Per prevenire tale rischio, l’aumento di capitale in parola sarà gestito secondo il modello c.d. rolling”.

L’aumento di capitale prevede l’emissione di massime 1,250 milioni di azioni ordinarie di nuova emissione, al prezzo di sottoscrizione pari a 2 euro per ogni nuova azione “da imputarsi interamente a capitale, nel rapporto di 374 nuove Azioni ogni tre azioni Mps possedute. Il controvalore massimo dell’Offerta sarà pertanto pari a Euro 2.499.331.296”.

Il prezzo di sottoscrizione, come ha annunciato la stessa Monte dei Paschi dopo aver raggiunto l’accordo con le banche del consorzio di garanzia per la sottoscrizione dell’inoptato, “incorpora uno sconto pari al 7,79% rispetto al prezzo teorico ex diritto (c.d. Theoretical Ex Right Price -TERP) delle azioni Mps, calcolato secondo le metodologie correnti, sulla base del prezzo ufficiale di chiusura di Borsa delle azioni Mps al 11 ottobre 2022”.

L’operazione è interamente garantita con gli accordi che Mps è riuscita a raggiungere con le banche del consorzio di garanzia e il fondo Algebris, che hanno garantito una sottoscrizione per un valore massimo di 857 milioni di euro.

Venerdì scorso un avvertimento è arrivato anche dalla Bce,

che ha paventato il flop dell’operazione, spiegando che il “mancato buon esito integrale dell’aumento di capitale e/o la mancata realizzazione delle assunzioni del Piano Industriale 2022-2026 (ulteriori rispetto a quella inerente all’Aumento di Capitale), in assenza di tempestive azioni correttive non ancora puntualmente identificate alla Data del Documento di Registrazione pregiudicherebbe la prospettiva della continuità aziendale dell’Emittente e del Gruppo”.

Ad attendere l’arrivo di nuovi mezzi freschi è anche una platea decisamente nutrita dei dipendenti di Mps, che hanno scelto la via delle uscite anticipate: le richieste di esodi sono state infatti di 4.125 unità , ben oltre le 3.500 uscite anticipate che erano state previste e l’AD Lovaglio è stato chiaro nel sottolineare come più di un terzo dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi di Banca Mps serva per gli esodi volontari del personale.

Mps ha confermato l’impegno del Mef maggiore azionista con una quota del 64% circa ad “aderire all’operazione (di aumento di capitale) in proporzione alla propria quota di partecipazione al capitale (64,23%) per un importo massimo pari a euro 1,606 miliardi”.

Anima ha reso noto che parteciperà all’operazione di ricapitalizzazione del Monte dei Paschi di Siena con un intervento di 25 milioni di euro; altri 200 milioni circa li fornirà Axa. Ci sono poi i contributi dell’imprenditore francese Denis Dumont (30 milioni), il fondo Algebris di David Serra (20 milioni), le Fondazioni toscane, che verseranno circa 30 milioni, da spartire tra CariFirenze (10), Fondazionde Mps (10), e CariLucca (5).

Occhio agli investitori che agiranno da sub-writer, ovvero interverranno prima delle banche d’affari, trasformandosi quindi realisticamente in azionisti della banca, come aveva indicato un articolo de Il Sole 24 Ore la scorsa settimana. Questi investitori si sono esposti fino a coprire, dei 900 milioni di capitali privati che Mps doveva rastrellare, una somma di 500 milioni in caso di inoptato, ovvero di mancata sottoscrizione delle azioni.

La banca ha una capitalizzazione inferiore ai 100 milioni di euro, dopo le pesanti perdite di giovedì scorso (-33%), e quelle di venerdì scorso, quando il titolo Mps è capitolato di oltre il 42%.