News Notiziario Notizie Italia Mps: martoriata a Piazza Affari dai sell, tonfo -13,5%. IG su aumento capitale: ‘con volatilità mercati non è il momento migliore per cercare soldi’

Mps: martoriata a Piazza Affari dai sell, tonfo -13,5%. IG su aumento capitale: ‘con volatilità mercati non è il momento migliore per cercare soldi’

Giovedì nero per il titolo Mps, attaccato dalle vendite e sospeso durante la sessione per eccesso di ribasso. Le quotazioni della banca senese hanno terminato poi la seduta di ieri con un tracollo pari a -13,5% a 25,85 euro, portando il valore di mercato dell’istituto a valere poco più di 250 milioni di euro: dunque, poco più di 1/10 dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro che l’istituto guidato dal ceo Luigi Lovaglio si appresta a lanciare, il prossimo 10 ottobre.

Il tonfo delle azioni del Monte dei Paschi segue il raggruppamento delle azioni e la conseguente rettifica del loro prezzo, decisioni che il cda guidato da Lovaglio ha preso sempre nell’ambito del piano della ricapitalizzazione della banca, partecipata per il 64% del suo capitale dal Tesoro, maggiore azionista.

“Certamente con questa volatilità dei mercati non è il momento migliore per cercare soldi, lo stiamo vedendo anche con l’ipo di Porsche, queste operazioni non vengono apprezzate dal mercato. In più c’è un effetto tecnico legato al raggruppamento azionario, che agevola i ribassi”, ha commentato all’agenzia Ansa Vincenzo Longo di Ig Markets. Ieri l’indice benchmark di piazza Affari Ftse Mib ha concluso la seduta scivolando del 2,4%, a quota 20.352,98.

Ma il titolo Mps sta scontando anche la tensione che è tornata ad abbattersi sul mercato dei BTP: il boom dei tassi dei titoli di stato italiani – di cui molti nella pancia delle banche italiane (vedi alert doom loop) potrebbe infatti erodere il CET 1 del Monte (e ovviamente non solo ).

Il 90% circa dei debiti sovrani presenti nel bilancio della banca Mps (si legge nell’articolo di Bloomberg) è costituito da debiti italiani, dunque da BTP & Co: di questo ammontare più della metà è valutato al prezzo corretto (fair value), e mentre l’ammontare totale incide sui risk-weighted asset per il 17% circa”.

Il rischio di svalutazione del capitale è dunque più che presente.

Ieri lo spread Btp-Bund ha chiuso la sessione salendo di 6 punti base, a quota 246, con il rendimento del decennale italiano schizzato di 13 punti base al 4,63%.

I tassi dei BTP decennali erano arrivati a volare fino al 4,9% nelle ore precedenti, rinfocolando il timore del doom loop, abbraccio mortale tra banche e BTP presenti nei loro bilanci.