News Finanza Indici e quotazioni Mercati gelati da stop Nord Stream. Euro lancia SOS gas: cade sotto quota 0,99 per prima volta in 20 anni

Mercati gelati da stop Nord Stream. Euro lancia SOS gas: cade sotto quota 0,99 per prima volta in 20 anni

Prevalenza di smobilizzi sui mercati asiatici. L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha limitato i danni, cedendo lo 0,11% a 27.619,61 punti. Peggio la borsa di Hong Kong, in flessione di oltre -1%, mentre Shanghai viaggia poco al di sotto della parità (-0,07%). Seoul -0,46%, mentre Sidney si salva con un rialzo dello 0,20%. Focus sul tonfo dell’euro che, per la prima volta in 20 anni, buca anche la soglia di 0,99 nei confronti del biglietto verde, sulla scia dei timori per il futuro dell’area euro.

Venerdì scorso il colosso russo dell’energia Gazprom ha annunciato, contrariamente alle aspettative dei mercati, che la sospensione delle forniture di gas all’Europa dalla Russia tramite il gasdotto Nord Stream 1 non saranno riattivate, dopo il periodo di sospensione di tre giorni partito il 31 agosto scorso.

Atterrisce l’euro, che sul dollaro Usa cede più dello 0,50% a 0,9897, anche la minaccia arrivata nelle ultime ore direttamente dal Cremlino, con il portavoce Dmitri Peskov che ha preannunciato, stando all’agenzia Tass, una “grande tempesta globale”, a causa delle azioni intraprese dall’Occidente contro la Russia di Vladimir Putin.

La moneta Usa guadagna terreno nei confronti di diverse valute: il Dollar Index ha toccato 110,086 punti nelle contrattazioni asiatiche, balzando al nuovo massimo degli ultimi 20 anni, ovvero dal 2002; nei confronti dello yen giapponese, il dollaro è avanzato fino a JPY 140,3, confermando di viaggiare al record degli ultimi 24 anni; il won sudcoreano oscilla a 1.370,87, livello più basso dall’aprile del 2009, e la sterlina è scivolata al nuovo minimo in due anni e mezzo sul dollaro Usa attorno a $1,1458, scontando anche in questo caso i timori sull’impennata dei prezzi energetici.

Chiusura negativa per Wall Street nella sessione di venerdì scorso dopo la diffusione del report occupazionale Usa:

Nel mese di agosto l’economia degli Stati Uniti ha creato 315.000 nuovi posti di lavoro, meglio del rialzo di 300.000 unità atteso dal consensus degli analisti, con gli economisti di Dow Jones che avevano previsto un aumento lievemente superiore, pari a +318.000 punti. Sostanzialmente, il dato è stato in linea con le stime.

Il rallentamento della crescita delle buste paga è evidente, se si considera che a luglio erano stati creati 526.000 nuovi posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è salito ad agosto al 3,7% dal 3,5% a fronte di un tasso di partecipazione alla forza lavoro salito al 62,4% rispetto al 62,1% precedente e al 63,4% precedente al periodo della pandemia.

I salari orari medi, parametro per monitorare il trend dell’inflazione, sono saliti su base annua del 5,2%, meno del +5,3% previsto e dopo il +5,2% precedente.

La prospettiva di una Fed meno aggressiva sui tassi non ha risparmiato a Wall Street nuovi ribassi.

Il Dow Jones Industrial Average ha azzerato i guadagni di 370 punti incassati all’inizio della sessione, per scendere alla fine della seduta di 337,98 punti, o dell’1,1% circa, a 31.318.44. Lo S&P 500 ha sofferto un calo dell’ 1,1% a 3.924,26, al valore di chiusura più basso dalla fine di luglio, mentre il Nasdaq Composite è sceso dell’1,3% a 11.630,86, riportando la prima scia ribassista di sei sessioni dal 2019. Tutti i tre principali indici azionari della borsa Usa hanno chiuso la terza settimana consecutiva in rosso. Il Dow Jones e lo S&P 500 ha perso rispettivamente il 3% e il 3,3%, mentre il Nasdaq ha chiuso la settimana con una perdita del 4,2%. Wall Street rimarrà chiusa nella giornata di oggi, lunedì 5 settembre 2022, in occasione delle celebrazioni della Festa del Lavoro degli Stati Uniti.