News Finanza Indici e quotazioni Mercati cauti tra ricatto rubli di Putin, annuncio Biden su petrolio, nuova inversione 2-10 anni curva Usa

Mercati cauti tra ricatto rubli di Putin, annuncio Biden su petrolio, nuova inversione 2-10 anni curva Usa

I mercati continuano a prestare attenzione alla guerra in Ucraina e al ricatto sul ‘gas della Russia solo con pagamenti in rubli’, che è stato confermato nella giornata di ieri dal presidente Vladimir Putin.

“Per acquistare gas russo, vanno aperti conti in rubli nelle banche russe”, ha detto Putin in un discorso televisivo. “È da quei conti che verrà pagato il gas a partire dal 1° aprile. Se tali pagamenti non vengono effettuati, considereremo questo un mancato rispetto da parte del cliente dei propri obblighi”.

Secondo un ordine firmato da Putin e riportato dall’agenza Bloomberg, gli acquirenti dovrebbero aprire conti speciali nella Gazprombank controllata dallo stato russo per consentire lo scambio di valuta estera in rubli.

Ma il focus è anche sull’inversione della curva dei rendimenti dei Treasuries Usa nel tratto 2-10 anni, manifestatasi ieri per la seconda volta nell’arco di pochi giorni.

Il parametro viene considerato da alcuni analisti alla stregua di un campanello di allarme dell’arrivo di una recessione negli Stati Uniti. Ieri i tassi dei Treasuries a due anni sono saliti al 2,337%, livello superiore ai tassi decennali, scesi al 2,331%.

La borsa di Tokyo cede alle 8 circa ora italiana lo 0,51%, Hong Kong -0,87%, Shanghai +0,73%, Sidney piatta con una flessione dello 0,08%, Seoul -0,67%.

L’azionario giapponese sconta, tra le altre cose, anche la pubblicazione del report della Bank of Japan relativo al sentiment delle grandi aziende manifatturiere.

L’indice che misura il sentiment è sceso nel primo trimestre a quota 14 dai 17 punti del trimestre precedente.

Resa nota inoltre in Giappone la lettura finale dell’indice Pmi manifatturiero, che si è attestato a marzo a 54,1 punti dai 52,7 punti precedenti, confermando la fase di espansione.

L’indicatore è stato rivisto al rialzo dai 53,2 punti della lettura preliminare.

Dati no invece dal fronte macro della Cina: l’indice Pmi manifatturiero stilato da Caixin ha confermato la fase di contrazione messa in evidenza ieri dalla pubblicazione degli indici Pmi ‘ufficiali’, diramati dal governo di Pechino.

Nel mese di marzo, l’indicatore Caixin Manufacturing PMI è scivolato in fase di contrazione, scendendo dai 50,4 punti di febbraio a quota 48,1 punti. Il dato è stato peggiore delle stime, in quanto inferiore ai 49,7 punti attesi dal consensus.

Si tratta del valore minimo dal febbraio del 2020, quando la Cina era alle prese con la prima ondata di infezioni Covid.

In evidenza i prezzi del petrolio, dopo l’annuncio del presidente americano Joe Biden relativo al rilascio di una quantità di riserve strategiche di petrolio fino a 1 milione di barili al giorno, nell’intento di smorzare la corsa dei prezzi della benzina e alleviare il peso dell’inflazione da guerra che i consumatori americani stanno sostenendo.

Il rilascio andrà avanti per un periodo di sei mesi, per una quantità liberata che sarà complessivamente di 180 milioni di barili. Le forti vendite hanno portato il WTI sotto quota $100 al barile. Il Brent rimane sopra quota $103.