News Finanza Indici e quotazioni Borsa Tokyo chiude in rialzo +0,55%. Investitori guardano a nuovi casi coronavirus ma senza troppa paura

Borsa Tokyo chiude in rialzo +0,55%. Investitori guardano a nuovi casi coronavirus ma senza troppa paura

L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso on rialzo dello 0,55%, a 22.478,79 punti. Contrastato l’azionario in Asia, con la borsa di Shanghai che sale dello 0,85%. Hong Kong +0,14%, Sidney piatta con +0,01%, Seoul -0,15%.

L’attenzione degli investitori rimane focalizzata sulle notizie che riguardano la pandemia da coronavirus: non tutti i segnali sono positivi, visto che i casi in quattro stati americani hanno riportato balzi record.

Sembra tranquillizzarsi invece la situazione in Cina, stando almeno a quanto ha reso noto Wu Zunyou, responsabile del dipartimento di epidemiologia del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie. I recenti contagi hanno colpito Pechino, che ha assistito a un balzo improvviso delle infezioni dopo che per più di 50 giorni non era stato rilevato nessun caso interno alla Cina (a parte quelli ‘importati’).

“A Pechino l’epidemia è sotto controllo. Quando dico che è sotto controllo, questo non significa che il numero dei casi scenderà a zero domani o dopodomani”, ha precisato Wu Zunyou.

Nel commentare il trend dei mercati Vishnu Varathan, responsabile della divisione di economia e strategia presso Mizuho Bank, ha scritto in una nota che “nonostante l’implacabile aumento delle infezioni da COVID in America Latina, sud Asia e i rischi di una seconda ondata che incombono sugli Stati Uniti e la Cina, i mercati globali hanno ripreso ad andare avanti, recuperando addirittura ottimismo. Per dirla semplicemente, i mercati vedono i rischi pandemici come qualcosa del passato, relegandoli dietro le quinte, e guardando alla ripresa attesa”.

Dal fronte macro, inflazione ancora attorno allo zero in Giappone, nonostante gli interventi di liquidità ripetuti della BOJ (Bank of Japan). Pesa la crisi economica provocata dalla pandemia da coronavirus e dal successivo lockdown, anche se c’è da dire che le manovre espansive della banca centrale non erano riuscite a scatenare un balzo significativo dell’inflazione neanche prima.

Nel mese di maggio l’indice dei prezzi al consumo è salito di appena lo 0,1% su base annua, meno del +0,2% atteso, e allo stesso ritmo del mese precedente. Esclusa la componente dei prezzi dei beni alimentari freschi, il dato è sceso dello 0,2% su base annua, lanciando un alert di deflazione, rispetto al -0,1% atteso e allo stesso tasso di aprile.

Esclusa la componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, l’indice è salito dello 0,4% su base annua, come da attese, e in recupero dal +0,2% precedente.

Diffuse oggi in Giappone anche le minute della Bank of Japan guidata da Haruhiko Kuroda. Dai verbali emerge una grande incertezza su quello che sarà l’impatto effettivo del COVID-19 sull’economia del paese: qualche esponente ha suggerito acquisti di bond più aggressivi da parte della banca centrale, al fine di mantenere stabilmente bassa la curva dei rendimenti.

In Australia, focus sul dato preliminare delle vendite al dettaglio, che indica un balzo, a maggio, del 16,3%, successivo al tonfo del 17,7% di aprile.

Il forte recupero era atteso, visto che il paese ha iniziato a sospendere le misure di contenimento lanciate per contrastare la pandemia da coronavirus proprio a maggio. Occhio al dollaro australiano, che sale nei confronti del dollaro Usa in misura però molto moderata, attestandosi a $0,6855 circa.