News Finanza Indici e quotazioni Borsa Hong Kong giù di quasi -3% con Covid e dati Cina, futures Dow Jones -200 punti. Ansia tassi Treasuries, volano verso il 2,8%

Borsa Hong Kong giù di quasi -3% con Covid e dati Cina, futures Dow Jones -200 punti. Ansia tassi Treasuries, volano verso il 2,8%

Futures Usa in ribasso, a fronte di un avvio di settimana, per le borse asiatiche, altrettanto negativo. L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo scende di oltre lo 0,80%.

Ma a fare decisamente peggio è la borsa di Hong Kong, con l’indice Hang Seng che perde quasi il 3%, scontando i nuovi casi di Covid in Cina e i dati sull’inflazione del paese.

Protagonisti i numeri sull’inflazione, che hanno mostrato come, nel mese di marzo, l’inflazione della Cina misurata dall’indice dei prezzi al consumo sia salita dell’1,5% su base annua, oltre la crescita dell’1,2% attesa dal consensus degli analisti, e in accelerazione rispetto al precedente rialzo dello 0,9%.

Su base mensile, il dato ha mostrato un trend invariato.

L’inflazione misurata dall’indice dei prezzi alla produzione è aumentata invece su base annua dell’8,3%, rispetto al +7,9% atteso e al precedente +8,8%. Su base mensile, la crescita è stata pari al +1,1%.

Focus sul commento rilasciato da Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM sull’impatto della nuova ondata di Covid:

“In Cina, le conseguenze della nuova ondata di Covid-19 stanno già colpendo la fiducia delle imprese. A marzo gli indici dei direttori agli acquisti compositi pubblicati dall’Ufficio nazionale di statistica sono scesi in territorio di contrazione, dopo un calo sia nel settore manifatturiero che in quello dei servizi. L’indice dei direttori agli acquisti manifatturiero pubblicato da Markit ha registrato il più rapido calo nella produzione e nelle nuove attività dall’inizio della pandemia a febbraio 2020. La domanda sia interna che estera è diminuita, mentre i tempi di consegna hanno continuato ad allungarsi a causa delle interruzioni delle operazioni commerciali e della logistica. Le pressioni inflazionistiche sono aumentate”.

Di conseguenza, “le prospettive a breve termine sono incerte: la politica monetaria e fiscale dovrebbe sostenere l’attività economica, ma la nuova ondata non mostra per il momento segni di avvicinarsi al picco, e il lockdown deciso a Shanghai è stato prolungato fino a nuovo avviso. Infine, sul fronte finanziario, le autorità cinesi hanno chiarito la propria posizione in merito alla controversia legata agli audit per gli ADR negli Stati Uniti, autorizzando l’ispezione da parte degli organismi di regolamentazione dei titoli. Si tratta di un segnale della disponibilità della Cina a cooperare con la SEC per evitare il delisting degli ADR cinesi dalla borsa di New York”.

Si prevede un avvio in rosso per Wall Street, con i futures sul Dow Jones che scendono di quasi 200 punti, quelli sullo S&P 500 in calo di oltre il 70% e quelli sul Nasdaq che arretrano di oltre lo 0,81%.

La scorsa settimana il Nasdaq Composite ha riportato una perdita del 3,9%, lo S&P 500 è sceso dell’1,3% e il Dow Jones ha limitato le perdite a -0,3%.

Forte è l’ansia sul trend dei tassi sui Treasuries Usa, con quelli decennali che, nelle ultime ore, sono volati al nuovo record in tre anni, balzando fino a oltre il 2,77%.

Grande attenzione, questa settimana, ai dati che condizioneranno la politica monetaria di una Fed già determinata a mostrarsi più aggressiva con rialzi dei tassi di 50 punti base e una riduzione sostenuta del proprio bilancio.

Nuove indicazioni sull’inflazione Usa arriveranno martedì con la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo di marzo; mercoledì, sarà il turno dell’indice dei prezzi alla produzione.