Notiziario Notizie Asia Guerra commerciale, presidente Xi: ‘In Cina non porgiamo l’altra guancia’. Con vendetta Apple KO

Guerra commerciale, presidente Xi: ‘In Cina non porgiamo l’altra guancia’. Con vendetta Apple KO

Donald Trump si dice sorpreso per l’annuncio di Harley-Davidson, storica azienda Usa produttrice delle omonime moto, che ha reso nota l’intenzione di spostare parte della produzione al di fuori degli Stati Uniti; Goldman Sachs ammette di essere ora “più cauta, così come più cauti sono i nostri clienti investitori”; il consigliere commerciale alla Casa Bianca Peter Navarro smentisce alcune indiscrezioni, tra cui anche il contenuto di un tweet postato dal suo collega segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin, affermando che l’America non ha intenzione di bloccare gli investimenti in tecnologia da parte di società partecipate per almeno il 25% dalla Cina; e il presidente cinese Xi Jinping sbotta e afferma, stando a quanto riporta il Wall Street Journal, che Pechino non porgerà più l’altra guancia. Tutto questo, mentre la borsa di Shanghai scivola ufficialmente nella condizione di mercato orso, tra l’altro per la quarta volta in tre anni.

La Cina del presidente Xi ha più di un motivo per rispondere alle minacce di Trump. Così Xi, in un’incontro con un gruppo di 20 amministratori delegati di rispettive società, principalmente americane ed europee:

“In Occidente siete orientati a pensare che se qualcuno colpisce l’avversario a una guancia, quello porge anche l’altra guancia. Nella nostra cultura noi restituiamo il pugno“.

E, nel paventare i peggiori scenari, il Wall Street Journal scrive che la Cina di Xi potrebbe ricorrere a diversi strumenti, e non necessariamente all’arma dei dazi doganali. Anzi, proprio “perchè l’opzione dei dazi è limitata dal livello delle importazioni americane, Pechino può – e lo ha già fatto in alcuni casi – congelare accordi di M&A che riguardino società americane, posticipare le licenze, aumentare le ispezioni o convincere il suo miliardo di consumatori a evitare i prodotti americani”.

Viene da citare anche quanto ha scritto nel suo blog Nicholas Lardy, professore senior presso il Peterson Institute for International Economics di Washington:

Il mercato di $40 miliardi degli iPhone di Apple, in Cina, il principale al mondo, potrebbe velocemente collassare. Allo stesso modo, General Motors vende più auto in Cina che negli Usa, e il governo cinese potrebbe agire per frenare le vendite”.

Tutto questo, mentre Navarro si stupisce della reazione di Wall Street, che ieri ha assistito nei minimi intraday a un tonfo del Dow Jones di quasi 500 punti, scontando i timori sulla guerra commerciale. A suo avviso il contesto è infatti “bullish”, sia per l’economia Usa, per cui prevede una crescita del 4%, sia per i mercati. Navarro ha anche precisato che l’amministrazione Trump non intende imporre restrizioni commerciali ad altri paesi, a parte la Cina, e che l’annuncio sulle nuove misure contro Pechino arriverà venerdì 29 giugno dal dipartimento del Tesoro Usa.