Finanza Notizie Italia Scontro frontale Roma-Bruxelles. Mentre reddito cittadinanza e quota 100 non sono più misure a efficacia immediata

Scontro frontale Roma-Bruxelles. Mentre reddito cittadinanza e quota 100 non sono più misure a efficacia immediata

Già prima della bocciatura ufficiale della manovra M5S-Lega da parte della Commissione europea, tra gli stessi italiani era emerso il timore che non tutte le misure incise nel contratto di governo fossero realizzabili. La paura aveva colpito soprattutto chi aveva votato il M5S nella speranza di ricevere il reddito di cittadinanza. Ora, con lo scontro aperto Roma-Bruxelles, la misura torna a essere al centro delle preoccupazioni, insieme a quota 100.

Si tratta di un timore avallato dagli stessi fatti, visto che qualcosa è cambiato nella versione aggiornata del Documento programmatico di bilancio (Dpb), che è stato approvato ieri in Consiglio dei ministri.

Nel testo si legge di fatto che il reddito di cittadinanza e “Quota 100” sono misure non “a efficacia immediata” ma “da definire con legge collegata”. Un cambiamento non di poco conto, se si considera che nella versione precedente, inviata il 15 ottobre, l’entrata in vigore delle due misure era indicata con “efficacia immediata”.

Non aiutano neanche le indiscrezioni che vengono riportate da Il Giornale che, in una situazione in cui l’Italia è accerchiata dall’Europa intera causa la sua ostinazione a non voler fare i compiti, si focalizza su quelle che potrebbero essere le prossime mosse del ministro dell’economia Giovanni Tria.

“E Tria medita il dietrofront su ‘reddito M5s’ e pensioni. Il ministro dell’Economia assicura: ‘Pronti a misure correttive’. E pensa a come limare i costi delle riforme”, questo il titolo dell’articolo, in cui il quotidiano scrive che “il ministro dell’ Economia, Giovanni Tria, nella lettera inviata a Bruxelles introduce due concetti abbastanza ‘innovativi’ (e, se vogliamo, sospetti) a proposito delle cautele che il governo intende utilizzare”, come il fatto che “‘l’indebitamento netto sarà sottoposto a costante monitoraggio’ e che il ministro ‘assumerà tempestivamente, in caso di deviazione, le conseguenti iniziative correttive’“.

Rassicurazioni sulle misure reddito di cittadinanza e quota 100 sono arrivate comunque dal leader del M5S, vicepremier e ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio:

“Da ministro del Lavoro la norma su ‘quota 100’ e reddito di cittadinanza ce l’ho già pronta: sarà in un decreto legge subito dopo la legge di bilancio. Non c’è slittamento, collegato, calende greche…”.

Di Maio ha aggiunto inoltre che, “appena diventa operativo, con il voto del Parlamento sulla manovra, il fondo da 16 miliardi, chiederò a Conte di convocare il Cdm e fare il dl con le misure. Non ci si appigli alla lettera di Tria: nessuno slittamento, il ‘reddito’ sarà legge alla fine del 2018“.

Ancora:

“Guardando le simulazioni che stiamo facendo al ministero penso che marzo sarà il mese in cui partirà il reddito di cittadinanza e un mese prima partirà ‘quota 100’. Comunque nei primi tre mesi partono entrambe le misure”.

Così Di Maio. Tuttavia, sono parecchi mesi che più di una fonte mette in dubbio la realizzazione delle misure o, per lo meno, la loro realizzazione nei tempi previsti o promessi. Non si tratta di un buon segnale per il leader dei Cinque Stelle, che è arrivato praticamente dove è ora proprio per la promessa di quei 780 euro al mese che ha fatto a tanti suoi elettori.