Finanza Notizie Italia Savona all’Europa: ‘recessione inaccettabile’. Ma a Davos Olanda e Germania attaccano l’Italia

Savona all’Europa: ‘recessione inaccettabile’. Ma a Davos Olanda e Germania attaccano l’Italia

Nel corso di un’audizione alle commissioni finanze riunite di Camera e Senato sul decreto Carige, Paolo Savona non si limita a parlare delle misure varate dal governo M5S-Lega permettere in sicurezza l’istituto di credito genovese. Il ministro degli Affari europei affronta, infatti, anche il rischio recessione che, secondo alcuni economisti, incombe sull’economia globale.

Ciò che Savona rimarca è la necessità di capire che la recessione non necessariamente è un destino ineluttabile e inevitabile, così come non sono inevitabili quelle stime di crescita anemica del Pil che vengono diramate dalle varie istituzioni, che si tratti del Fondo Monetario Internazionale o di Bankitalia.

A suo avviso, la recessione è, piuttosto, un fenomeno che può essere contenuto, ricorrendo alla spinta naturale alla crescita che proviene dagli investimenti.

Il ministro lancia dunque un appello-monito all’Unione europea, affinché sposi la linea della collaborazione tra i vari paesi per scongiurare il peggio.

E’ “inaccettabile subire una nuova recessione, soprattutto se indotta dall’esterno, poichè esistono gli strumenti per farle fronte, ovvero gli investimenti”. 

“Non siamo deterministici, se parte una recessione si può fare qualcosa“, insiste, spiegando che “la crescita sarà quella che la collaborazione tra i paesi europei saprà darsi, e non quella delle previsioni basate su strumenti palesatisi obsoleti”.

Una frecciatina, la sua, rivolta alle previsioni diramate questa settimana, in occasione del Forum economico mondiale (World Economic Forum) di Davos, dal Fondo Monetario Internazionale che, nell’aggiornamento all World Economic Outlook, ha definito l’Italia un rischio globale, scatenando l’ira del governo M5S-Lega.

Così come aveva fatto Bankitalia la scorsa settimana, l’Fmi ha rivisto al ribasso le previsioni sulla crescita del Pil italiano, per il 2019, a +0,6%. Ma Savona ha parlato, per l’appunto, di “stime basate su strumenti palesatisi obsoleti”, mettendo in dubbio praticamente l’affidabilità delle previsioni dell’istituzione di Washington.

Lo stesso aveva fatto d’altronde qualche giorno fa, quando aveva attaccato Bankitalia, per lo stesso motivo, definendo la stima sul Pil inaccettabile.

Oggi il ministro ha aggiunto che “un atteggiamento passivo nei confronti di un andamento recessivo dell’economia reale a livello europeo si trasmette inevitabilmente ai rischi bancari, accrescendo la problematicità del recupero dei crediti”.

Le dichiarazioni di Savona arrivano poche ore dopo l’ennesima critica arrivata dal Nord Europa nei confronti dell’Italia.

Protagonista, questa volta, è stato il premier olandese Mark Rutte, che ha accusato Roma di star provocando divisioni all’interno dell’Europa.

La gente inizia a farmi domande. Se l’Italia, e in passato la Francia, può riuscire a scampare alle regole stesse che ha accettato, perchè non dovremmo farlo neanche noi?”

Il riferimento è alla manovra finanziaria varata dal governo M5S-Lega che, pur se rivista per evitare la procedura di infrazione da parte della Commissione europea, ha derogato agli impegni sul deficit che erano stati presi dal governo precedente.

Parlando da Davos, Rutte ha confessato ai microfoni di Bloomberg di essere “giustamente arrabbiato”, a causa di una situazione che dimostra “la mancanza di fiducia” tra il Nord e il Sud dell’area euro.

Altre critiche forti contro l’Italia sono state mosse dalla nuova leader, in Germania, del partito dei cristiano democratici, che ha preso il posto della premier Angela Merkel  il 7 dicembre scorso, ovvero da Annegret Kramp-Karrenbauer, nota anche con l’acronimo AKK.

La leader del CDU ha utilizzato un’espressione tedesca per dire che l’Italia sarà una “gatta difficile da pelare”. Interpellata anche lei dalla televisione Bloomberg, Kramp-Karrenbauer ha affermato anche, senza mezzi termini, che l’Italia potrebbe disintegrare l’Eurozona.